Stat out, cambiano prospettive ed ambizioni?

E’ di ieri la notizia che Amar’e Stoudemire dovrà star fermo per almeno 2-3 settimane per la rottura di una ciste di Baker dietro al ginocchio sinistro. Googlando in giro per il web ho trovato che sia un infortunio abbastanza comune tra gli atleti, ma che può essere recidivo in soggetti predisposti o che hanno subìto interventi chirurgici invasivi e guardacaso il problema è sorto al ginocchio che i Suns e gli Heat volevano assicurare con la famosa clausola dei 2’200 minuti giocati per garantire il quarto e quinto anno di contratto.

Andiamo con ordine. Knicks dei Big-Three – più una nuova versione della “Mobb Deep” ancora più profonda – prontissimi al training camp, anzi i giocatori anticipano il tutto di una settimana con un camp privato per trovare coesione e chimica. L’unico non arruolabile è Iman Shumpert per la riabilitazione al ginocchio. Pronti via e subito Ronnie Brewer sotto i ferri: artroscopia al ginocchio. Marcus Camby, stiramento ad un polpaccio. Poi Stat, prima con non meglio specificati problemi ad una caviglia, poi al ginocchio per un colpo subìto in allenamento, stando al bollettino medio ufficiale. Arriva la prima gara di preseason e tutti a specificare che “non giocherà, ma se fosse stata regular season, sì. Stop solo precauzionale”. Giorno dopo, JR Smith si presenta alle facility del team con uno stivale protettivo, guaio ad un tendine d’achille: ad oggi non si allena. Paradossalmente, fatta eccezione per Camby, tutti gli infortunati sono tra i più giovani del roster, alla faccia degli ultratrenenni descritti ormai come mezzi decrepiti.

Stoudemire rientra alla terza gara e 42 punti degli 88 segnati portano la sua firma e quella di Anthony, il che vuol dire poco o nulla a livello di preaseason però proprio schifo non fa, soprattutto perchè Stat mette su un 8/11 dal campo. Ieri appunto la notizia della ciste. Ora solo Dio sa quanto importante a New York è partire bene a livello di stampa e tifosi: se fossero “solo” tre settimane di stop sarebbe già un problema, figuriamoci un mese o più. Personalmente ritengo che gli step/obiettivi per questo team sono (fossero?), nell’ordine:

1. Superare le 50 vittorie;

2. Vincere l’Atlantic Division;

3. Arrivare secondi/terzi nella Eastern Conference (quasi automatico se si vince la Division);

4. Finale di Conference.

Si inizierà con Brooklyn, Miami in back-to-back e Phila due volte, ancora in back-to-back, il tutto in cinque giorni. Immaginarsi un 1-3 non è da pessimisti. Come reagirebbero stampa e fans? Alla vigilia spingevo molto sul discorso delle chiacchere – e scuse – che stanno a zero, di certo però questa di Amar’e è la peggiore notizia che potesse arrivare. Purtroppo inizieranno confusioni tattiche (‘Melo da 4) che unite agli infortuni saranno alibi per la squadra e benzina da gettare sul fuoco per i detrattori.

Al partito del “ve l’avevo detto” sul contrattone offerto ad un injury-prone come Stat (che comunque dopo il noto infortunio al ginocchio nel 2005 fino al 2011 non aveva mai saltato significativi filotti di partite, fatta eccezione per il problema alla retina che nulla ha a che vedere con lo stress di un’atleta professionista in senso stretto) cito Steve Kerr:

“Non potevi andare dai fans e dirgli “ecco abbiamo rifirmato David Lee”. Lee è un buon giocatore, sottovalutato e per i futuri 5 anni offriva garanzie più alte di Stoudemire in quanto a salute . Dopo due anni di sofferenza (che poi erano 10 a ben vedere, ndr) ed il rifiuto di LeBron oltre ai fans dovevi accontentare sponsor e vendere biglietti: Stat era semplicemente il meglio rimasto sulla piazza. Il problema è che ora c’è il rischio di vedere per i prossimi anni una situazione molto simile a quella di Jermaine O’Neal. Per come erano messi i Suns nel 2010, ci stava non correre questo rischio. Per i Knicks, questo discorso non valeva.  IL RISCHIO ANDAVA CORSO E LA RITENGO UNA GIUSTA MOSSA”.

