La “solita” striscia vincente o questa volta c’è di più?

Il pick-and-roll Tyson-LinCome l’anno scorso i Knicks riescono a piazzare un’importante striscia vincente quando la stagione sembra ormai compromessa. Nella stagione 2010-11 furono otto le vittorie consecutive che ci permisero di raddrizzare un record ampiamente deficitario, così da centrare almeno l’ultimo posto utile per i Playoffs. Quest’anno le aspettative erano sicuramente maggiori, eppure eravamo, anzi siamo “punto e a capo”. La striscia ora è aperta a cinque vittorie e ci permette di sperare ALMENO – e (di nuovo) “solo” – all’ottavo seed.

La striscia porta un nome ed un cognome che ormai conoscerete benissimo a meno che non siate stati su Marte negli ultimi 10 giorni: Jeremy Lin. Senza Amar’e Stoudemire (lontano dalla squadra per la morte del fratello maggiore) e Carmelo Anthony (infortunio all’inguine) l’ex-Harvard non ha giocato semplicemente da migliore in campo, ma da MVP della Lega. Le statistiche dicono tanto ma non abbastanza: sono la padronanza con cui ha giocato e la consapevolezza dei suoi mezzi (“mezzi” che per ora nessuno conosceva in NBA) che fanno gridare al miracolo. Questo non sembra uno che ha appena giocato le sue prime quattro partite da titolare, no, sembra che negli ultimi 10 anni non abbia fatto altro!

Cercare una spiegazione è da pazzi, dal momento che non sono riusciti a darla gli addetti ai lavori, figuriamoci noi appassionati. Semplicemente non ci sono precedenti.

Godiamocelo e speriamo continui così, anzi anche se continuasse al 50% di quello che sta facendo ora, saremmo tutti felici e contenti, visto che la prossima settimana dovrebbero rientrare sia ‘Melo sia Stat. Lungi da me entrare nella diatriba che sta fermentando in Italia (non casualmente da noi, ovvio) sul deleterio ritorno delle due Superstar nel “ritrovato” gioco  del “Sistema” di Mike D’Antoni, il quale è bene ricordarlo si è giocato Lin come carta della disperazione ad un passo dal licenziamento. A tal proposito cito un articolo della ESPN:

Anthony, according to teammates, was the one imploring D’Antoni to put Lin in the lineup in the first place – knowing the team needed a legitimate point guard and not Anthony playing point himself in order for the team to have a chance at success this season.

Every single coach in this game respects Melo’s talent, his skills,” one opposing Eastern Conference coach told me recently. “How can you not? The boy’s a stud. He’ll put up numbers and he can close. But it’s what happens before those waning moments, in those first 46 minutes, when everything he’s doing, no matter how good, is working to the detriment of the rest of the team because other players simply are not involved. That’s what has to change with him for the Knicks to be effective. But it’s not just his job. It’s D’Antoni’s job to get him to adapt for the betterment of the team.

Come sia possibile che una persona sana di mente non mossa da proprie convenienze (…) possa anche solo mettere in dubbio che questo roster sia meglio senza Anthony e/o Stoudemire quando saranno – anzi, dovranno essere, caro Pringles- i primi a beneficiare della presenza di Lin, è un mistero forse più grande dell’infondata considerazione che gode D’Antoni, quando la sua storia SENZA Nash parla da sola (che poi sono gli stessi individui che prima addossavano alla pochezza delle seconde linee gli insuccessi d’antoniani della prima parte della season). Mi rispondo semplicemente che qui in itaGlia con il controllo dei mass-media, diventi capo del Governo…

Ripercorrendo per l’ennesima volta la storia di D’Antoni ai Knicks, siamo sempre vissuti e morti con il pick-and-roll di entrata nei giochi. Prima Duhon-Lee, poi Felton-Stat. Trovate le contromosse – dopo una manciata di partite in NBA gli scout tendono a notare certe cose – tutto bloccato, playmaker costretti a forzare, sovrautilizzati, stagioni chiuse, rimpianti. Probabilmente sarebbe stato lo stesso iter del pick-and-roll Lin-Chandler. Prima non avevamo i giocatori giusti per punire le attenzioni su quell’unico schema. Oggi sì, e non stiamo parlando di un Kapono qualunque. Le soluzioni tattiche potrebbero essere innumerevoli e durature sui 48 minuti di gioco. Il pick-and-roll potrai giocarlo con Tyson o con Stat. C’è poi il pick-and-pop con ‘Melo. Ancora la soluzione-Novak dall’angolo. Le ISO per Anthony e soluzioni al gomito per Stoudemire.

Tutti i tifosi dovrebbero sbavare. Io sto sbavando. Purtroppo però da quello che si legge in giro non è così ma è un problema di provincialismo tutto italiano. Un esempio? sul forum di RealGM, quello con più utenti al mondo, nella sezione Knicks sono spariti i due tread di riferimento per chi era pro o contro al coach. Tutti uniti, tutti contenti e tutti in attesa di vedere se davvero abbiamo trovato il nostro Rajon Rondo da affiancare ai nostri Big-Three. Starà a D’Antoni, come scrive la ESPN, massimizzare il tutto e non relegare nell’angolo ‘Melo come già faceva con Gallinari. Altrimenti sediamoci ed aspettiamo luglio, quando il suo contratto finalmente arriverà alla sua naturale conclusione.

Quanto alle prossime gare pare una settimana favorevole addirittura fino a lunedì 20. Si parte a Toronto, poi filotto casalingo partendo dal back-to-back contro Sacramento, ancora New Orleans, Dallas e New Jersey. Perchè dovremmo smettere di sognare?

PS: ricordo agli smemorati che prima della trade l’anno scorso eravamo fermi a due schemi: pick-and-roll Felton-Stat con Danilo nell’angolo a mo’ di Kapono e “gomito” per Stoudemire.

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