Manifesto Anti-D’Antoniano, l’allenatore più sopravvalutato di sempre

(v.1.0, a cura di London Ray, la versione più aggiornata la potrete trovare sempre QUI)

D’Antoni è un grande coach? No, sicuramente no e vedremo perché.
E’ un buon coach? Probabilmente sì, a patto che la squadra sia costruita come vuole lui. Già questo è un brutto segnale, perché chiunque allena in qualsiasi sport deve adattarsi al materiale a disposizione e non viceversa, altrimenti parliamo di integralismo.

Non solo nello sport ma in generale, in qualunque lavoro, chiunque deve adattarsi alla situazione che gli si presenta davanti cercando di trarne il massimo, sennò domani andremo tutti in piazza a protestare perché purtroppo non abbiamo il materiale adatto per lavorare. Per esempio al posto di andare a lavorare in treno o in metro per risparmiare – anche a costo di arrivare in ritardo -, ci mettiamo a protestare perché non abbiamo l’autista personale che ci porta al lavoro o addirittura un elicottero tutto per noi. Non penso che qualche capo ci dirà “ah ok, nessun problema se sei arrivato in ritardo di un’ora, mica è colpa tua se devi prendere il treno e non hai la Bentley con autista al seguito…”. In una parola: MASSIMIZZARE, che si parli di risorse monetarie, umane o di qualunque altro tipo.

Con D’antoni invece si usa dire questo: “eh però non ha i giocatori adatti…”. Verissimo, allora vale per tutti, per Kurt Rambis o per Tim Floyd o altri centomila coach e allenatori sparsi in tutto il mondo, d’altronde Kurt Rambis potrebbe dire “se avevo i giocatori adatti al mio Sistema come Jordan, Bird e Magic avrei fatto meglio”. Per lui non vale come non vale per la stragrande maggioranza di allenatori, a qualsiasi livello, ma per Mike D’Antoni invece vale o cmq dovrebbe valere? E perché? Pat Riley è arrivato ai Knicks dopo lo showtime Losangelino ed ha cambiato il suo modo di giocare, radicalmente, adattandosi alle risorse umane newyorkesi. Non aveva forse un credito sconfinato, visti i successi, per chiedere giocatori adatti per riproporre una sorta di showtime?

Qua intervengono i cosidetti Dantoniani, difensori del coach che ha “rivoluzionato il gioco” (rivoluzionato il gioco? Il run&gun esisteva già quando Mike giocava ancora a Milano!), affermando invece che ha ottenuto grandi risultati col suo “Sistema”.

Ha ottenuto ottimi risultati in Regular Season, un po’ meno nei Playoffs dove ha un record in quei 4 anni ai Suns di 26-25 (appena sopra al 50%): Questi sono ottimi risultati? Viaggiare al 50% nei PO quando parti per vincere l’Anello? In quattro season come capo coach a Phoenix ha avuto 2 stagioni sopra le 60W, è vero, ha vinto un volta la Conference arrivando col miglior record ad Ovest, ma ad esempio nelle sue prime 3 season i Suns vinsero 177 gare, una cifra molto importante ma che già un altro coach riuscì a raggiungere, tale Paul Westphal nei primi anni ’90 quando vinse 177 gare nelle sue prime 3 season come capo coach di Phoenix, raggiungendo anche una Finale NBA persa solo contro i Bulls di Jordan! Quella era la squadra di Barkley, ma il punto è che dopo quelle 3 super stagioni – esattamente le stesse come record che poi fece Mike D’Antoni anni dopo e nonostante una Finale NBA persa solo contro i Bulls (Finale mai raggiunta dai Suns con Mike in panchina) – la sua quarta season cominciò maluccio tanto che venne licenziato dopo una trentina di gare con il record sul 40%!

