… e Playoffs siano!

Settimana piena di emozioni per i Knicks iniziate a Pasqua con la fantastica vittoria contro i Bulls e proseguite con il successo sui Bucks che hanno virtualmente garantito un posto ai Playoffs, salvo cataclismi. Ora si potrà discutere se da ottavi o da settimi, visto che Phila è a solo una vittoria, mentre più difficile sarà andare a prendere i Magic benchè in caduta libera. Persa la seconda gara contro Chicago, vinta facile con i Wizards, è arrivata poi la partita casalinga contro gli Heat che poteva davvero lanciarci alla caccia di Orlando. E’ andata male, pazienza.

Anche in queste ultime partite si sono visti i barlumi di quello che avrebbe potuto essere ed invece non è stato. Gara vinte punto a punto, altre con squadre nettamente inferiori portate a casa con estrema facilità. Per l’ennesima volta: è soltanto quello che chiedevamo dal 25 dicembre ad oggi. Anzi io lo chiedevo pure ai tempi di Nate Robinson e David Lee, non il Titolo ovviamente ma la dignità, vincere contro chi era inferiore e perdere con chi era più forte. Performare il giusto. Partite come quella con i Wizards erano invece lasciate al caso o meglio all’estro dei tiratori, lo stesso motivo per il quale potevi perdere contro i Raptors (e puntualmente ci perdevi) ma magari potevi pure vincere contro i Thunder (accadeva già meno spesso).

Torniamo al presente. Visti gli infortuni si sta andando avanti con Carmelo Anthony da ala forte. In attacco è una situazione che ci avvantaggia e non poco, lo dicono i numeri che il giocatore sta mettendo su e le vittorie. Non paga però nella nostra metà campo sotto forma di troppi rimbalzi concessi. Amar’e Stoudemire è un rimbalzista mediocre per il suo ruolo, ma è comunque meglio di ‘Melo (che invece è un ottimo rimbalzista come ala piccola). Stat anche solo con la sua presenza è meglio averlo lì. In attacco tra l’altro è vero che l’ex-Nugget sta facendo onde ma non si può di certo pensare ad un futuro con ‘Melo come unica soluzione offensiva. Tra l’altro quello della convivenza sarà un argomento da valutare dalla prossima stagione, ma nelle prime gare con Mike Woodson hanno giocato insieme e le cose andavano più che discretamente.

In questo momento di emergenza è chiaro che qualcuno si deve elevare come scorer a fianco di Anthony, con la panchina a garantire almeno 30 punti a serata. JR Smith è il primo indiziato a questo ruolo sebbene parta da sesto uomo e proprio nella vittoria contro i Bulls è stato decisivo nel finale dopo aver sparato a salve per più di tre quarti di gara. Iman Shumpert si è addirittura messo a segnare da oltre l’arco dei 3 punti: cura Allan Houston – lo sta allenando – che sta funzionando a dovere? Contro Wade ha messo su un clinic su come si ruba palla da palleggio in due possessi consecutivi, una roba davvero sensazionale per un rookie. Baron Davis parte titolare ma lascia poi il posto proprio a Shumpert nel portare palla, il Barone ha soltanto un quarto d’ora di discreto basket nelle gambe, è l’ombra di ciò che è stato, ma sapeva.  Assumono così un’importanza fondamentale le bombe di Steve Novak.

15 minuti di Davis, una manciata per Mike Bibby, poi Shumpert a portare palla, risultati che arrivano: ma d’antoni allora perchè piangeva un giorno sì e l’altro anche perchè non aveva un play VERO?

I numeri di Woodson è inutile andarli di nuovo a spulciare, siamo tra le prime 5-7 squadre in tutte le statistiche difensive e prima della sconfitta contro gli Heat eravamo 9-0 in casa, la più lunga striscia vincente dal 1997!!! Il dato forse più interessante ma che passa un pochino inosservato perchè non è prettamente “numerico” è che non abbiamo ancora perso due gare consecutive.

Partita di cuore ed attributi nella vittoria contro Chicago, a -8 a meno di 5 minuti da giocare abbiamo recuperato e vinta ai supplementari in un Garden da lacrime agli occhi. Contro Milwaukee idem, eravamo sulle gambe e la difesa a fare comunque la differenza. contro gli Heat l’imbarcata è arrivata soltanto nel finale, quando in vantaggio 79-75  un paio di fischi o mezzi fischi a sfavore ci hanno impedito di allungare e Miami ha piazzato un 18-6 decisivo, grazie pure ad un Tyson Chandler acciaccato dopo una botta al ginocchio e chiaramente claudicante. Ci sta, ci sta, non è questo il momento in cui dobbiamo giocarcela con loro.

Capitolo infortuni: Stat si sta allenando “con contatti” da giorni e chi l’ha visto – tipo un utente del FORUM direttamente al Garden – dice che pare stare benissimo. Il rientro sarebbe dovuto essere venerdì scorso, ma si parla ora del 20-22 aprile. Jeremy Lin inizierà ad usare la cyclette domani, chi si pensa si rivederlo per un remoto secondo turno di Playoffs è fuori strada.

Ultimi dieci giorni di regular season. Si inizia con Boston e New Jersey in back-to-back. La prima in casa, la seconda fuori, così come le successive due a Cleveland e Atlanta. Poi arriva in città Chris Paul ed i Clippers; infine chiusura a Charlotte. Orlando è ora 3.5 gare con un calendario non semplicissimo, ma mi sa che ormai sarà o Chicago o Miami: padella o brace? Comunque vada, GO NY GO!!!

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