Credo ormai si possa dire: Jeremy Lin è uno “vero”. Inutile discutere di chi prima non gli ha dato possibilità o del perchè sia passato sotto traccia. A fronte di un febbraio giocato così possiamo davvero riporre delle fondate speranze su questo play.
Le difese si stanno adeguando, come si adeguarono a Chris Duhon e Raymond Felton. Nel nulla d’antoniano, lasciati a loro stessi, sprofondarono alle prime trappole disegnate ad hoc. Lin invece sta passando indenne queste trappole ed anzi sta brillantemente risolvendo gli enigmi che gli propongono gli avversari “semplicemente” perchè dotato di maggior talento. Credo che questo sia ora un fatto. Prendiamo l’ultima gara contro Dallas: Rick Carlisle manda sulle sue tracce Shawn Marion e dopo le ovvie difficoltà iniziali finisce con 28 punti e 14 assist. Pazienza se le palle perse sono troppe perchè finchè si vince va bene tutto ma soprattutto perchè se pesiamo queste perse parametrandole per i possessi scopriamo che ne perde meno di Steve Nash (fonte Howard Beck, New York Times).
Ora il rientro di Carmelo Anthony. Non capisco perchè per alcuni dovrebbe essere un problema. Da che mondo è mondo un raddoppio è efficace se negli altri quattro in campo con la stessa canotta non c’è qualcuno in grado di farlo pagare alla difesa. La palla PERO’ deve arrivare con un minimo di costrutto al compagno libero. Il raddoppio sulla Superstar non è stato inventato ieri, così come le contromisure da adottare. Per cortesia Mr. D’Antoni vediamo di adeguarci per una volta nel modo giusto…

Come l’anno scorso i Knicks riescono a piazzare un’importante striscia vincente quando la stagione sembra ormai compromessa. Nella stagione 2010-11 furono otto le vittorie consecutive che ci permisero di raddrizzare un record ampiamente deficitario, così da centrare almeno l’ultimo posto utile per i Playoffs. Quest’anno le aspettative erano sicuramente maggiori, eppure eravamo, anzi siamo “punto e a capo”. La striscia ora è aperta a cinque vittorie e ci permette di sperare ALMENO – e (di nuovo) “solo” – all’ottavo seed.
Per questa volta – come si dice – l’abbiamo svangata raggiungendo l’obiettivo minimo settimanale, ossia vincere due gare su quattro ed essere così ancora in corsa per un posto ai Playoffs. Anzi mi spingerei addirittura a dire – roba da matti, con due Superstar a libro paga cosa mi tocca scrivere! – che per una volta abbiamo quasi performato il giusto vincendo le partite abbordabili, perdendo quelle più ostiche. Nulla di trascendentale, sia chiaro, ma per lo meno i pronostici sono stati rispettati e vista la situazione è grasso che cola.
Una sola vittoria nelle ultime dieci gare giocate (contro Charlotte falcidiata dagli infortuni) e Mike D’Antoni è ancora l’allenatore dei Knicks. Ormai si parla di fiducia a tempo, condizionata dai risultati che otterrà con il ritorno di Baron Davis. C’è un piccolo problema: il rientro del Barone viene continuamente posticipato, proprio oggi spostato in avanti di un’altra settimana… ed intanto il tempo passa ed il record ora dice 7 vinte, 13 perse. Ricordo tra l’altro che stiamo sempre parlando di un giocatore fuori per infortunio alla schiena – ernia – da nove mesi, e questo dovrebbe essere non solo il salvatore di D’Antoni ma pure della nostra stagione?