Cosa voglio dire? Che nessuno ha mai parlato di Westphal come genio rivoluzionario pur avendo ottenuto gli stessi risultati di D’Antoni in regular season e molto migliori nei Playoffs, e che alla prima season negativa fu licenziato, perché nello sport funziona così, non importa cosa hai fatto ieri ma cosa stai facendo oggi! Eppure anche Westphal potrebbe dire che quell’inizio fu difficile causa problemi a Kevin Johnson e Barkley, ma nessuno gli disse “ah già hai ragione, il tuo Sistema pur avendo dovuto andare avanti senza due pilastri e grazie a quello che hai fatto nelle season precedenti meriti ancora fiducia, quindi non ti licenziamo” no, non gli fu detto, fu licenziato!

Coach che hanno ottenuto risultati ottimi come Mike potrei dirne a decine, eppure nessuno ha vissuto per anni su quello che ha fatto, no, appena qualcosa non andava bene veniva licenziato come è giusto che sia, altrimenti adesso vedremmo ancora sul pino i vari Fratello, Wilkens, etc. Ricordo Brian Hill ad Orlando: nei primi 3 anni vinse 167 gare, 2 volte sopra le 50W e una sopra 60W, una Finale NBA ed una Finale di Conference raggiunte con un team giovanissimo, poi Shaq andò via verso Hollywood e la sua quarta season non fu completa, fu licenziato sul 24-25! Eppure non ho sentito dire “eh ma ha perso Shaq, il suo Sistema senza Shaq e giocatori adatti non rende, ma siccome ha fatto bene prima, deve avere tempo sino a quando non ha i giocatori adatti”… Che poi quell’avere tempo sino a quando uno ha i giocatori adatti potrebbe voler dire anche fra 10 o 20 anni o anche 50 anni, mica i Nash o gli Shaq nascono ogni 2-3 anni!

Quindi smitizziamo questi grandi risultati e rivoluzioni di gioco che sono la forza per i suoi supporter per dire “dategli tempo”, perchè cmq lui dopo cosa ottiene? Risultati come altre decine e decine di coach, con la differenza che gli altri se non rendono vengono cacciati, ma lui ha sempre l’alibi del Sistema! Ma almeno fosse un Sistema che poi dopo anni di sofferenza ti porta al Nirvana, ma qua i Suns nei PO sono stati 26-25, mica hanno vinto 2-3 anelli! Ci sono andati molto più vicini appunto coach come Westphal o Hill, eppure alle prime serie difficoltà sono stati spediti a casa!

Mike no, lui resta in sella in base a non si sa quale merito acquisito, mica è Jackson, Brown o Popovich che hanno vinto valanghe di gare nei PO, Titoli su Titoli cambiando spesso anche giocatori cardine. Un conto è avere un Popovich è dire “aspettiamo che abbia i giocatori adatti” e ci può stare, perchè ha un credito fatto di qualche Anello; un conto Mike D’antoni i cui risultati sono stati buoni, ma buoni appunto come quelli di altre decine e decine di coach! Che poi appunto un Popovich mica è un integralista, si adatta, quando aveva le due torri e Johson come playmaker aveva una base completamente differente da quello con Duncan, Ginobili e Parker, la squadra che ha vinto il primo Anello aveva solo Duncan in comune con quella che ha vinto l’ultimo Anello! Certo il Sistema restava fondamentale, ma soprattutto in difesa, dove se hai un Sistema puoi metterci a lavorare giocatori che cerchi di adattare essendo cmq la difesa meno dipendente dal talento, ma se hai come lungo Oberto e non Robinson e come esterno hai Bowen e non Sean Elliot mica puoi giocare allo stesso modo, saresti un pazzo! Nei playoffs vinci con la difesa, storicamente è così, non la puoi considerare una scocciatura da sopportare per avere la palla indietro!

D’Antoni invece se ha Nash o Duhon gioca allo stesso modo, se ha Amare o Lee anche, se ha Felton o Nash il sistema impone sempre che sia il play a fare e disfare, ma Felton può fare solo una piccolissima parte delle cose che faceva Nash semplicemente perchè non è Nash! Idem Duhon, Douglas o Lin, non puoi pretendere di giocare come se il copione fosse lo stesso, perché Nash è un genio, Duhon no, ed allora come fanno tutti il copione lo devi cambiare per far rendere al massimo il Duhon di turno!

