Ci sono cose che nessuno ti dirà… IN ITALIA!

Titolo molto presuntuoso ma cercarne uno è sempre la parte più difficile dei miei sproloqui su questo blog. Lo spunto è dato da una manciata di domande che mi sono state rivolte sul FORUM e al di là del reale scopo di queste (…) le trovo interessanti per chiarire, se ce ne fosse ancora bisogno, il mio pensiero sull’attuale situazione bluarancio.

1- Oltre alle responsabilità di D’Antoni tu individui altri motivi nei nostri insuccessi?

Il discorso è molto ampio e già trattato a più riprese su queste pagine. Riassumendo il più possibile: le responsabilità di QUESTO record sono di D’Antoni. Ripeto, di QUESTO record. 9-15 è inaccettabile con due Superstar più un centro come Tyson Chandler.

E’ sottile a mio modo di vedere la linea che divide il credere in quello che si fa (un sorta di integralismo “positivo”) e l’ottusità. D’Antoni doveva scendere a compromessi con il suo credo. L’ha fatto? Forse in parte, ma allora sono venute fuori altre lacune. E’ quasi quattro anni infatti che vediamo sottoperformare i suoi team, che il play si chiami Duhon, Felton o… Toney Douglas.

Un altro modo di dirlo è che sottoperforma quando non ha Steve Nash. Il record di D’Antoni senza quest’ultimo, sia prima di approdare a Phoenix sia quando Nash era infortunato, parla chiaro. Non parliamo da quando è nella Grande Mela. Per i d’antoniani doc, inciso: che a New York manchi un costruttore di gioco è un fatto; che i successi di questo roster dipendano solo da quello allora è svilente nei confronti di D’Antoni stesso, anzi di qualunque allenatore che guadagni intorno ai $6 milioni l’anno, indipendentemente dal “Sistema” che dà così importanza al play.

Oltre a ciò si è sempre palesata l’assoluta incapacità di gestire le uscite dai timeout e dall’intervallo (Knicks 28mi o giù di lì nei punti realizzati nel terzo quarto). Gallinari venne utilizzato da tiratore alla Kapono: serviva così al suo “Sistema”? Allora per il bene di Danilo sono contento che sia andato a Denver dove viene MASSIMIZZATO (D’Antoni dichiarò testualmente al NY Post: “Un lungo con quel tiro da fuori è uno spreco fargli mettere palla a terra per penetrare“, Karl non la pensa così ed il Gallo ha ora 40 milioni di buone ragioni per contraddire il suo vecchio allenatore). Negli anni abbiamo assistito a più riprese a rimesse disegnate per bombe di Stoudemire (?!?) o a “consegnati” agli avversari (?!?) per evitare l’infrazione dei 5 secondi. Mi chiedo cosa sia servito prendere uno dei migliori closer del gioco (vedi LINK) se poi non riusciamo a fargli pervenire il pallone. Così a memoria mi pare che i Thunder riescano sempre a trovare Kevin Durant, per non parlare di Doc Rivers con il “suo” Paul Pierce che in questi anni ci ha “purgato” a più riprese.

