Finalmente è finita

Ebbene sì, mai mi sarei aspettato di accogliere con un sospiro di sollievo la fine della stagione dei miei amati Knicks, soprattutto quest’anno, visto che le premesse c’erano tutte per fare bene. Quella che invece è maturata è stata una delle peggiori stagioni della storia della franchigia, tanto da eguagliare il record negativo di 59 sconfitte a fronte di sole 23 vittorie.

Cosa succederà adesso? Chi farà le valigie, più o meno volutamente? i tre grandi accusati, artefici di questo fallimento – nell’ordine, Isiah Thomas, Larry Brown e Stephon Marbury – si siederanno ad un tavolo sotto l’egidia dell’owner James Dolan per far quadrare il cerchio? Personalmente ritengo, come la maggior parte degli addetti ai lavori, che le colpe principali, almeno all’80%, siano del coach. Inutile che mi dilunghi più di tanto nello spiegare il perchè: basta andare a sfogliare i report che si sono susseguiti in questi mesi.

Larry Brown se ne deve andare. Si dovrebbe ripartire da qui. Con almeno dieci dodicesimi dello spogliatoio contro e senza la possibilità di cedere tutti quelli contro cui l’allenatore si è scontrato da ottobre, è impensabile tornare indietro dalla “situazione di non ritorno” attuale. In pratica, però, il contratto di Brown lo rende addirittura più intoccabile dei vari Marbury, Quentin Richardson e Jerome James. Senza contare, tra l’altro, che il GM Thomas non ha più una forza decisionale credibile per cacciarlo.

Brown ha dunque completato il suo diabolico disegno: non allenando, ha screditato Zeke e le sue scelte. Il costo di questo piano, lo ripetiamo, è stato la totale perdita dello spogliatoio in una sorta di tutti contro tutti in cui nessuno è uscito senza le ossa rotte.

Onestamente, solo gli Dei del basket sanno cosa succederà da qui al prossimo training camp. Non me la sento di azzardare pronostici (Brown che diventa GM, Brown che fa cedere Channing Frye e Nate Robinson per i Ratliff di turno, Brown che si ritira… insomma, il manico è nelle mani del coach, Macchiavelli sarebbe orgoglioso di questa sua creatura), ma temo tempi ancora bui per i nostri colori.

La conferenza stampa che ha seguito di un giorno l’ultima gara dei bluarancio con protagonisti l’head coach ed il GM gomito a gomito non ha riservato grosse sorprese. Non si è infatti andati oltre alle solite e scontate frasi di facciata (“Il nostro lavoro è migliorare il team senza guardare in faccia al singolo“, “Rispetterò fino alla fine la durata del mio contratto” ecc…).

Che si fa a questo punto? Si guarda al mercato? Via allora alla corsa per Kevin Garnett, scendendo in campo con i contratti in scadenza di ‘Mo Taylor e Jalen Rose più qualche giovane interessante… ma visto il putiferio messo su dal nostro allenatore, qualcuno ci dovrebbe spiegare perchè KG dovrebbe scegliere una squadra tanto incasinata e perdente rifiutando le avances dei Bulls, lui, nativo di Chicago… ed è qui che di nuovo il lavoro di Brown è andato oltre alle 59 sconfitte, sforando nel rendere nuovamente una barzelletta la franchigia come ai tempi di Scott Layden, sfiduciando i giovani e facendoci partire con un handicap in più nella corsa al Bigliettone.

Francamente, se vede un solo raggio di sole in cui sperare per il futuro, fatemi un fischio…

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