Addio Jamal, addio Zach, BENVENUTO 2010!!!

Stavolta non è la solita frase ad effetto, ma la pura e semplice realtà, avvalorata da fatti concreti: SIAMO TORNATI. In sole 24 ore Donnie Walsh ha ridato speranza ad una franchigia che in nove anni è passata da una Finale NBA ad un lento ed irrefrenabile declino verso il fondo non solo della classifica, ma pure della credibilità. I Knicks erano quelli da deridere quando c’era da parlare di spreco ed inefficienza, da Jay Leno al salotto di Dave Letterman, passando ovviamente dalla gente in strada. Roba che qui in Italia manco l’Inter pre-Moggiopoli!

I fatti: Jamal Crawford spedito a Golden State in cambio di Al Harrington; Zach Randolph e Mardy Collins ai Clippers per Cuttino Mobley e Tim Thomas. Risultato, senza scendere nei particolari dei contratti ceduti/acquisiti (per questo consultare siti come RealGM): un sacco di soldi da spendere nel 2010 per assicurarsi i servigi dell’Eletto, all’anagrafe Lebron James. Piani di riserva: Dwane Wade, Chris Bosh, Amare Stoudemire… e NON NECESSARIAMENTE uno solo di questi. L’ultimo contratto su cui speculare, in quest’ottica, resta quello di Eddie Curry, inezia se consideriamo come ci siamo mossi con l’albatross-Randolph.

Inutile sindacare sul perchè Warriors e Los Angeles abbiano accettato queste trades, e forse non lo sapremo mai. Se nella parte alta della California la lotta intestina tra Don Nelson e Chris Mullin può aver agevoltato le cose, guardando un po’ più a sud non si sono quasi mai ammirati segni di sensatezza nelle mosse dei Velieri, ma quello che forse risulta più facile è notare la credibilità che accompagna Walsh quando alza la cornetta del telefono per proporre uno scambio. Un vecchio lupo di mare come lui di certo ha conoscenze ed agganci per far funzionare anche qualche mossa di mercato tecnicamente sbilanciata (in maniera del tutto legale, prima che pensiate ai torbidi mari in cui naviga il calcio nostrano, visto che di là dall’oceano se compri per 10 milioni devi cedere per altrettanti, dunque i Moratti ed i Lotito, che a loro modo si distunguono nel settore, sono lontani anni luce).

E dire che noi c’eravamo quasi convinti e rassegnati alla storiella che i suoi predecessori ci appioppavano, ossia che a New York non puoi ricostruire, cercando di navigare a vista per avere un team sempre più o meno competitivo, senza passare attraverso stagioni perdenti “di default”. Sarà anche il “culo” – letteralmente, vedi cronaca Knicks@Celtics passata su SKY pochi giorni fa – che Flavio Tranquillo tira in causa quando parla di Mike D’Antoni, ma intanto con lo stesso roster disfunzionale dello scorso anno il Baffo aveva fin qui sfornato il miglior record dal 2003, segno che qualcosa stava già (finalmente) cambiando.

Personalmente, sono sollevato dall’idea di non vedere più Crawford con la canotta bluarancio. Da me soprannominato nel forum “Tiratore Errante”, non è mai stato ALMENO croce e delizia come per molti appassionati, ma CROCE e basta. A 29 anni, se non hai appreso una minimamente accettabile selezione di tiro e non difendi, ed il tuo unico merito è quello di finire su qualche highlights per un crossover saltuario, vai al circo e chiudiamola qui. Per Randolph inutile andare a spiegare, la sua storia anche da punto di vista caratteriale/attitudinale parla da solo, classico caso di 20+10 in contesti perdenti.

Chi arriva, tra l’altro, mi pare che possa pure tornare utile nell’immediato, regalando una stagione dignitosa ai tifosi, che per quanto abbiano pure loro fissato l’obiettivo-LeBron, sono anche nell’immediato assetati di successi. Harrington in quanto a talento non è di certo secondo a Crawford. Difensivamente non è neppure lui un mastino, ma per lo meno più centimetri portano un vantaggio, non sia altro per una mera questione di “ingombro” nella propria area. Mobley ha sicuramente il tiro da fuori più automatico del nostro ormai ex #11, mentre Thomas, un ritorno, resta ancora un discreto panchinaro. Tutti e tre scadono nel 2010, quindi, ribadisco, obiettivo raggiunto, al di là di tutto.

Chandler, Gallinari, ed eventualmente Lee e Duhon possono essere le fondamenta di un progetto il cui culmine verrà raggiunto tra due estati, quando un diamante verrà posto sulla sua sommità. Vedendo come il nostro GM ha rivoltato la STORIA della Franchigia in un giorno, è lecito aspettarsi che in quasi 600 a sua disposizione possa già forgiare un supporting cast di tutto rispetto per la pietra preziosa di cui sopra.

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