Alla fine non abbiamo “perso apposta” per cercare di finire contro i Bulls e ci toccheranno gli Heat. Non abbiamo speranze, ma questo già si sa. Ve lo diranno tutti, lo leggerete ovunque. Da tifosi, però, dobbiamo crederci.
Onestamente non so in cosa sperare, dovremo andare oltre i nostri limiti e sperare che loro ci diano una grossa mano, sottoperformando. Importantissime le prime due gare a Miami: serve subito il colpaccio, così da permetterci di perdere una delle prime due gare casalinghe per poi – quando la serie è sul 2-2 – giocarcela alla morte nell’1-1-1 successivo (Miami, New York, Miami). Molti sorrideranno visto che ho scritto di arrivare a gara-5 in parità, ma appunto sto disquisendo sul COME potremmo batterli, non che li batteremo.
Sarà importantissimo non concedere punti facili, in contropiede – terreno sul quale gli Heat si esaltano – con perse “stupide”, giocare al 24mo secondo, costringerli al tiro dalla media senza poter attaccare il canestro. In attacco oltre ai punti di Carmelo Anthony serve la pericolosità da fuori delle nostre bocche da fuoco Steve Novak e JR Smith, cosa facile dal momento che Miami è una delle migliori squadre difensive sul perimetro della Lega. A mio avviso con una quindicina di bombe messe con discrete percentuali saremo sempre in partita, soprattutto se la difesa sarà sempre quella vista con Mike Woodson.
Match-up che potrebbe spostare l’ago della bilancia quello tra Amar’e Stoudemire e Chris Bosh. Intendo in senso assoluto, non l’uno-contro-uno che probabilmente non ci sarà, con Tyson Chandler dirottato sull’ex-Raptor. Chi avrà numeri migliori probabilmente sarà un fattore più del duello Lebron-’Melo.
Per avere una minima chance, tutto dovrà girare non bene, ma benissimo. Così se Landry Fields ha ritrovato il tiro – come parrebbe dalle ultime partite dopo una stagione al di sotto delle aspettative – potrebbe incidere più del previsto. Iman Shumpert sarà impegnato su Wade: ha dimostrato in regular season di poterlo limitare, almeno un pochino ed in determinate situazioni, vedremo nei Playoffs.
Bando alle ciance: sabato 27, ore 21.30, diretta SKY SPORT, gara-1 da South Beach. #crederci. GO NY GO.
ULTIMISSIMA: Tyson non ha partecipato all’allenamento di oggi causa influenza. Woodson ha detto che potrebbe non giocare. Pretattica del coach, ok, intanto l’allenamento l’ha saltato davvero. Ci serve non al 100%, ma 110% della sua resa. Ripeto, tutto dovrà girare benissimo, ma se iniziamo così beh la sfiga al solito ci vede benissimo.

Poco da aggiungere a quanto detto la scorsa settimana. I Playoffs sono diventati matematici, toccherà ora vedere se da ottavi o da settimi. Le remote speranze di andare a prendere i Magic si sono infrante a Cleveland questa notte nella peggior partita dell’era-Woodson, la prima vera gara “cannata” da quando non c’è più D’Antoni.
Settimana piena di emozioni per i Knicks iniziate a Pasqua con la fantastica vittoria contro i Bulls e proseguite con il successo sui Bucks che hanno virtualmente garantito un posto ai Playoffs, salvo cataclismi. Ora si potrà discutere se da ottavi o da settimi, visto che Phila è a solo una vittoria, mentre più difficile sarà andare a prendere i Magic benchè in caduta libera. Persa la seconda gara contro Chicago, vinta facile con i Wizards, è arrivata poi la partita casalinga contro gli Heat che poteva davvero lanciarci alla caccia di Orlando. E’ andata male, pazienza.
I Knicks non hanno ancora ammainato la bandiera bluarancio come invece il sottoscritto ha fatto da un bel po’. 10 vittorie nelle 13 gare giocate sotto la guida di Mike Woodson, 4-2 il record senza Amar’e Stoudemire e Jeremy Lin ma soprattutto ancora qualche piccolissima speranza di vincere l’Atlantic Division (i Celtics comunque pare l’abbiano ormai ipotecata). Prendiamo tutto quello che viene di buono, non fossilizziamoci invece sulle cose negative dal momento che non è più l’ora di farlo.