Non puoi mettere un Gallinari sull’arco come se fosse un Eddie House qualunque, non puoi mettere ‘Melo sul perimetro a fargli fare il Q-Richardson, non puoi dare il 905 delle chiavi dell’attacco a Duhon perché con Nash facevi così e farlo diventare la prima opzione anche se hai David Lee o Al Harrington! Sei un pazzo perché se domani hai Shaq cosa fai, sull’altare del Sistema (che era Nash) lo fai giocare come bloccante per il Duhon di turno? Follia pura!

E se il play è tutto il tuo Sistema cosa fai se al Draft puoi scegliere con la #1, prendi Devin Harris e non Dwight Howard perché si adatta meglio al Sistema? O prendi non so Billups davanti a Duncan? Non puoi sacrificare le potenzialità dei giocatori sull’altare del Sistema, è integralismo, sei come quegli allenatori che avrebbero schierato Maradona come laterale perché non aveva un ruolo predefinito negli schemi o che rinunciarono a Baggio perché non si adattava al Sistema! Follia assoluta!

Certo se hai CP3, Kidd o Nash il Sistema rende, perché il Sistema prevede palla al play che fa tutto, sfrutto lo screen del lungo e su quel gioco sviluppo l’azione, ma se hai Felton o Duhon invece i loro numeri pompano ma il resto della squadra viene sotto-utilizzata sull’altare del Sistema! Si è parlato molto di Gallinari, ma il Gallo a NY da Mike D’Antoni veniva sotto-utilizzato, stazionava sul perimetro in attesa dello scarico come un Kapono qualunque, altro non faceva perché il Sistema prevede 3 giocatori fuori per fare lo spazio per il gioco play-lungo e poi se arriva lo scarico devono punire! Non puoi chiedere a Gallinari di fare quel lavoro come se fosse un Kapono o un Eddie House, lo sotto-utilizzi, tutti gli altri aspetti del gioco non vengono sfruttati, è come avere una macchina che fa i 200kmh e usarla solo per andare a fare la spesa perché il Sistema prevede questo!

Ed infatti una volta ceduto Gallinari è esploso a Denver sotto tutti gli altri aspetti del gioco che non fossero il tiro da fuori (che poi è il suo lato meno forte, questo lo sanno tutti da quando lo abbiamo iniziato a seguire a Milano) diventando un candidato all’All-Star Game, ma perché viene sfruttato per quelle che sono le sue reali potenzialità e non come spot-up shooter sull’altare del Sistema!

Una delle storielle che poi si racconta sui non Titoli dei Suns ai tempi di D’Antoni è la sfortuna, gli infortuni e via dicendo, ma storicamente se in quattro anni perdi sempre vuol dire che sei solo inferiore agli avversari, non puoi avere sempre l’alibi della sfortuna, in USA si dice “nessuna scusa per i perdenti”, ed in quattro anni se sei più forte vinci, prima o poi! Ad esempio il primo anno uscirono contro gli Spurs 4-1 secco, non 4-3 causa due liberi inventati allo scadere, no 4-1 e a casa, in una serie se perdi 4-1 sei stato inferiore, semplice e chiaro! “Eh ma non c’era Joe Johnson” si dice: anche contro Dallas JJ non c’era, erano 1-1 quando si infortunò per il fallaccio di Stackhouse, poi vinsero cmq 3 delle altre 4 chiudendo la serie 4-2 e andando a sfidare gli Spurs! Quindi vinsero e di netto anche senza JJ, poi contro gli Spurs erano sul 1-2 senza JJ, ne hanno perse 2 secche appena rientrò, quindi altro luogo comune da smitizzare, vinsero senza JJ contro Dallas perché erano SUPERIORI, persero contro gli Spurs anche quando rientrò JJ!

Il secondo persero di netto contro Dallas 4-2, le ultime 2 persero contro i Mavs con 26 punti di scarto totali!

