Knicks-Wolves, Parigi Bercy 06-10-2010

Pensieri in ordine sparso al ritorno da Parigi…

– Il “Sistema”: NON CI SIAMO. Al ritorno a casa, rivedendo la gara su Sky, ho sentito Flavio Tranquillo continuare a parlare del Sistema D’Antoni come di un qualcosa di copernicano (ancora?), accampando scuse su scuse per i risultati scadenti fin qui arrivati a New York. Ora basta, se non sento la parola SISTEMA seguita da PERDENTE disdico l’abbonamento. Scherzi a parte, le fortune di quel sistema hanno ormai un nome ed un cognome: Steve Nash. Allenare e vincere in regular season con Nash e Stoudamire siamo però capaci tutti, e se per due anni ha (più o meno) retto la scusa “Giocatori non adatti al Sistema, se li è trovati lì, non è colpa sua” e fermo restando che 1- il buono allenatore massimizza quello che ha e 2- ditemi quale coach non ottiene risultati migliori con giocatori migliori, ormai le chiacchere stanno a zero. I giocatori di quest’anno se li è scelti insieme a Donnie Walsh, ma i difetti restano quelli visti negli ultimi 24 mesi, tanto che è tornato in uso il vecchio adagio “Same Old Knicks”. Tiri insensati, zero difesa, correre-correre senza un play all’altezza, violentati sotto canestro ed a rimbalzo, Gallinari utilizzato come un Turkoglu qualunque. In quanto al fatto che le scuse e gli alibi siano finiti ed una partenza da 2-3 W nelle prime 10 sarebbe da ghigliottina immediata con rotolamento di teste dello staff tecnico e dirigenziale giù per 5th Avenue, leggetevi questo pezzo di Berman: http://www.nypost.com/p/sports/knicks/no_more_later_for_knicks_jt9bAWZbLk3KmS1dV0LSrN?CMP=OTC-rss&FEEDNAME

– Le mani veloci di Toney Douglas: difensivamente è il nostro miglior uomo, ha sempre le mani addosso all’avversario e lo anticipa spesso e volentieri, ruba palloni, si è addirittura buttato sul tavolino dei media per recuperarne uno rischiando l’incolumità per una partita di preseason. In questa desolazione, Chapeau.

– Etica: Stoudamire su tutti. Già in campo al mio arrivo all’impianto (ossia 80 minuti prima della palla a due) insieme a Fields, e sprazzi di Chandler, Rautins seguiti poi da Turiaf e Felton (mentre con mia sorpresa ha latitato Gallinari), ha provato conclusioni da ogni dove, di cui molte da oltre l’arco. Da vicino è davvero impressionante, grasso corporeo che pare assente, due braccia enormi, molto di più di quello che può sembrare in televisione.

– Il culone di Raymond Felton: confermo l’impressione di un Duhon leggermente più veloce. Pessimo al tiro da fuori, in penetrazione ha difficoltà a finire il movimento. In sostanza: ma che cavolo di upgrade è? Luke Ridnour, per dire, non ha brillato dall’altra parte ma per lo meno non si è fatto notare per cose negative. Unico apparso pure fisicamente fuori forma (Eddie Curry è infatti rimasto in patria…).

– Mozgov: troppi falli, molti davvero stupidi, e tante ingenuità da rookie (palleggio spalle a canesto troppo alto con ovvia rubata degli avversari). Buoni però alcuni sprazzi da lungo VERO. Secondo me è difficile che limi i difetti anche sul lungo periodo, vedremo, sperando che abbia minuti.

– Anthony Randolph: enigma è, ed enigma rimarrà, stop.

– Visti da vicino: ho potuto assistere al riscaldamento a bordo campo, ebbene la sensazione è che in televisione questi giocatori sembrano più grossi, nel senso di “spessi”. Invece sono, lunghi, ma lunghi per davvero e con pochissimo grasso. Ovvio, non pensavo di certo fossero degli obesi, ma quello che mi ha impressionato è proprio la “muscolatura asciutta”. Forse non ho reso bene le mie sensazioni, ma è essendo del tutto personali sono difficili da esporre.

– MVP: in generale, Kevin Love. Per i Knicks: Landry Fields, che se continua così farà tranquillamente “squadra”. Buono da fuori e pure in alcuni tagli a canestro senza palla, segno di intelligenza cestistica molto più che alcuni compagni sorprendentemente pompati.

– Pubblico parigino: freddino, ed intorno a me tutte mummie, nessuno che commentava un gesto tecnico, una risata per gli show dei timeout, niente.

– Parigi: mah sarò io che ho una repulsione per le città continentali, ma confermo le impressioni del primo viaggio, riassunte in un “A me continua a non dire nulla”.

La speranza? Che intorno a gennaio-febbraio Stoudemire, dopo essere stato utilizzato dal genio del pino come centro per molti, troppi minuti, vada da Walsh a chiedere la testa di D’Antoni. Dove l’avete già sentita questa storia? A Phoenix. Gli antagonisti? Eh già, gli stessi. Così a memoria sarebbe la prima volta che un giocatore fa licenziare lo stesso allenatore e per giunta per gli stessi motivi. Quando c’è da raccontare una barzelletta, in definitiva, tocca sempre sentire il nostro nome.

Di seguito il filmato che ho girato durante la presentazione delle squadre (mi scuso per i commenti in sottofondo ahahah!):

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