Il resto è fuffa, di “col senno di poi” ne sono piene le fosse. Andavamo con Carlos Boozer che se Stat sta bene ce ne vogliono minimo tre di Boozer per farne uno di Stat? Rifirmavamo Lee? L’amnesty usata per Billups è stata un errore? senza non sarebbe arrivato Chandler che a conti fatti è quello che ha avuto più impatto dei Big-Three.

Se fosse davvero una situazione alla Jermaine O’Neal? Il problema è che questo contratto non è assicurato e per l’ultima volta ribadisco che Federico Buffa si è sbagliato sulla questione 2’200 minuti: il contratto con i Knicks NON ha questa clausola. Paradossalmente converrebbe che si ritirasse in stile Allan Houston per averlo fuori dal cap tra 18 mesi, ma a quel punto tanto vale usarlo eventualmente come merce di scambio per qualcuno che vorrà svuotare il cap nell’ultimo anno di contratto. Per questo motivo vale la pena farsi qualche domanda. Con il rischio di passare per catastrofista, ORA CHE SI FA?

Aborro Anthony da 4, idem il giocatore. Giocoforza però dovrà adattarsi, a meno di andare con il 40enne Kurt Thomas da starter a dividersi i minuti con Camby, ma allora ci sarebbe un buco da cambio di Tyson Chandler. A chi “no problem, c’è Copeland” dopo il trentello contro le terze linee dei Celtics l’altro giorno, manco rispondo. Sheed non lo prendo in considerazione fino a nuovo ordine. Con Anthony ala forte c’è il problema esterni dal momento che è fitto il mistero sulle condizioni di Smith, il quale ha per ora partecipato soltanto alla prima gara prestagionale. La coperta a questo punto è corta, senza contare che abbiamo visto l’anno scorso cosa vorrebbe dire offensivamente puntare soltanto su ‘Melo: dopo un mese avrebbe già esaurito le forze tra botte e troppi minuti giocati. Palla a lui, raddoppio, scarico… a chi? e poi?

Il problema infatti non è soltanto quello che rappresenta Stoudemire in campo (c’è pure chi lo ritiene di troppo e che dovrebbe uscire dal pino come un JR qualunque, quindi se ne sentono di ogni) ma chiaramente a livello di quello che ti blocca come acquisizioni: Knicks versione Dallas con ‘Melo/Dirk, Chandler, Kidd e JR/Terry? A parte l’età di Kidd, i $20M di Stat erano utilizzati per giocatori funzionali al progetto, se invece li dai solo ad uno, ovvio che questo o sposta o sei fregato.

Arriviamo dunque alla domanda del titolo: tocca cambiare prospettive ed ambizioni? Purtroppo la risposta è sì, se Stoudemire è fuori o comunque è quello irriconoscibile dello scorso anno – e la beffa è che si è presentato al camp in una forma fisica mostruosa. Il massimo traguardo raggiungibile passa dalla Finale di Conference ad arrivare ai Playoffs con il quinto/sesto posto e tentare di superare un turno. Non potendo più fare affidamento sul #1 è chiaro che sarebbero altri due anni di attesa prima dell’ultimo anno dei contrattoni dei Big-Three, con l’idea che ‘Melo verrà rifirmato, Tyson valutato (se fisicamente è integro puoi anche pensare alla conferma) e Stat scambiato perchè appetibile per via della scadenza. Due/tre anni – ripeto – con obiettivo massimo di un passaggio di turno in post season. Per assurdo tanto varrebbe tankare, cosa che a New York non succedeva quando il talento del roster era molto più basso, figurarci ora (sul perchè basta interpretare le parole di Kerr).

Purtroppo la vita del tifoso bluarancio è questa, delusioni su delusioni, vuoi per incapacità della dirigenza, vuoi per la sfortuna che spiace sempre chiamare in causa perchè la ritengo un concetto che va bene per i perdenti, però se guardiamo gli infortuni patiti negli ultimi 12-18 mesi – senza tornare ai McDyess o alla schiena del Gallo – resta difficile non biasimare la dea bendata… e così ti devi attaccare ad una partita di metà stagione contro i Bulls vinta all’overtime per gioire almeno un po’, rivedendoti ciclicamente quelle immagini grazie a Youtube.

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4 commenti

  1. Il nodo “Melo da 4″ viene al pettine? « New York Knicks Italia
  2. In linea con gli obiettivi, ma per quanto ancora? « New York Knicks Italia
  3. New York Knicks Italia
  4. Stat di nuovo fuori: le prospettive | New York Knicks Italia

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