Arriviamo all’annata in cui Horry ruppe il naso a Nash, persero la serie 4-2, giocarono gara-5 senza Amar’e per la squalifica per un regolamento assurdo, è vero, ma c’era gara-6 ancora da giocarsi, eppure la persero, e la persero di 8, nettamente, gli Spurs furono sopra tra i 15 ed i 19 punti per tutto l’ultimo quarto, sino a 5 minuti dalla fine. Non persero la serie per la sfortuna, persero perché erano inferiori! Che poi avrebbero dovuto in caso di passaggio del turno ancora arrivare a giocarsi la Finale di Conference contro i Jazz contro cui erano 1-3 in regular season.

Quindi i Suns di D’Antoni il titolo non lo hanno mai visto da vicino, anzi, sono sempre stati ben lontani dalla vittoria, non sono arrivati ad una W dall’anello, erano ancora a metà strada, nei PO per capire che tipo di differenza avevano da colmare contro gli Spurs il parziale dice 12-3 per San Antonio, non 12-9, 12 a 3, differenza ABISSALE, altro che titolo vicino! I Suns che sono andati più vicini a giocarsi l’anello sono stati quelli di Gentry, che in gara-5 della Finale di Conference sul 2-2 si sono visti respingere da un clamoroso canestro su rimbalzo di Artest dopo l’errore di Kobe quasi allo scadere, quei Suns sono stati vicinissimo al colpaccio, non quelli di D’Antoni che venivano legnati regolarmente dagli Spurs, uscendo sia al primo turno che alle semifinali, mica uscendo a gara-7 all’ultimo secondo della Finale di Conference!

Poi vabbé abbiamo anche sentito dire che il merito della cavalcata dei Suns con coach Gentry era in gran parte di D’Antoni (che non c’era più da due anni), un’altra teoria applicata solo per lui, mai sentito dire che il merito del triplete dell’Inter di Mou era in gran parte dovuto al lavoro precedente di Mancini… Ma per Mike si fa questo ed altro, andateglielo a dire a Collins che viene cacciato e poi Jackson vince 6 anelli in 8 anni con MJ, andatelo a dire a Bob Hill che viene cacciato l’anno prima che arrivi Duncan e poi Pop crea una Dinastia, eppure per loro nessuno ha mai detto “è merito del loro lavoro”.

Che poi il cosidetto “Sistema” di D’Antoni era Nash, fai tutto tu e va bene, gli ha dato le chiavi di tutto, ed infatti la carriera dei due parla chiaro, Nash cmq ha giocato Finali di Conference anche senza coach Mike, sia prima che dopo, ha fatto All Star Game, era considerato già ai tempi dei Mavs il miglior play del mondo dopo Kidd, il record di Mike senza Nash in squadra è da tragedia, ci sono anni e anni di lotterie, mai una stagione sorprendente sino allo scorso anno, sempre stagioni mediocre, eppure al suo primo anno nell’NBA aveva Van Exel (all star l’anno prima), il McDyess sano, aveva Billups, eppure vinse il 28% delle partite, licenziato lui l’anno dopo Denver è salita con lo stesso gruppo di giocatori al 43%…

Nash prima di D’Antoni era un grandissimo giocatore, ed anche dopo lo è rimasto, tanto che solo quest’anno anche se ha 38 anni è il miglior assistman della Lega! Prima di avere Nash in squadra il record in carriera di Mike era un mediocre 35-76 (31%), dopo essere andato via dalla compagnia di Nash tolta questa stagione, il record come coach a NY dice 103-143 (42%)!!! In pratica lontano da Nash è un coach con un record mediocre a dir poco! E qualcuno ce lo ha spacciato anche come genio dell’attacco…

Pensate che anche ai Suns che erano in pratica Nash-dipendenti, in quei 4 anni Mike con Nash in campo ha avuto un record del 72%, quando Nash era out per infortunio o altro, il record crollava al 23,5%! Una cosa folle, non esiste un sistema, una squadra che possa essere così dipendente da un giocatore, sempre in quel periodo per fare un esempio, gli Spurs con Duncan avevano il 73% come record, ma quando Duncan era out erano comunque al 54%, non al 23,5%! Neanche i Bulls di Jordan erano così dipendenti da un solo giocatore, quando si ritirò per darsi al baseball comunque Chicago vinse ben 55 partite.

