Mezzo bicchiere… amaro

Non c’è niente del più classico e retorico bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto per spiegare la situazione in casa Knicks. Questa volta, inoltre, possiamo anche parlare del sapore di ciò che abbiamo nel nostro metaforico contenitore di vetro, ossia l’amaro che ci resta in bocca dopo aver assaporato per la prima volta nella stagione il gusto dei Playoffs. Proprio nel momento in cui New York ha agganciato l’ultimo posto utile per accedere alla post season, infatti, si è saputo che quella che doveva essere solo una distorsione al ginocchio per David Lee si è invece trasformata in un guaio che lo terrà fuori per almeno 3-4 settimane.

Lee, recente vincitore dell’MVP nella gara tra i giovani nell’All-Star Game Weekend, si va così ad aggiungersi all’altro infortunato illustre, Jamal Crawford, operato poco meno di 10 giorni fa alla caviglia, e pure per lui si parla di un rientro possibile solamente per i Playoffs, senza contare la scricchiolante schiena di Quentin Richardson che ogni tanto lo ferma più o meno inaspettatamente ai box.

Da una settimana, dunque, si vive alla giornata. L’aggancio a quel famigerato ottavo spot è di conseguenza arrivato nel modo più roccambolesco possibile, dopo una gara a Washington giocata di nervi, sudore e cuore come nella migliore tradizione bluarancio e risolta grazie ad una bomba allo scadere di Steve Francis (vedi foto e filmato), l’uomo che forse senza l’infortunio di Crawford non sarebbe neppure più a roster, ma che a questo punto è destinato a diventare un fattore per una squadra così incerottata. Più di un tifoso, dopo questa vittoria, ha esclamato, come sul nostro forum: “Non c’è nessuna squadra al mondo che ti dà le emozioni dei Knicks”. Come non sottoscrivere tali dichiarazioni di fede? Si possono odiare od amare, ma i Knickerbockers non lasciano mai indifferenti.

Con la caduta libera di Indiana si dovrebbe poter lottare anche per la settima posizione, anche se il ritorno di Richard Jefferson in quel di New Jersey dotrebbe dare il boost ai Nets per una veloce risalita. Toronto, sorprendentemente prima nell’Atlantic Division fin dalle prime battute del campionato, potrebbe essere minata nelle sue certezze qualora i Knicks la batteressero nei due incontri previsti da qui al 18 marzo. Insomma, a questo punto nel disgraziato Est ce n’è per tutti i gusti, tanto da far dire a Federico Buffa (SKY): “New York? Playoffs, subito… poi sky is the limit, la squadra che nessuno vuole incontrare quando conterà davvero”.

In mezzo a tutto questo è arrivato il rinnovo contrattuale per Isiah Thomas, ovviamente ancora nella doppia veste di allenatore e general manager. James Dolan, plenipotenziario della Cablevision proprietaria della franchigia newyorkese, aveva fin qui ripetuto che solo a fine stagione si sarebbe valutato il lavoro di Zeke in chiave rinnovo, ma il netto miglioramento già visto al giro di boa della regular season rispetto allo scorso anno quando era Larry Brown a sedere in panchina, ha portato ad una firma anticipata. Dolan, infatti, ha per mesi continuato a rimarcare il concetto di voler vedere “significant improvement” nella squadra prima di decidere le sorti del suo GM/coach, e proprio in conferenza stampa ha di nuovo rimarcato la cosa: “Isiah Thomas ha portato dei significativi miglioramenti alla squadra, ed è con grande piacere che gli propongo questa estensione. I Knicks sono tremendamente cresciuti, sia in termini di team performance che nello sviluppo dei giocatori, e molto del credito va dato a Thomas ed al suo staff”.

La volata finale è quindi implicitamente già lanciata, e ci sono giocatori come Stephon Marbury ed Eddie Curry che se non giocano infortunati, poco ci manca: The Coney Island Finest gioca con la tendinite cronica ad un ginocchio ed altri acciacchi assortiti (che però stoicamente non gli hanno impedito di aprire una striscia di tre gare con più di 30 punti di media, scollinando anche oltre quota 40), mentre E-City sta iniziando a sentire la stanchezza della prima vera stagione ad alti livelli di intensità ed utilizzo. Se abbiamo aperto con un detto popolare, quindi, ci pare doveroso chiudere con un altro: ora che siamo in ballo, dopo tanti anni di delusioni… balliamo! GO NY GO!!!

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1 Commento

  1. Caro Blogger,
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    e volendo proporti un servizio che
    probabilmente Ti interesserà,
    Ti chiedo di contattarmi a info@vascoblog.com
    Ciao

    Rispondi

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