Come finirà? Come sempre! …Così Male?!?

Terz’ultimo record della Lega, 3 vittorie su 17 partite disputate di un calendario abbordabilissimo, nessun spunto di interesse in un roster fatto di veterani in scadenza e giovani che non giocano. Siamo a dicembre, e la stagione è nuovamente già finita.

Il leit-motiv dunque è sempre lo stesso da quasi 10 anni, ma la vigiglia, questa volta, recitava parole leggermente diverse dal solito. Verosimilmente si sarebbe dovuto lottare almeno fino alla fine per un posto nei playoffs, ed invece in 13 mesi di regno-D’Antoni non si è visto il benchè minimo miglioramento. Personalmente la colpa è da suddividere tra tutti, ma in percentuali ben diverse.

In tutti gli sport, dal basket al curling, il bravo allenatore è a mio avviso quello che ottiene il massimo dalle risorse umane a disposizione. Anzi, questo concetto si può facilmente ampliare a tutti i campi dello scibile umano, soprattutto in campo lavorativo. Mike D’Antoni che ha fatto fino ad ora? NULLA, si è ostinato nel suo integralismo a proporre uno stile di gioco, il suo, senza averne gli interpreti. Ecco chi è il principale artefice di questo disastro.

Lasciamo da parte il vecchio discorso che con il suo “sistema” la storia ci insegna che non si va avanti in post-season, MAGARI stessimo parlando di cosa deve fare una contender per l’ultimo passo verso la gloria. Qui stiamo parlando di vincere qualche partita in più. Due schemi in faretra in un anno di coaching: pick-and-roll Lee-Duhon (trucchetto durato pochi mesi nella scorsa stagione), small-ball con tiro al piccione assortito alla prima occasione possibile, senza considerare minimanente una purchè flebile copertura a rimbalzo… e chi se ne frega se con i Lakers andiamo, sotto in quanto a carambole, 60-36, noi proponiamo Wilson Chandler ala forte!

Emblematica una delle ultime esibizioni: rientro in campo per l’inizio di un quarto, Nate Robinson (170 cm scarsi) schierato da ALA PICCOLA al posto di Danilo Gallinari (208 cm), primo match-up con un saldo a sfavore del nostro di 30 cm abbondanti, time-out riparatore dopo 45 secondi!!!

I D’antoniani replicano decisi: Il baffo non ha i giocatori adatti al suo sistema. Io rispondo con la questione iniziale, ossia della massimizzazione delle risorse. Alan Hahn, l’insider per definizione, risponde così: “D’Antoni is a better coach when he has better players. Show me a coach who isn’t“. Credo non abbia bisogno di traduzioni.

Chi accusa i giocatori ovviamente non ha del tutto torto, per carità, ma questo roster non è così scarso. Scorrendo il calendario, un 7-8 nelle prime 15 sarebbe stato il minimo sindacale, un performare secondo le attese. Ora siamo invece parametrati sulle 15 vittorie totali.

I tanti contratti in scadenza facevano supporre a stagioni bomba, come sempre accade in tutte le franchigie di questo mondo. Tutte, meno una: la nostra. Ad un certo punto, i giocatori hanno capito che devono aggiustarsi i numeri per le statistiche mettendosi in proprio, a partita finita. Non credo che gli agenti di questi players siano così tanto stolti da non far presente ai propri assistiti che un 15+7 in un contesto vincente è meglio di un 20+10 in uno perdente, quindi l’impressione che ho io potrebbe essere corretta: in campo, a parte tirare alla prima occasione, non sanno che altro fare. Sembrano più esibizioni di summer league che non di stagione regolare.

Il problema di queste sconfitte ha pure un brutto risvolto psicologico: perdere allena a perdere. Chiedete a qualsiasi general manager in giro per il pianeta e vi confermerà questa cosa. D’Antoni ha detto che i Knicks non si butteranno su Allen Iverson, tagliato dai Grizzlies, per non fermare lo sviluppo dei giovani. Dopo queste profetiche parole, i due rookie non sono più scesi in campo.

La stampa newyorkese parla a chiare lettere di prese in giro verso i tifosi, e non solo dopo questa sparata del Baffo. Così Jordan Hill e Toney Douglas guardano i veterani perdere senza provarci, brutti segnali mentali questi. Sempre Hahn ha proposto di gettarli nella Lega di Sviluppo non per farli giocare, ma per allontanarli dalle sconfitte. Rendiamoci conto di cosa stiamo parlando, per cortesia, così forse capiremo davvero quanto siamo messi male.

Questo nulla cosmico è talmente grave da parer di non essere vero, ci deve essere una spiegazione. Così tra i tifosi stanno nascendo le teorie complottistiche più disparate, roba che chi ha ucciso Kennedy o cosa ci sia nell’Area 51 sembrano favolette da leggere ai bambini in procinto di addormentarsi. La più accreditata parla di un accordo sottobanco con i Jazz, possessori della nostra prima scelta, affinchè perdiamo più gare possibili in cambio di farsi sbolognare Curry a febbraio in cambio di Carlos Boozer (in scadenza). Fantageopolitica cestistica.

L’unica cosa certa è che stiamo tornando ad essere la barzelletta della Lega, punto. Ron Artest è stato il primo a porre dubbi sul piano 2010 dei Knicks, troppa pressione nella Grande Mela perchè una Star come Lebron James possa accettare di mettersi in gioco. Steve Nash ha ammesso recentemente che la sua rifirma con i Suns senza attendere il prossimo giugno per seguire D’Antoni è derivato anche dal fatto che non ci sono certezze in quello che saremo tra 7 mesi.

Nash ha ragione. Tutti sanno che di questo roster resteranno sotto contratto Gallinari, Chandler ed i rookie. Se da una parte quest’ultima cosa è normale, perchè svuoteremo il cap apposta per andare a caccia di due Superstar, dall’altra fa sì che per chi firmerà il salto nel vuoto sarà totalmente al buio, se non le ovvie rassicurazioni della dirigenza.. Non si intravvede infatti la benchè minima intelaiatura di una squadra che si possa definire tale.

Vedremo, ma di questo passo, oltre a continuare ad essere dei perdenti storici, rischiamo di arrivare a giugno con Curry e Jeffries ancora a libro paga, il che vorrebbe dire, vista la riduzione del salary-cap per via della crisi, poter proporre solo un massimo salariale ed un poco onesto contratto ad un secondo violino. Male, malissimo. La luce in fondo al tunnel non si intravvede, e la maledizione della King-Kong Trade continua peggio di quella di Babe Ruth.

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