Invece i Suns di Mike senza Nash passavano da team di alta classifica a lotteria profonda! E’ inammissibile, lo abbiamo visto anche quest’anno, i Bulls senza Rose hanno tenuto botta, non esiste che un giocatore possa farti passare dalle stelle alle stalle, se succede vuol dire che quel giocatore è tutto il suo sistema, tutto! Ed infatti era così, il famoso Sistema era Nash e fai tutto tu, i giochi da fare, le scelte, come affrontare le difese, i ritmi da tenere, praticamente il lavoro di D’Antoni è stato quello di dire a Nash “caro Steve fai tu, decidi tu, improvvisa, hai carta libera!” e poi lui faceva, prova ne sia che quando aveva il raffreddore e non c’era succedeva che questo copione lo doveva svolgere per esempio Barbosa ed i risultati – anche se cambiava un solo fattore – cambiavano decisamente!!! Il perché è presto detto, perché non c’è un sistema fatto di schemi, ma un sistema fatto di improvvisazione basata sul playmaker ed il gioco che fa con il lungo e da lì poi il play decide in base a come si muove la difesa, ma se hai Nash i risultati sono decisamente diversi rispetto a quelli se hai Barbosa o Duhon! Puoi cambiare tutti gli altri fattori e non avere problemi, ma se cambi il playmaker allora spera che sia un fenomeno perché altrimenti il risultato cambia decisamente! E fa niente quali sono gli altri giocatori, il record dei Suns di Mike senza e con Nash è una cosa a dir poco inquietante, ripeto neanche i Bulls di Jordan o i Lakers di Shaq passavano dalle stelle alle stalle così se mancava loro il fenomeno!

Parlano i numeri, i risultati, non l’antipatia o la simpatia, se siete cosidetti Dantoniani, ok perfetto, discutiamo, ma sui fatti, sui numeri non sulle storielle da bar raccontate! Mike D’Antoni sono 4 anni che lo vediamo, e vediamo sempre le stesse cose: palla al play che sia Duhon, Felton o Lin o Douglas cambia poco, blocco del lungo e via, da lì poi succedono sempre le stesse cose, o tiro da lontano senza costrutto perché il gioco non si è sviluppato (l’unico gioco), o palla che gira a ruota sul perimetro e poi bomba perché altro non si crea e magari scadono i 24 secondi, oppure il play riesce a invetarsi qualcosa tipo una penetrazione e va a punti, se per caso chiudono uno scarico e arriva o la bomba dei 3 che stanno sul perimetro a prendersi il sole oppure il lungo ha rollato e va a punti, se invece non rolla magari arriva il jumper dalla media, stop, nient’altro, due che giocano e 3 che guardano cosa succede, se poi la difesa appunto blocca quell’unico schema allora arriva la palla sul perimetro e la bomba, che se tiri col 50% magari la porti a casa, altrimenti perdi, ma così è come giocare all’enalotto! In questo sistema quindi non dipendi da Gallinari o Wilson Chandler o Anthony, no, dipendi da Douglas se tira co 50% o da Novak o da Lin o da Billy Walker…..

