Una CalMa Estate

Nessuna novità di rilievo sotto l’ultimo sole estivo in casa Knicks. Gli unici spunti di discussione sono stati la cessione di Renaldo Balkman, in cambio di due giocatori subito tagliati, la firma di Roberson dopo una discreta summerleague, e l’acquisizione di Patrick Ewing Jr. dai Rockets. Mosse a mio modo di vedere ben più che secondarie.

Balkman, infatti, per quanto beniamino dei tifosi, vuoi per il look, vuoi per gli hustles che buttava in campo, non aveva mostrato in due anni nessun miglioramento di rilievo; Robertson potrebbe andare bene nel sistema D’Antoni, ma da secondo/terzo play; la mossa Ewing, invece, pare più un “operazione simpatia” che altro.

L’unico basket giocato da qui al nostro ultimo intervento è stata la Summer League di Las Vegas. Detto di Roberson, si è consolidata l’idea che Wilson Chandler sia uno vero, addirittura candidato allo spot di ala piccola titolare per la stagione in divenire: bene dalla media, atletismo ok, stazza e timing da onesto difensore (settore, quest’ultimo, da prendere comunque poco in considerazione con il Baffo sul pino).

… Ma arriviamo a Danilo Gallinari, naturalmente. Il suo esordio, dall’altra parte dell’oceano, seppur in un torneo dallo scarso contenuto tecnico/tattico, è stato molto sfortunato: infortunatosi alla schiena durante la prima partita, il Nostro non ha più messo piede sul parquet, tanto da saltare in via precauzionale pure le partite di qualificazione agli Europei della Nazionale. Quell’unica gara disputata, in un contesto che però risulta difficile, dal momento che la palla staziona prevalentemente nelle mani di gente che è lì per strappare un contratto, si può dividere in due: la prima parte, in cui l’emozione fa sì che la spicchia non entri mai, così da rendersi maggiormente disponibile a smazzarla per i compagni; la seconda, in cui si mette in proprio, con giocate che qui in Europa conosciamo bene. Tra un crossover davanti ad una guardia, un palleggio in mezzo alle gambe in pieno traffico ed una dunk a correggere un errore altrui, c’è stata la mazzata rifilatogli involontariamente da Robert “Tractor” Taylor, che l’ha messo K.O.

Le versioni più o meno ufficiali parlano di un infortunio più per i carichi di lavoro a cui si è sottoposto nei giorni precedenti alla partita incriminata che non propriamente per la botta di Taylor in sè. Da quando era arrivato negli States, infatti, il Gallo ha viaggiato molto per i provini ed ha lavorato in palestra per mettere su chili nella parte superiore del corpo, senza contare che dalla fine della Serie A non ha avuto modo di riposarsi veramente. E’ arrivato, stanco al torneo del Nevada, insomma. Speriamo davvero che lo stop sia dovuto principalmente alla cautela dello staff medico bluarancio e di Danilo di non rischiare nulla in vista del training camp.

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