Ecco la parola magica: MASSIMIZZARE. A chiunque nel proprio lavoro viene chiesto di massimizzare le risorse a disposizione, denaro, tempo, uomini. Non so per quale strano allineamento planetario o per quali meriti guadagnati sul campo ma a d’antoni viene sempre concesso il beneficio del dubbio sotto forma della scusa di non avere i giocatori adatti al suo sistema. Di quali crediti vive, di grazia? Pat Riley arrivò a New York reduce dallo Showtime losangelino. Non avrebbe dovuto avere la presunzione di chiedere giocatori adatti al suo “Sistema”? Creò invece un team esattamente in antitesi con quei Lakers: sporchi, cattivi, brutti da vedere, ma funzionali e soprattutto VINCENTI. Riley è solo un esempio, anche il suo successore Jeff Van Gundy – tanto per restare in casa Knicks – mise in discussione le sue idee, adattandosi al materiale umano a libro paga, passando dal gioco a metà campo di Patrick Ewing ai levrieri da contropiede Latrell Sprewell e Marcus Camby. Andando in casa d’altri, Philadelphia ed Indiana sono migliorate nettamente rispetto allo scorso anno cambiando solamente coach. George Karl per sette anni ha vinto con Anthony, ora continua a farlo con Gallinari ed Al Harrington. I tanto venerati (da chi deve maliziosamente far pendere la bilancia dalla parte del GM Masai Ujiri) PER sono impennati per chi nella famosa trade sono finiti a Denver, mentre sono diminuiti per chi è venuto a New York: ovviamente i rispettivi “Sistemi” non contano nulla, tant’è che se prendiamo questo metodo di valutazione ci sono reietti d’antoniani come Anthony Randolph e Corey Brewer che lontani dal Baffo fanno la loro porca figura .

Le responsabilità dell’assemblaggio del roster e della scelta della guida tecnica vengono invece da molto lontano. Sempre queste pagine mi sono testimoni: fui molto critico il giorno dell’assunzione di D’Antoni. Ritenevo che il suo gioco, il suo “Sistema” non sia adatto alla post season. Sbagliavo: senza Nash non è adatto ad una NBA di un certo livello, altro che Playoffs. La dirigenza l’ha sopravvalutato? Sì, ma era un coach ben voluto dai players (sfido io, quale allenatore non sarebbe amato quando ti chiede di tirare appena possibile o non ti allena in difesa?), dalla Lega (le sue squadre realizzano e concedono tanti punti, una manna pubblicitaria) e soprattutto un netto taglio all’era dell’antipatico Isiah Thomas. In vista della free agency del 2010 si credeva potesse rappresentare una carta in più.

Purtroppo The Decision ha fatto scattare diversi piani A, B e C. Fui molto critico con Donnie Walsh sulla scelta di dare 5 anni garantiti a Stat, accecato dalla delusione per la scelta di LeBron, ma sono un tifoso, un appassionato e come tale vivo di passioni. Oggi, con il senno di poi, posso dire che non poteva fare altrimenti per non ritrovarsi a strapagare un Carlos Boozer qualsiasi.

Pure la trade-‘Melo è molto più complicata di quello che ci raccontano: Anthony si impuntò che voleva New York e che non avrebbe rinnovato con nessun altro. Forzò la mano ai Nuggets, i quali a più riprese avevano accettato la contropartita dei Nets (Favors, Harris ed un sacco di future scelte), schifando la nostra proposta IDENTICA a quella che poi accettarono per non perdere ‘Melo senza contropartite. Ciò non voleva dire che se noi aspettavamo lo avremmo firmato da free-agent: questo è un falso mito messo in giro dai mammasantissima italiani. Anthony all’ultimo minuto della trade deadline avrebbe accettato i Nets o comunque un’altra destinazione per non rimetterci un sacco di soldi. E’ sempre una questione di soldi sia chiaro, altrimenti è inutile iniziare a discutere.

Da lì l’amnesty a Chauncey Billups per firmare Tyson Chandler ed anche qui poco da dire: ad oggi è il nostro giocatore con il rendimento più alto… e l’assenza di intimidazione sotto le plance non era il nostro peggior difetto dello scorso anno quando Stat doveva giocare centro? Vogliamo parlare di quanto sono strapagati i lunghi in generale oppure ci riempiamo la bocca con il dozzinale e populista “same old Knicks“? Certo, la coperta oggi è corta per quel che concerne il reparto esterni, ma questa è l’NBA ed abbiamo tre fuoriclasse, tre giocatori che spostano gli equilibri le cui carriere, lontane da D’antoni, parlano chiaro. Firmare i Bibby o i Lin ne sono la diretta conseguenza, è il destino pure degli Heat, non ci vedo tutto questo scandalo. Poi le cose possono andare bene come male, per dire personalmente non sarei andato ad investire su Baron Davis, ma spero ancora di sbagliarmi.