I Knicks sono 4 anni che sembrano un team di Summer League come gioco, avete presente quando si vedono 5 per la prima volta ed allora la palla la domina il cosidetto playmaker che fa tutto? Chiamo il blocco col lungo e da lì gioca, poi arrivano i contentini per gli altri 3 (leggasi scarichi) che devono stare fermi a guardare sul perimetro in attesa che il play decida cosa fare e come farlo: eppure sono 4 anni che questo signore è qua, non si è mai visto un gioco costruito, ad esempio con doppio blocco sulla linea di fondo per l’esterno che esce e tira dietro il blocco! Se non era per Novak con la bomba a Minneapolis, stavamo ancora aspettando una rimessa disegnata down the stretch, sino a quella rimessa con la bomba messa da Novak eravamo rimasti a palla a Duhon e fai tu, una volta la scarica in tribuna, l’altra ad un compagno che andava dall’altra parte, l’altra sul piede di Lee, oppure palla a Felton e fai tu con bomba dopo 20 secondi di palleggio da solo, o palla ad Amare che va dentro contro 3 a difesa schierata, o palla a Melo e fai tu…..
E stiamo parlando di costruzione, non di esecuzione, Novak ha messo quel tiro ma il gioco era stato costruito, ma che gioco è vedere Duhon o Felton che palleggiano a metacampo per 10 secondi e poi prendono il tiro da 7 metri? O rimettere in mano a Melo con 3 addosso e speriamo che faccia canestro? Naturalmente con il genio dell’attacco D’Antoni abbiamo visto anche rimesse con 3-4 secondi da giocare e palla che arriva per miracolo a qualcuno con 3 difensori attaccati e spara una preghiera o palla a Novak da fermo contro Garnett nell’angolo e speriamo bene…..

Sono quattro anni che vediamo questo, certo a Phoenix c’era Nash, un genio, un Hall of Famer e tutto andava, anche se cambiavi il quintetto era uguale, tanto Nash creava per tutti, salvo poi avere problemi poveraccio quando incontrava difese super-lusso come gli Spurs che facevano chiusure sul gioco con Amar’e e rotazioni alla velocità della luce per scongiurare la pioggia di bombe degli altri 3 che stavano sul perimetro in attesa di scarichi… E il bello è che mai ci sono stati adattamenti, perché il verbo del Sistema dice chiaramente che “non ci deve interessare cosa fanno gli avversari ma solo quello che facciamo noi” e queste sono parole dette da D’Antoni, non da scritte da me!!!!

Questo cosidetto coach non si interessa degli avversari, per lui non contano, mi chiedo allora perché tutti gli altri allenatori del mondo e della storia si adattano agli avversari cercando di creargli problemi, cercando di annullare i loro punti forti… Saranno tutti pazzi. Questo “cosidetto coach” quindi non solo non prepara la gara cercando di limitare gli avversari, ma non sa leggerla: i cambi sono sempre preordinati, che tu stia giocando bene o male ad un certo punto esci per il cambio prestabilito, ricordo due anni fa Gallinari che dopo un inizio difficile piazzò 8 punti in un amen, era caldo, caldissimo, ma fu cambiato perché il coach evidentemente aveva il cambio prestabilito. Fields qualche settimana fa era onfire, 10 punti in 3 minuti: cambio automatico. Di situazioni simili se ne sono viste tantissime, in questi 4 anni a NY direi almeno un centinaio, per non parlare di quando entra un panchinaro, magari fa bene e lo fa sedere, poi nel secondo tempo neanche un minuto di campo, ma come, gioco bene e per premio non mi dai più spazio?

E gli adattamenti? Appena i coach avversari fanno un paio di aggiustamenti, cala la notte, se ad esempio si gioca con i 4 esterni e il coach avversario decide di punirti, inizi a vedere azioni su azioni con gioco creato non so per servire Howard in post basso sfruttando un cambio con Wilson Chandler o Williams (alti 2 metri entrambi) a lottare contro Howard, che puntualmente festeggia! Lo vedi per 5-6 azioni di seguito, e l’unico aggiustamento ad un certo punto è il raddoppio con conseguente scarico degli avversari e bombe con 5 metri di spazio! Ma non sarebbe meglio mandare un lungo vero e non una guardia-ala contro un centro? Ricordo anche 3 anni fa quando vidi per 3 azioni consecutive Nate Robinson provare a marcare in post basso Andrew Bynum, e non perché Robinson era impazzito, no, perché giocava ala in un quintetto con Lee centro, Duhon e House esterni e lui e Wilson Chandler ali, era successo che con tutti i cambi che si facevano in difesa (e si fanno ancora adesso, switchare è il verbo per Mike D’Antoni, che poi non ci siano Pippen, Rodman e Wallace come difensori in grado di marcare tutti i ruoli fa niente, si deve cambiare, non lottare sui blocchi, stare con l’uomo, non cambiare sempre, ci si stanca di meno e si risparmiano energie per l’attacco…), il povero Nate era finito contro Bynum, i Lakers logicamente hanno continuato a chiamare quel gioco a due con cambio automatico dei nostri difensori per gli altri 2 possessi ed è uscito questo miss match.

