Telenovela Brown: resta, non resta…

Una curiosa espressione di Isiah Thomas ai tempi dei PacersE’ di pochissimi giorni fa la notizia, riportata per prima dalla ESPN e poi dalle varie testate newyorkesi, che l’owner James Dolan potrebbe licenziare Larry Brown entro la prossima settimana. Le solite “gole profonde”, per di più, parlano già con il termine “ex” quando si riferiscono al coach dei Knicks. Innizialmente si era parlato di un sostanzioso buy out, negoziato quindi con l’allenatore stesso, ma ovviamente, a fronte del faraonico contratto, l’agente del tecnico ha fatto sapere che o si arriva al licenziamento (e quindi si contina comunque a pagare lo stipendio) o non si discute nemmeno.

La gara per la successione sul pino della Grande Mela non si aprirebbe neppure, visto che la Cablevision non ha intenzione di mettere a libro paga un altro allenatore. La soluzione sarebbe dunque interna, ossia l’investitura di Isiah Thomas, che andrebbe così ad occupare il doppio incarico di general manager e coach.

Zeke non è nuovo ad esperienze su panchine NBA. Ai tempi degli Indiana Pacers, infatti, disputò tre stagioni. eccone i bilanci:
2000-2001: 41W-41L
2001-2002: 42W-40L
2002-2003: 48W-34L

Premesso che ci siamo sempre opposti alla soluzione del doppio incarico fin dai tempi dei licenziamenti di Don Chaney e Lenny Wilkens, c’è però da dire che quelle tre annate non furono così disprezzabili. Nonostante tre uscite al primo turno dei Playoffs, va ricordato che quelli erano dei Pacers da transizione, con il passaggio da Rick Smits e dai “fratelli-non-fratelli” Davis a nuovi giocatori, principalmente giovani scelti e poi sviluppati da Thomas e da Mark Aguirre. L’unico starter rimasto era Reggie Miller ed un 48-34 dopo un paio d’anni di apprendistato non è poi così scandaloso, anche perchè una delle cose più difficili in NBA è prendere una squadra anziana, reduce per di più da una Finale e trovarsi con l’obbligo di ripartire al più presto e nel modo più indolore possibile.

Per Thomas sarebbe davvero l’ultima spiaggia da Knickerbockers, arrivando ad allenare i giocatori che lui ha espressamente scelto (Frye, Lee, Robinson, ma anche Curry, Marbury e Crawford, tra gli altri) e che ha sempre difeso al cospetto delle feroci critiche a mezzo stampa di Brown. Se Zeke fallisse da coach, giustamente non ci sarebbero più prove d’appello per lui, ma con altrettanta giustizia va data una possibilità a questi giocatori tanto vituperati e non allenati da Brown per una stagione intera, così come al loro “mentore”.

Oggi, tra l’altro, le voci dell’allontanamento di Brown sono ancora più forti. Sempre la ESPN ha riportato che sono almeno tre settimane che l’ex allenatore dei Pistons non si sente direttamente con qualcuno della struttura dei bluarancio e crede davvero che il suo licenziamento sia vicino, tanto che si è già parlato di un interessamento di Golden State.

Per quanto ci riguarda, che la situazione nello spogliatoio fosse irrecuperabile, lo scriviamo da mesi: queste notizie ne sono solo la conferma. La speranza è che Dolan o lo tenga inevitabilmente a libro paga, MA fermo, o che i Warrioris si impegnino a pagare, se non tutto, ALMENO una consistente fetta del salario se vogliono avere i servigi di Brown.

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