La solitudine dei numeri primi

Dopo otto partite possiamo provare ad analizzare, numeri alla mano, la trade-‘Melo.

Innanzitutto il record: 5 vinte, 3 perse (di cui DUE contro Cleveland). Abbiamo affrontato quattro team che faranno i playoffs battendo Hawks, Heat e Hornets, perdendo solo contro i Magic. Carmelo Anthony ha segnato quasi 26 punti di media (23 per Chauncey Billups), mentre Amar’e Stoudemire è passato da 26,1 con il 51% dal campo a 27,3 con il 55%.

Complessivamente, il team è passato dal segnare 106 punti a 108 abbondanti, con una percentuale dal campo dal 46 al 47. Da oltre la liena dei tre punti, siamo invece scesi di un punto percentile. Andiamo anche più di tre volte in lunetta rispetto a prima.

Arriviamo alla difesa: la critica peggiore sentita dopo la trade è che chi è arrivato difende peggio di chi è partito. Abbiamo incontrato squadra da playoffs, eppure siamo passati dal concedere quasi 106 punti a poco più di 102. Anche qui le chiacchere stanno a zero, CARTA CANTA e tutti sono serviti. Probabilmente uscivano dalle stesse bocche di chi “Billups con D’Antoni? troppo lento“, ignorando che Denver era il miglior attacco della Lega.

Leggermente migliorati anche a rimbalzo, anche se comunque continuiamo a concederne più di quanti ne catturiamo.

Considerando che in queste otto gare Billups ha giocato solamente nelle prime quattro causa un infortunio alla coscia andando dunque ad accorciare ulteriormente una rotazione degli esterni già all’osso, direi che siamo ampiamente soddisfatti, ma personalmente non avevo dubbi.

Tra l’altro, come successe con la ressurezione di Timofey Mozgov, l’infortunio di Billups – e di Bill Walker in seguito – ha fatto tornare in rotazione pure Roger Mason Jr, sia pure per pochi minuti. Aggiungiamoci anche che da una manciata di partite l’ultimo arrivato via free agency (insieme a Derrick Brown) Jared Jeffries è titolare al posto del sempre acciaccato Ronny Turiaf ed ecco che appunto Mike D’Antoni ha dovuto giocoforza allungare le rotazioni, storicamente cortissime.

Billups, generale in campo ed ora quasi vero coach fuori, sta dando un apporto di leadership fondamentale. Toney Douglas non ha mai condotto la squadra così bene, ed ad ogni pausa che sia per timeout o tiri liberi, va dall’ex-Piston a chiedere consigli. “Chauncey ed io parliamo molto è sta diventando un grande mentore per me. Essendo io al secondo anno nella Lega, mi sta dando una grossa mano dalla panchina“.

La corsa playoffs a questo punto può considerarsi molto serena, anche se Philadelphia al settimo posto spinge parecchio, ha con un calendario non facile. Viste le buone prove offerte contro Miami, si inizia a speculare che i Knicks potrebbero cercare di essere abbinati agli Heat al primo turno, abbandonando volutamente qualsiasi velleità di rimonta su Atlanta.

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