Scatta l'NBA: per i Knicks 'Melo o… la solita mediocrità

Stat

Inutile girarci intorno: per due anni abbiamo creduto che oggi, vigilia della stagione NBA 201o-11, avremmo scritto trionfanti righe su quello che ci stava attendendo. Invece puntuale come le tasse, a luglio è arrivata l’ennesima delusione tipica ed abituale per ogni tifoso Knicks. Con LeBron James e Chris Bosh a Miami e l’incapacità – per ora? – di attuare in pieno il PIANO B, leggi Amar’è Stoudemire e Carmelo Anthony, ci troviamo demoralizzati ad attendere i primi verdetti delle gare ufficiali dopo una preseason con le solite ombre (anzi certezze in negativo) ed una sola luce a nome Amar’è appunto.

Cosa aspettarci da questo roster? Il mio pronostico è un record non superiore alle 35-38 vittorie, con i Playoffs solito miraggio. Lo stesso ex-Sun, dopo essersi proclamato un pioniere per la ricostruzione della franchigia annunciando “Knicks are back”, ha ieri abbassato la mira – e implicitamente le aspettative -, chiarendo che qualunque miglioramento rispetto allo scorso anno sarebbe un successo, non citando minimamente la parola “playoffs”. Evidentemente, dopo un mese in questa organizzazione, ha capito che dalle rape è difficile cavare del buon vino.

Gli arrivi, Stoudemire a parte che fin dalla prima uscita a Milano ci ha fatto capire cosa sia una Superstar rispetto a buoni/ottimi giocatori alla David Lee, suo predecessore, non sono stati l’upgrade che forse molti si aspettavano (ma non il sottoscritto).

Raymond Felton pare Duhon leggermente più dinamico, latitante nel tiro da fuori e con difficoltà a chiudere le penetrazioni. Anthony Randolph è il solito enigma da sempre spacciato come talentuoso ma che mai ha mostrato davvero il suo presunto valore ed è stato il peggiore in preseason. Roger Mason Jr. doveva essere il cecchino che apriva l’area a Stat, invece ha spadellato a più non posso consolidando la mia idea che se il suo scopritore Greg Popovich l’ha mollato significa che l’infortunio al polso ha lasciato postumi. Kalenna Azubuike non rientrerà almeno fino a Natale (NOTA BENE, è stato acquistato già infortunato).  Timofei Mozgov, quello che dovrebbe essere il centro titolare fino ai primi pruriti di small-ball di D’Antoni, è lungo lungo ma tira giù meno rimbalzi di una guardia. Ronny Turiaf ed i rookie, beh, non c’era da aspettarsi chissà cosa, senza infamia e lode.

Ed i “vecchi”? Danilo Gallinari pare confuso tra il ruolo che il miope coach gli ha cucito addosso, tiratore dall’angolo alla Kapono. Wilson Chandler dorme in campo come d’altro canto da tre anni a questa parte mentre noi viviamo nell’illusione che esploda.

Stendendo un velo pietoso sull’ormai cronica mancanza di schemi d’attacco che vada al di là del pick-and-roll e della benchè minima elementarità difensiva di cui ogni coach dovrebbe rendere conto al mondo meno D’Antoni, il quadro è desolante… Eppure si legge in giro che è giusto non cedere Gallinari e Randolph per Anthony, qualora ci fosse la possibilità di prendere il nativo di Brooklyn. Follia pura.

Per 10 anni abbiamo sopravvalutato giocatori su giocatori perchè la mediocrità era così accentuata che un passaggio dietro la schiena era visto come il segnale dell’avvento del messia. Ora serve un’inversione di tendenza, anche perchè  l’arrivo di Stoudemire avrebbe dovuto far capire appunto la differenza tra uno dei primi 10 giocatori della pista ed il resto è quello che ti fa davvero fare il salto di qualità rispetto all’attendere l’esplosione di chissà quali giovani. Figuriamoci due!

Dispiace sia a livello affettivo che comunque di prospettiva porre in discussione la presenza del Gallo nel futuro della franchigia, ma ad oggi è fondamentale arrivare a ‘Melo. Perderlo a questo giro vorrebbe dire lasciare Amar’è a predicare nel deserto ed in giro non ci sono più giocatori papabili da poter prendere per diventare davvero competitivi.

Insomma, parliamoci chiaro: se prima di James si poteva dire LEBRON OR BUST, perchè di alternative in giro se ne intravvedevano, ora è ‘MELO OR DIE, perchè perso lui non ci rimmarrebbe altro da sondare, sognare, agognare…

Senza entrare nello specifico delle voci che quotidinamente escono sulla possibile trade con i Nuggets, personalmente quella che va ad iniziare è la stagione con meno aspettative da quando tifo Knicks, perchè anche negli ultimi due anni di sconfitte preventivate c’era comunque un senso al tutto, ossia svuotare il cap… ma oggi? ‘MELO OR SAME MEDIOCRITY, ma con il basket giocato c’entra meno di zero.

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