Era ‘Melo or die? … ed è ‘MELO!!!

Ora è vero, KNICKS ARE BACK!!! E’ ufficiale, Carmelo Anthony è un giocatore dei Knickerbockers. Arriva, in uno scambio a tre con Minnesota, insieme a Chauncey Billups, Shelden Williams, Anthony Carter, Renaldo Balkman e Corey Brewer, in cambio di Danilo Gallinari, Wilson Chandler, Raymond Felton, Timofey Mozgov, Anthony Randolph ed il contratto di Eddie Curry. Coinvolte anche scelte future.

Inutile riportare tutto quanto è successo in queste settimane, o solamente l’escalation degli ultimi giorni, in cui troppe voci si sono – spesso ad arte – freneticamente susseguite. L’importante è che in una Lega fatta di e per le stelle, noi ora ne abbiamo due… due tra i primi dieci giocatori della pista.

Dispiace per Danilo e Chandler, ma visto che qui non siamo nel calcio dove se a Moratti o Berlusconi vanno male le cose a gennaio si prendono Pazzini e Cassano (oppure dove si permette a Roma e Lazio di indebitarsi per 800 milioni di euro senza fallire) ma bisogna sottostare alle rigide regole del salary cap, alla fine se facciamo due conti sul medio-lungo periodo a Chandler si sarebbe dovuto rinnovare il contratto in estate, e a Danilo tra un anno: sicuramente entrambi avrebbero chiesto cifre tali da bloccarci nella costruzione del supporting cast da affiancare alle due superstar.

A chi dice che abbiamo strapagato un giocatore in scadenza, faccio in primis notare la cosa più importante: la scadenza del contratto collettivo avrebbe realisticamente fatto rimanere sul tavolo troppi soldi rispetto a quelli a cui ‘Melo (ed il suo agente…) rinnoverà ora, quindi il rischio era che rifirmasse per Denver o si decidesse ad essere tradato ai Nets – come i Nuggets avrebbero preferito – per poi estendere con loro. Un rischio troppo grande da correre proprio perchè eravamo davvero vicini al diventare di nuovo competitivi. Certo, per l’ennesimo volta non abbiamo avuto il coltello dalla parte del manico in una trattativa, ma il GM di Denver non è un “ex” come nel caso di Jerry West a Memphis o di Kevin McHale a Minnesota nelle famose trade-farsa di Pau Gasol e Kevin Garnett.

Vero, Gallinari sarebbe tornato utile come asset per andare a caccia della terza superstar nel 2012 (Chris Paul, Deron Williams, Dwight Howard), ma anche senza abbiamo conservato flessibilità salariale. Perchè il punto è pure questo: costruire un terzetto à-la-Heat. Detto di Chandler, in pratica abbiamo preso Anthony e Billups per il Gallo e Felton. Pare così brutto? Se Billups avrà ancora voglia di regalarci due stagioni e prendendo due mestieranti in posizione di play e centro, c’è stato sicuramente un upgrade pazzesco.

Ora starà a D’Antoni utilizzare al meglio le due superstar, sperando di non vederle schierate a schiantarsi contro le frontline avversarie, ma utilizzandole nei loro ruoli ideali. Idem con Billups: meno play in senso stretto ma più tiratore di Felton, è un regista da ritmi più controllati che non da “Sistema”. Per ora e fino a fine stagione, francamente, andrà bene tutto ed il contrario di tutto, anche andare con i suoi quintetti scervellotici, a patto che ad ottobre non sia più sulla nostra panchina, perchè stavolta c’è la possibilità di togliersi delle soddisfazioni e non si possono lasciare Stoudemire ed Anthony, negli anni migliori della carriera, in mano a questo sopravvalutato.

In attesa di canestri come quello poco più sotto, GO NY GO, questa volta siamo davvero tornati!!!

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