Ma perché si corrono questi pericoli dietro, concendendo miss match su miss match? Semplice, perché poi si hanno anche in attacco a favore però, questa è la filosofia, peccato che poi spesso succedeva che non era Howard ad andare contro Williams o Chandler, no, lui stava ancorato dentro, ci andavano i vari Bass o Turkoglu contro il nostro 4 e quindi il miss match era nettamente limitato! Però magari accadeva che una volta ogni tanto riuscivi ad averlo, peccato che gli avversari lo avevano sempre a loro favore in attacco.

Se ne potrebbero raccontare a migliaia di queste storielle viste e riviste dai nostri poveri occhi, che tristezza, ma d’altronde mica è colpa sua se non ha anche Rodman e Ben Wallace per fare i cambi in difesa… meno male che quei due mostri sacri non hanno incontrato mai D’Antoni, a quest’ora erano in qualche lega filippina perché siccome non hanno il minimo tiro dalla media-lunga distanza avrebbero marcito in panchina sino al taglio, perché non adatti al Sistema.

Nelle serie con squadre dello stesso valore poi le busca sempre di brutto, perché cmq i coach diventano fondamentali quando i valori tecnici sono simili, le mosse di un coach, le sue scelte, le sue strategie, le scelte tattiche cambiano pesantemente una serie, diventa il fattore-X che fa saltare il banco colui che guida una squadra.

Se poi uno gioca da schifo comunque non lo vedrai mai panchinato se ha un nome, no, lui al massimo fa il cazziatone a Douglas o Walker, mai all’Amare o Carmelo di turno…

Riassumendo: gara con una scelta, una decisione, un cazziatone nello spogliatoio, mai, non sa reagire alle mosse degli avversari. Non è un caso che quest’anno abbiamo dei Knicks che hanno questi parziali uscendo dagli spogliatoi a fine primo tempo: 19 quarti periodi persi – finiti con 13 sconfitte finali contro 6 W finali, le 13 sconfitte i punti concessi in totale sono stati 94 punti, una media di 7.3 punti subiti di differenziale: quelle 13 gare sono state perse con una media di 9 punti -, 15 vinti (11-4) e 3 pareggiati (questo sino alla sconfitta di Boston). In pratica i Knicks escono sempre più scarichi, meno pronti rispetto agli avversari numeri alla mano, e quando perdono il terzo quarto perdono quasi sempre, il parziale subìto diventa alla fine decisivo!

A parte chiedersi poi perché gli avversari escono meglio dagli spogliatoi, il dato preoccupante è che quel quarto è sempre decisivo quando si perde, i punti di differenziale subìti risultano decisivi!!! Quindi si esce impreparati dallo spogliatoio, poco reattivi, poco pronti, sicuramente ci sono dei meriti degli avversari che fanno aggiustamenti (e noi no, ma noi abbiamo il verbo “Let’s Go Let’s Go, Move the ball Move the ball”), ma anche quando si prendono imbarcate ad inizio secondo tempo il nostro coach difficilmente sa cambiare l’inerzia, difficilmente chiama un timeout per controbilanciare le mosse del coach avversario, non riesce ad invertire la rotta, e questo insieme alla poca preparazione durante l’intervallo costa parecchie gare. Non porta mai la partita verso di noi! Non è un caso che quando si vince il terzo periodo poi si vinca quasi sempre (73%).

