Un uccellino mi ha detto che…

Chi non muore, si rivede (o si rilegge, in questo caso). Ebbene sì, siamo di nuovo qui a praticare l’hobby più sfigato del pianeta: tifare New York Knicks. Chiusa l’ennesima stagione fuori dai playoffs – e la mia campagna fiscale – proviamo a dare un’occhiata in casa bluarancio: no news, bad news.

Ferma restando la pazienza che dovremo avere fino all’estate del 2010, dobbiamo però affrontare un anno esatto di QUESTI Knicks, in quella che si spera sia l’ultimo anno A.C., Avanti Cristo, ossia prima dell’avvento di Lebron James. E se non dovesse arrivare? e che si fa da ottobre ad aprile, si vorrà vendere qualche biglietto o costringerci a qualche levataccia notturna? o davvero non ne varrà la pena? Domande senza risposte… vista anche l’età di Iverson.

Vorrei davvero entrare nella testa di Donnie Walsh e capire il perchè di tanto immobilismo. Domanda retorica, forse, però ripeto, il cuore in pace nell’attesa del colpaccio lo abbiamo dal suo arrivo, ma non saremmo tifosi se non pretendessimo di vedere i nostri colori primeggiare sempre e comunque. Tra l’altro, signori miei, i Cavs si sono accapparrati i servigi di Shaq, il che, nonostante le 37 primavere del Diesel, potrebbe costituire un problema nel convincere LBJ a cambiare casacca se non abbiamo tra le mani un progetto serio ed un roster all’altezza.

Un po’ tutti, tra l’altro, ad Est si sono e si stanno rinforzando. Attualmente, Cavs, Magic, Celtics, Bulls, Hawks, 76ers, Heat e Pistons ci sono davanti. Bobcats e Bucks sono lì, e da sani anche i Wizards potrebbero arrivarci davanti. Noi abbiamo portato a casa due prospetti discreti e nulla più dal Draft (Jordan Hill e Toney Douglas… chiii? n.d. Maurizio Mosca), con molti dubbi su quello che potrebbero fare a livello NBA. Svanito come sempre il nostro obiettivo primario, Ricky Rubio (per il quale Walsh avrebbe, si narra, proposto ai Wolves uno scambio con Chandler, l’unico intoccabile dell’attuale roster insieme al nostro Gallo, mah…), ci siamo accontentati, visto anche il solito pick di primo giro da nè carne nè pesce.

E’ arrivato pure Darko Milicic in cambio di un cadavere ambulante – Richardson – spacciatocelo per anni come uomo-spogliatoio, ma alla resa dei conti solamente un mangiaminuti inutile, scambio comunque che non altera gli equilibri.

Poi le solite voci: Rubio vuol venire da noi, il padre minaccia di rimanere 2 anni in Europa se il pupo non viene scambiato con la Grande Mela; sign-and-trade in vista per Lee e Nate, ma per chi e/o per cosa? bla, bla, bla… sì sì come quando Macej Lampe doveva diventare il nostro nuovo Nowitzki… LIGHT THE LAMPEEE!!!

Ed il resto? mamma mia, solo a leggere i nomi mi si gela il sangue nelle vene, così come all’idea di rivederli evoluire in bluarancio. I soliti noti, Lee e Robinson, che il loro lo fanno pure ma che mai e poi mai si schioderanno dal ruolo di onesti mestieranti ai quali il gioco di D’Antoni ha fatto solamente aumentare le pretese contrattuali (e sono diventato pagano per pregare più Dei possibili affinchè non vengano rifirmati alle cifre che sicuramente pretenderanno). Gli inutili per eccellenza, che cambiano casacca ma restano eterni falliti, all’anagrafe Jeffries Jared, Hughes Larry e sua lardosità Curry Eddie, cui manco il capo-istruttore Hartman di Kubrickiana memoria riuscirebbe a motivare.

Dimentico qualcuno? meglio così.

Spezziamo una lancia a favore della dirigenza: ha ereditato una situazione deficitaria e con le rigide regole del salary-cap è difficile rivoltare i roster senza le briglia sciolte di Florentino Perez. Ok, tutto giusto, ma – ripeto – tocca giocare un altro anno. Vero anche che non si ha la sfera di cristallo e tocca PER FORZA tenersi il più possibile pronti a far mercato tra 12 mesi, ma neppure si può ritirare la squadra dalla Lega e tornarci dopo una stagione, e occorre presentare qualcosa di dignitoso. Come leggete, il mio cuore è diviso.

Cosa mancava lo scorso anno? Gallinari in forma, senza problemi alla schiena, ed un tiratore dal perimetro. Quest’ultimo non è arrivato, e  resta ahimè tutto da vedere se Danilo tornerà quello di prima.

A sentire Mike D’Antoni, si migliorerà il record di 32 vittorie (manco stessimo parlando di 50 e più!). Sarà, ma il passaggio da Isiah Thomas al Baffo non ha prodotto il salto di qualità sperato, soprattutto a livello di W, che poi è ovviamente il metro di giudizio tra l’essere vincenti o perdenti, of course. Eppure in pochissimi hanno osato criticare il buon Mike, mentre Zeke è stato sulla graticola dalla prima L della sua prima pre-season.

Pretendo troppo, chiedendo di non precludere il futuro ma anche qualche soddisfazione nell’immediato? forse sì, però un altro anno di sconfitte è sempre più duro da affrontare, soprattutto se nessuno puòm ad oggi, garantire che LUI arriverà, se non questa pubblicità:

Notare i colori con cui la Nike ha vestito l’uccellino in primo piano…

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