Gara-4: Knicks 89, Heat 87 – Closer

Tutti aspettavamo lo sweep ed invece è arrivata la prima vittoria ai Playoffs dal 29 aprile 2001 con un’ottima prova del duo Anthony-Stoudemire (41 punti il primo, 20 più 10 rimbalzi il secondo).

E dire che le occasioni per mollare gli ormeggi e pensare alle vacanze anticipate ci sono state. Miami piazza un secondo periodo da 26-18 andando a riposo sul 44-38. Si è anche sotto di più di 10 punti, ma la reazione di New York c’è. ‘Melo si prende esattamente gli stessi tiri delle altre gare, con una differenza: stavolta entrano. Stat, con la mano sinistra ampiamente fasciata, gioca con un fuoco dentro che ti fa ancora più venire il nervoso per le volte in cui non glielo vedi… e – udite udite! – si fa apprezzare pure in difesa in momenti in cui Chandler, con 5 falli, deve per forza frenare la sua generosità.

Nel punto a punto degli ultimi minuti vince chi ha il closer migliore: noi. Alla fine è Anthony che ce la porta a casa nonostrante abbia la possibilità di chiuderla ancor prima se non fosse che in lunetta – per un (generoso) fallo subìto da oltre l’arco – fa solo 1/3. E’ poi Dwyane Wade a sbagliare il tiro sulla sirena, a dire il vero una conclusione mal consigliata. Wade è 1/7 nell’ultimo minuto o nell’overtime nelle ultime due post-season, James è 3/6.

Facile fare dell’ironia sulle batterie scariche degli Heat. Lebron e Wade sono stati visti, la notte precedente la partita, al 40/40, locale di proprietà del noto rapper Jay-Z, proprietario di minoranza, tra l’altro, dei nuovi Brooklyn Nets. Ironizzando ulteriormente si può dire che un “Cugino Net” ci ha fatto un grande favore!

Purtroppo però la sfortuna continua a tenerci compagnia: Baron Davis si è gravemente infortunato al ginocchio ed ha abbiandonato il campo in barella. Vista la dinamica dell’incidente il pensiero è corso a Shawn Livingston e a quelle immagini che fecero il giro del mondo con il ginocchio che cede da solo, senza contatti. Per il Barone è facile ipotizzare la fine della carriera. Mike Bibby ha dovuto così sobbarcarsi parecchi minuti, realizzando anche una tripla in un momento topico davanti alla panchina degli Heat portandoci avanti 84-81, una sorta di rivincita dopo lo scarso utilizzo dello scorso anno.

Chiaramente è inutile illudersi. E’ stato il classico gol della bandiera, ora si tornerà a Miami dove gli Heat chiuderanno la pratica. Nessuno nella storia è mai riuscito a rimontare uno 0-3 ed anche facendo finta di dimenticarsi la forza dei nostri avversari, è un’impresa che non riuscirebbe neppure contro i Bobcats. “I record sono fatti per essere infranti” ha tuonato Tyson Chandler a fine partita “Dobbiamo pensare positivo e seppur obiettivamente un traguardo fuori portata c’è soltanto da ragionare partita dopo partita“. Inutile sperare nel rientro di Jeremy Lin, tanto è vero che i medici non gli hanno ancora dato il nulla-osta per un allenamento 5vs5, figurarci per una partita competitiva.

Toccherà dunque a Bibby partire da play titolare per l’ennesimo diverso starting-five di questi playoffs.

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