Ed allora abbiamo un coach che non è certo un genio dell’attacco a meno che non gli dai Nash, Kidd o CP3 (cosa che poi farebbe passare anche me come genio…), non sa neanche disegnare qualche schema da minibasket, non si preoccupa dell’avversario, non sa leggere le partite, il momentum della gara, non ha mai una trovata decisiva, non fa mai una mossa strategica importante, non è un motivatore dato che non lo si è mai visto cazziare il team e cambiare l’andazzo anche durante un semplice timeout (e figuriamoci allora nell’intervallo, giocherà veramente ad Angry Birds!), ma quindi cosa fa di lavoro? Prende 6 milioni di dollari l’anno, è uno dei coach più pagati dell’NBA e non sa fare bene neanche una cosa che dovrebbe fare un coach? In pratica fa il vigile sul pino che decide chi entra e chi non entra (ma sempre con rotazioni prestabilite, giammai con una visione su quello che realmente accade sui 28metri).

Non si capisce quali meriti abbia acquisto nella sua carriera, perdente e mediocre quando non aveva Nash in campo (e ripetiamo, argomentata con fatti, numeri, episodi e non preconcetti che ripetono i pappagalli), non si capisce per quale meriti lui dovrebbe avere i giocatori adatti al suo sistema (che abbiamo dimostrato con numeri, circostanze, avvenimenti e fatti come sia un sistema fasullo che dipende dal playmaker in tutto e per tutto, in definitiva il suo pseudo sistema è il Playmaker), resta un mistero, però meno misterioso in USA che in Italia dove si parla di D’Antoni ancora come genio, forse il lavoro stile Pravda dell’epoca comunista fatto dai suoi amici in Italia serve a qualcosa, siamo contenti di leggere che giornalisti come Bill Simmons (che ha appena intervistato alla Casa Bianca un Obama in gran forma e molto preparato sul basket NBA, e se lui intervista Obama qualcosa vorrà dire no?) prevedono con sarcasmo piuttosto cattivo un Mike D’Antoni prossimo allo sbarco in WNBA……

PS: nessuno ha opinioni basate su simpatia o antipatia personale per Mike ‘Antoni (la D è stata volutamente dimenticata come fanno negli States giocando sul fatto che sia un coach senza D come DIFESA) non conoscendolo personalmente, come invece qualche professionista italiano ha la fortuna di avere, salvo poi commentare partendo appunto da questa amicizia e risultando come minimo poco obbiettivo, cosa che un professionista che svolge questo lavoro avendo migliaia e migliaia di ascoltatori o lettori non dovrebbe mai fare, altrimenti poi si è in pratica un tifoso con tutto quello che comporta e non un giornalista super partes.

PS2: un’ultima cosa… almeno è vero che Mike col suo sistema folle e mediocre gonfia i numeri dei suoi giocatori, la cosa che però nessuno dei suoi amici ha mai detto è che gonfia anche quelli degli avversari e non di poco, se giocassero 82 gare contro le sue squadre i record di Chamberlain crollerebbero in un battito di ciglia, e non per mano di James o Kobe o Durant, no, ma per mano dei giocatori mediocri o carneadi o comunque di livello medio che di colpo diventano fenomeni contro le difese dei team di D’Antoni, non si contano i carrer high o season high subiti dai Knicks in questi 4 anni, sui forum USA ogni inizio di stagione si apre il topic sui carrer o season high degli avversari, salvo stufarsi dopo 25-30 gare perché francamente è avvilente e diventa quasi un lavoro!
Ma io ne voglio ricordare uno piuttosto scabroso tra le decine e decine di umiliazioni subite in questi 4 anni: Mike Dunleavy che segna 36 punti ma non in una gara, ma in ben TRE gare differenti!!!!!!!!!!!!!!!!! Mike Dunleavy che ci spara 36 punti nella stessa annata, 36 punti, e la gara dopo 36 e poi ancora 36, Dunleavy, no, no, non esiste, che vergogna, che scempio, che umiliazione…………………………

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