Tutto questo però, come scrivevo all’inizio, non deve far dimenticare che il record è scandaloso anche con i Douglas e i Bibby. A proposito, Douglas non sarà Derrick Rose ma nessuno se lo ricordava così scarso. Idem Landry Fields, involuto e solo ora ripresosi da un inizio di stagione pessimo. Qualcuno questi giovani li allena e li sviluppa o sono lasciati a loro stessi? Eppoi ancora: quando ci mancava un play, perchè con una scelta alta come la 8 siamo andati con Jordan Hill quando c’erano disponibili ancora i Jennings o i Lawson? Non è che D’Antoni voglia play maturi e che in campo “allenino loro”? indizi, indizi…

2- Giorni fa si parlava del nostro interessamento per Session e tu hai detto che non sapevi con quali contropartite saremmo potuti arrivare a lui. Secondo te avremmo bisogno di un play e come potremmo permettercelo visto il Cap?

Un play serve ma non abbiamo gli assets, appunto. Andiamo da Cleveland a chiedergli Session – che poi è un play per modo di dire – con chi, con Douglas e Balkman? Con il record attuale abbiamo svalutato un parco giocatori che già di per sè non era il massimo. Arriveremo a fine season così come siamo a meno di colpi di fortuna (ritorno Davis, JR Smith che contro ogni pronostico firma con noi). Di nuovo: Novak, “lungo atipico” che gioca da esterno, non l’ho richiesto io, ma D’Antoni.

3- Come giudichi la coesistenza di Stat in un team senza un vero play ma con Chandler e Melo?

D’Antoni non c’ha neppure provato a farli coesistere. Sembra quando ai Suns Steve Kerr gli ha preso Shaq, stesso atteggiamento indolente. Già ha fatto uno sforzo ad accettare un assistente per la difesa (uno dei motivi per i quali se ne andò da Phoenix). A questo punto, tornando al discorso Nash e a quello di massimizzare mi pongo un’inquietante domanda: sarebbe in grado di farli coesistere? Ripeto fino allo sfinimento che è il record di d’antoni CON e SENZA il canadese a parlare, non le valutazione personali mie o di un analyst della ESPN.

4- Se per arrivare ad aggiungere un pezzo importante al nostro roster dovessi cedere un big, di chi ti priveresti?

Sicuramente di Stoudemire. Non è un mistero che in un ipotetico assemblaggio di 3 Superstar – andati Wade e James – avrei optato, potendo, per Paul (o Deron)-Anthony-Howard per dire, non solo per un discorso tecnico e di spaziature ma anche per età, contratto ed integrità fisica. Queste cose che ho elencato, però, sono le stesse che lo rendono non cedibile. Leggendo in giro, per esempio, i tifosi dei Magic non farebbero MAI alla pari Howard per Stat (anche aggiungendo Turkoglu e Tyson), preferendo contratti in scadenza soprattutto per il discorso degli ultimi due anni di Amar’e garantiti e senza assicurazione. Si può però ipotizzare, all’occorrenza, che qualche mercato minore – sempre tagliato fuori dai free agent di livello – non lo voglia proprio in cambio di contrattoni a fine corsa.

Aggiungo un paio di considerazioni che ha fatto Clyde Drexler durante la nostra gara contro i Rockets riportata da un utente su RealGM:

Drexler essentially said that the Knicks’ problem is not talent. He said the frontcourt has so much talent that the team should be able to win a lot of games. He said their problem is playing defense and playing together as a team.

The play-by-play announcer played Devil’s advocate and said something about how ‘Mike needs more talent’ and ‘They traded half their team to Denver for Melo’ and Drexler dismissed both of these things as untrue.

The play-by-play guy then said ‘Well look at how Denver has done since the trade, they’ve played well, and they got these guys the Knicks traded for Melo,’ and Drexler said very simply: “Because they are playing in a better system.” In other words, it’s George Karl and a winning basketball system that is the difference.

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