Alla deriva nel favoloso mondo di mike d’antoni

Stiamo andando alla deriva. Come previsto le quattro trasferte sono state un disastro ed il ritorno al Garden contro Phila non è stato migliore. Contro Dallas non l’abbiamo mai vista, anche se ad un certo punto grazie alle riserve l’avevamo quasi rimessa in piedi, contraddicendo il dogma dei terzi quarti che ci vedono sempre soccombere. Invece di continuare con loro Mike D’Antoni fa rientrare i titolari e i Mavs piazzano l’allungo decisivo. A San Antonio Greg Popovich non ci fa neppure entrare in partita, beccandosi anche un’espulsione quando i suoi erano avanti di una ventina di punti. Questa è stata anche la prima gara senza Tyson Chandler, fuori per problemi al polso che già da tempo gli crea problemi.

Arriviamo così a Milwaukee. Con Amar’e Stoudemire centro, il pick-and-rol con Jeremy Lin e Baron Davis funziona alla grande. Il problema è la difesa: senza Tyson sembra di essere tornati ad un anno fa, quando la nostra area era terreno di conquista per chiunque. Dunleavy, Ilyasova e Jennings scollinano tutti oltre quota 20 punti, ai Bucks non succedeva dai tempi di Big Dog Robinson, Cassell e Ray Allen. Il terzo quarto torna ad essere decisivo: andiamo a riposo sul +4, iniziamo l’ultimo periodo a -10, un differenzale di -14 da brividi. Sarebbe quasi ora che ci dicessero chi vince il torneo di Angry Birds dell’intervallo. Poi 76ers in casa: torna Chandler ma il diffenziale del terzo quarto è di nuovo -14, i cori “Fire D’Antoni” partono a 1:05 dalla sirena di fine gara.

Questo è il solito problema d’antoniano affrontato nel MANIFESTO: hai solo uno schema, pick-and-roll play-centro, gli altri tre sul perimetro ad aspettare gli scarichi. Se offensivamente devi valorizzare qualcun altro, cala il buio. Tyson ha migliorato la nostra difesa in modo per così dire individuale, soltanto con la sua presenza, non perchè è stato creato un sistema difensivo che lo valorizzi, ed in attacco con Stat è anzi deleterio perchè gli occupa gli spazi. La conclusione è questa, anche perchè la controprova c’è stata durante l’assenza di Stoudemire, quando Chandler è stato un fattore anche in attacco. Carmelo Anthony non è dunque neppure da prendere in considerazione visto che o fa il Jason Kapono (come faceva Gallinari) oppure risulta deleterio quanto un Tim Thomas (demotivato) qualunque.

La situazione è deprimente.

Accreditati, senza Lin e JR Smith, del terzo posto ad Est, non siamo qui a disquisire sul perchè stiamo galleggiando intorno alla quinta posizione, no, STIAMO DISCUTENDO SE FAREMO O NO I PLAYOFFS!!! Ad Est sarà quasi impossibile non farli, ma chiediamoci: a questo punto vogliamo farli o no? La mia risposta è NO. Un altro sweep al primo turno? NO, GRAZIE. Quello che si sta perpetrando è a mio avviso uno dei peggiori disastri sportivi di sempre rispetto al talento a disposizione.

JR Smith è stato multato dall’NBA di $25.000 per aver twittato una foto di una donna senza veli. JR è uno a cui vanno dati “pattoni” – leggi schiaffi – dal mattino alla sera anche quando gioca discretamente, così da tenerlo sulla corda. L’altro giorno ha dichiarato che finalmente ha trovato un allenatore che gli dice che ha giocato bene. Siamo  alle solite: se TUTTI prima di d’antoni gli hanno dato dei calci nel sedere facendolo in questo modo rendere – vedi George Karl – d’antoni cos’è, come al solito più furbo degli altri?

Questo spazio, queste righe iniziano a diventare ripetitive e stucchevoli. Quattro anni che vediamo le stesse cose anche se saranno passati di qua un centinaio di giocatori, quindi alla fine si finisce per scrivere sempre le stesse cose. Tra l’altro mi è caro ricordare che “perdere allena a perdere“, soprattutto se si parla di giovani. Meno male che luglio è più vicino di quello che sembra, tra i coach papabili si aggiunge Nate McMillan in uscita da Portland.

Tra le note positive c’è da annoverare un Barone che è arrivato a giocare 30 minuti contro i Bucks. Pare davvero ritrovato fisicamente, anche se con la schiena non si scherza. D’Antoni lo sta provando in coppia con Lin e sembra funzionare, almeno in situazioni tattiche particolari. Steve Novak continua ad essere una sentenza da oltre l’arco, ma anche qui se ci sono schemi per massimizzarlo, bene, altrimenti è deleterio visto che in difesa è un buco nero.

Domani intanto, con la striscia di sconfitte che dice CINQUE, ci presenteremo a Chicago, poi Portland in casa e back-to-back contro Indiana, una al Garden ed una ad Indy. Il record dice 18-23, ci stiamo schiantando come sempre dopo febbraio, quindi ribadisco: avere Duhon, Lee o Al Harrington è come avere Stat e ‘Melo. Sì certo, soltanto nel favoloso mondo di mike d’antoni.

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