Rissa (?!?) al Garden

Ormai i fatti li conoscerete tutti: durante Knicks-Nuggets, a risultato ampiamente acquisito da parte degli ospiti, Mardy Collins ferma JR Smith con un fallo duro, innescando una pseudorissa in cui volano goffe mosse da lotta grecoromana (Nate Robinson e Smith) e schiaffi da bulletti che poi fuggono a gambe levate (Carmela Anthonia, padron, Carmelo Anthony su Collins), più che cazzotti e calci come imporrebbe lo stereotipo della “rissa da saloon”, o più semplicemente come nella famosa scazzottata di Detroit con Ron Artest sugli scudi. Se per caso non siete riusciti a vedere le immagini, il sempre più fido youtube ci viene in aiuto.

Quando l’NBA era l’NBA e non una Lega per educande, tanto che la WNBA è in questo senso un campionato più credibile, questa gazzarra sarebbe passata quasi inosservata. Invece no, è stato l’ennesimo episodio per gettare discredito su Isiah Thomas e sui Knicks. Premettendo che non si litiga mai da soli, neppure con la propria fidanzata, va detto che esiste un codice non scritto nel basket, fatto di tanti punti. Qui non si vuole disquisire se questi siano giusti o sbagliati ma uno è il garbage-time: se hai di fatto vinto la partita e la squadra soccombente fa entrare le riserve (fino all’undicesimo e dodicesimo uomo della panchina, giocatori che con la gara in bilico verosimilmente non calcherebbero mai il parquet), tu, squadra vincente, ti adegui.

Cos’è invece successo a New York? con Denver sopra di 19 punti a meno di due minuti dalla sirena finale, George Karl ha ancora i suoi titolari in campo. Palla persa dai Knicks, Smith in reverse dunk… e passi… palla di nuovo persa, ed ennesimo affondo in campo aperto… al che arriva il fallo duro di Collins ed il conseguente caos. Karl (grande amico di Larry Brown) non ha rispettato quel codice che esiste dalla notte dei tempi. E questo è un fatto provato dalle immagini televisive e dai tabellini… “carta canta” come si dice… Tanto più che Dan Peterson, uno che qualche gara in vita sua deve averla vista, il giorno dopo ha così commentato su S.I.: “Non sono un ammiratore di Isiah Thomas ed anzi come persona non mi piace (ripetuto tre volte, ndr), ma Karl ha sbagliato“… Insistiamo: coach Peterson ammette di non essere obiettivo quando si parla di Zeke, ma addossa la responsabilità di quanto successo a Karl.

A questo punto si entra nel campo delle illazioni, ossia che Thomas abbia ordinato il fallo cattivo come risposta. Sarebbe successo in tutti i campi del mondo, ma se succede a Zeke, è lui il carnefice. Ripetiamo, non si litiga mai da soli. Tutti hanno sbagliato in questa situazione e tutti ne escono con la fedina penale sporca, ma non può esistere solo giustizia sommaria verso un unico attore di questa sceneggiata. Alcuni, i soliti beneinformati, bisbilgiano di aver sentito Thomas dire ad Anthony di non presentarsi vicino al canestro, pena il fallo duro… altri, appunto, impartire l’ordine al soldato (!?! giuro che i termini usati dai gionalisti sono questi) Collins di eseguire. A fine gara l’allenatore dei Knicks ha ammesso di aver parlato con alcuni giocatori avversari (Marcus Camby e, appunti Anthony): “Gli ho solo chiesto se era il caso di continuare così: avevo schierato le riserve, era un’ammissione della loro superiorità, non c’era il caso di continuare“.

Robinson, uno dei più attivi nella rissa: “Cose che capitano, ma credo che questa non sia successa per caso. Me lo sentivo che un fallo del genere sarebbe prima o poi arrivato se, sopra di 20, continuavano a far giocare i titolari ed a schiacciarci in testa. Comunque è stato un fallo duro, ma pulito, niente di che“. Appunto, niente di che. Sempre è successo e sempre succederà se ci saranno certi atteggiamenti che andranno contro a quel famoso codice “d’onore”. Thomas o non Thomas.

