Terzi quarti, time outs e la “scocciatura” difesa

Torno a scrivere fresco della SOLITA sconfitta contro i Celtics. A dire il vero ci sarebbe poco da dire nello specifico dal momento che il copione è il medesimo, un déjà-vu continuo: il nostro coaching staff NON FA MAI UNA MOSSA PER PROVARE A PORTARE LA PARTITA DALLA NOSTRA PARTE. Se facciamo bene, infatti, nel terzo quarto ci bloccano. Se bene fa invece un avversario, ci lasciamo sodomizzare allegramente (Rajon Rondo tripla doppia stanotte). Sono ANNI che concediamo career-high perchè nel mondo d’antoniano la difesa è una scocciatura, uno scotto da pagare per avere indietro la spicchia e darla a turno a qualcuno, e “fai tu”: ieri si è iniziato con Lin, poi è toccato al Barone, poi nel finale è il turno di ‘Melo (che quasi ce l’ha vinta, per giunta). Tutti 1vs3 se va bene, con Stat che pascola bellamente per il campo. Se statisticamente non siamo una difesa così mediocre è dovuto esclusivamente alla presenza di Tyson Chandler ed alle rubate di Iman Shumpert e JR Smith.

Non solo stanotte abbiamo assistito al solito disastroso terzo quarto e regalato a Rondo una seratona, ma l’apice l’abbiamo raggiunto a 18 secondi dalla fine: sopra di uno, timeout esauriti per Boston, rimbalzo difensivo di Anthony. Bene no? NO, d’antoni chiama subito timeout per… FAR ENTRARE NOVAK COME TIRATORE DI LIBERI. Cioè la palla non era finita in mano a Chris Dudley (se non ve lo ricordate, è stato un nostro centro nell’era-Sprewell che aveva meno del 50% ai liberi). Doc Rivers ringrazia e disegna lo schema per l’ultima giocata. Novak infatti fa sì 2/2 per il +3, ma puntualmente palla a Paul Pierce che infila la bomba ed overtime. Sorvoliamo sul fatto che sul +3 si poteva far fallo all’interno della linera dei 3 punti per costringere i Celtics a tirare 2 liberi perchè in NBA è una tattica poco utilizzata – credo per aumentare lo spettacolo – rispetto all’Europa. E’ il resto che è imperdonabile! A fine gara D’Antoni è riuscito perfino a parlare di sfortuna, come se Pierce non fosse uno dei closer più letali non solo dell’attuale Lega ma della storia del gioco.

Passiamo al terzi quarti con dati riportati da un utente sul FORUM: abbiamo un saldo negativo di -44 punti, ne abbiamo persi 18 e vinti 14 (3 sono finiti pari), contro Boston siamo a -23, MENO VENTITRE IN TRE GARE FINITE PUNTO A PUNTO, ma ci rendiamo conto? Ieri notte siamo andati a riposo davanti, galvanizzati, quando ci sono dentro le second unit non si nota quasi la differenza rispetto ai primi cinque (e non perchè sono meglio dei titolari come malignano gli haters, ma perchè in campo ci sono di norma i panchinari avversari più scarsi, quindi è un merito di JR Smith e compagni, non un demerito dello starting five). Si rientra e arriva la solita bastonata. A chi chiedere di rendere conto se non al coach visto che non è l’eccezione che conferma la regola ma ormai è consuetudine?

Capitolo Rondo: in quattro anni contro di noi ha sempre giocato e gioca allo stesso modo, gli concediamo sempre il suo pezzo forte, ossia la penetrazione, senza mai provare un aggiustamento. Non si vede mai farina del sacco dell’allenatore, MAI, se non in negativo. Qui non si tratta dover trovare per forza un colpevole, semplicemente è l’analisi di una realtà piuttosto oggettiva!

Per quel che concerne le altre gare giocate, partiamo dalla vergognosa sconfitta in casa contro New Jersey coincisa con il ritorno di ‘Melo. I Nets si sono concentrati su Lin: bloccato lui, Deron Williams ha giocato quella che prima di questa notte (in cui ha realizzato 57 punti) era stata la sua migliore gara stagionale. Il match ha secondo me chiarito che il salto di qualità oltre quota .500 – oggi siamo 18-19 – non arriverà mai, ed infatti la vittoria “perfetta” della sera successiva con gli Hawks conferma un’altalena di W ed L che produce solo nervosismo nel tifoso. A Miami non c’è poi stata partita. Anche qui Erik Spoelstra, che non è Red Auerbach, ha saputo chiudere subito i rubinetti del nostro attacco pressando Lin fin dalla rimessa. Panico totale ed umiliazione per il #17… che poi non ci sarebbe la pretesa di andare a vincere contro gli Heat o che Lin giochi sempre da 25+10, chiaramente loro sono più forti, però dovremmo provare a puntare su quello che loro non hanno, ossia un roster più profondo. Siamo sempre da capo – di nuovo – si chiede di lottare per il terzo posto ad Est, non per il Titolo. Segue vittoria contro Cleveland dove per una volta usciamo bene dall’intervallo chiudendola con un Baron Davis che pare acquisire un’autonomia sempre più lunga. Infine la sconfitta a Boston di cui ho già detto.

Almeno in USA intanto il dito non è puntato sempre su Anthony come invece accade in Italia (fatta eccezione per il solito Frank Isola, così infervorato da sbagliare perfino i punteggi nel raccontare la gara). L’ex-Nugget ha invece dimostrato a più riprese di sapersi mettere al servizio dei compagni, ma qui dentro nessuno ha mai avuto dubbi se è vero che proprio lui candeggiò l’utilizzo di Lin per togliersi pressioni da point-forward che non è: http://www.sbnation.com/nba/2012/2/24/2821243/new-york-knicks-carmelo-anthony

Il Daily News ha titolato ‘MELO OR BUST, aggiungendo che “Lin gli ha salvato la panchina, ma D’Antoni non può pensare di prescindere da Anthony“. Qui si arriva anche al discorso di Amar’e Stoudemire che non ha ancora svoltato da questa pessima stagione. Irriconoscibile, peggiore season in carriera a mani basse. Fare processi alle intenzioni è sempre antipatico, ma non credo che quest’anno vedremo anche solo un serio tentativo di provare a far coesistere tutte le anime di questa squadra. Appurato che pure la panchina è di un certo livello, che JR Smith ha dato anche profondità difensiva, Novak è un’arma tattica interessante ed il Barone pare davvero poter essere un fattore, il tutto dovrebbe essere un motivo di vanto, di orgoglio nell’avere un team finalmente competitivo, invece il messaggio che sembra passare è quello di un problema di convivenze. Francamente lo trovo assurdo ed irritante.

Infine il calendario settimanale è in salita: 3 trasferte in 4 giorni a Dallas, San Antonio e Milwaukee, poi scontro diretto con Phila in casa e trasferta a Chicago la sera dopo. Si rischia di tornare prepotentemente sotto al .500 di almeno 3 vittorie.

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