Su quanto accaduto si può davvero dire tutto ed il contrario di tutto, ma forse si sta ingigantendo troppo la cosa. L’umiliazione cercata da Karl c’è stata (e pure Peterson l’ha fatto notare), ed anche se i Knicks si deridono da soli per quanto giocano male, ciò non deve autorizzare gli avversari a mancare di rispetto ad altri professionisti (anche perchè capita piuttosto frequentemente che i giocatori NBA si trovino a subire il garbage-time, Nuggets compresi). Un tipico esempio ci viene dal mondo del pallone. Qualificazioni per i prossimi Campionati Europei, San Marino-Germania 0-13. Più o meno sul punteggio di 0-8, rigore per i tedeschi, i quali vogliono far calciare il portiere Lehmann. Nessun regolamento lo vieta (così come niente impediva a Karl di tenere i titolari in campo), ma i sanmarinesi rispondono più o meno così: “non è il caso di umiliarci in questo modo. Nel caso, alla ripresa del gioco, vi spacchiamo le gambe”… e Lehmann torna tra i pali. Questo per dire che di norme non scritte, alle quali però è meglio attenersi se sono radicate nel tessuto “sociale” di un determinato contesto per evitare grane inutili, ne è pieno il mondo, che sia vita di tutti i giorni, che sport.

Ora ovviamente ci sarà un’inchiesta della Lega e pioveranno le squalifiche, ma quello che secondo il sottoscritto esce peggio dalla nottata del Garden è il leading scorer della Lega, Anthony. Uno dei più pompati giocatori di David Stern non può mollare un ceffone vigliacco ad un avversario mentre la rissa stava rientrando nei ranghi: lì si che si è rischiato di aggravare senza motivo la situazione. Certe “star” o presunte tali hanno degli obblighi disciplinari maggiori rispetto al panchinaro Collins di turno, se non altro (ma io direi soprattutto) perchè sono lautamente sovrapagati anche per questo. Vedremo…

…e allora vediamo le sospensioni: Carmela Anthony: 15 gare. Nate Robinson e JR Smith: 10. Mardy Collins: 6. Jared Jeffries: 4. Jerome James e Nenè: 1 (per aver abbandonato l’area delle panchine). Le due Franchigie sono state pure multate per $500.000.

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6 commenti

  1. ‘Mela (:P) che si scatena…nella grande Mela… la beffa…
    ho visto di sfuggita l’accaduto, ma proprio non capisco come si possa scatenare tutto il circo che ne è conseguito e solo per *un fallo*…
    ma dico…non ha rotto braccia o gambe, pigli il fallo (per quanto brutto sia) tiri i liberi e torni dall’altra parte…
    mah…i knicks con questa mi hanno guadagnato un punto nella scala personale! ora sono a -999😀
    dai Sky, tornate decentemente a lottare! mancate al baschet!

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  2. knick

     /  18 dicembre 2006

    è anche vero che si giocava nel tempio del pugilato,al MADISON SQUARE GARDEN………..

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  3. eh beh, mica c’avevo pensato😉
    comunque il Garden resta nel mio cuore per le gesta di un gigante di un altro sport, Mark Messier…

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  4. Thomas

     /  20 dicembre 2006

    Non è che anche il buon Marbury si è preso un bel pugno che l’ha svegliato vista la prestazione con Utah..bah speriamo xkè stava rasentando il ridicolo..cmq non capisco il xkè andiam male anche quest’anno..Curry gioca bene Lee e Frye hanno un anno in più e iniziano a farsi valere..come guardie siam messi bene tra marbury crawford francis e robinson ma stiam facendo cagare..spiegatemi non pretendo molto ma almeno star sopra i .500…

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