Partenza bruciante, non accadeva dal 1999

I Knicks iniziano la stagione con tre vittorie nelle prime tre gare giocate: non sono stati capaci di tanto per ben 13 anni. Mai invece nella loro storia i primi tre successi sono arrivati con vantaggi tutti in doppia cifra. Il 3-0 tra l’altro è frutto di veri e propri blowout contro Miami e due volte Philadelphia, squadre che l’anno scorso hanno fatto i Playoffs e che quest’anno sono accreditate di rifarli (per gli Heat è chiaramente un eufemismo).

La palla gira che è un piacere – uscendo spesso dal post-up di ‘Melo appena arriva il raddoppio – merito soprattutto del doppio playmaker Kidd-Felton utilizzato da coach Woodson. Si discute molto sulle percentuali irreali tenute da oltre l’arco, soprattutto nelle prime due partite. Vero ma credo (e spero) fino ad un certo punto. Sì è abusato del tiro da 3 ma otto volte su dieci il tiro arriva dal giropalla, dall’extrapass degli esterni, con spazio: un pro NBA dovrebbe avere la tendenza a metterla anche se non stiamo parlando di Novak. Addirittura Felton dopo la prima vittoria contro Phila ha parlato tra il serio ed il faceto di “troppi passaggi”. E’ vero, si cerca il passaggio in più con insistenza quasi maniacale, ma per ora va bene così, siamo all’inizio e certi meccanismi vanno oliati (già alla terza gara questa specie di nevrosi è già saltata meno agli occhi), soprattutto se la stagione l’hai preparata per avere nei tuoi ingranaggi Stoudemire.

Lo scarto medio sfiora i 20 punti e si è sempre scollinato oltre quota 100. Visto che il nostro punto di forza è la difesa mentre in attacco ci mancano i 18-20 punti di Stat, la sensazione è che se riusciamo ad andare in tripla cifra è difficile batterci. Bene tutti i veterani, ognuno fa il suo: mi ha sorpreso Kidd per la sua freschezza a dispetto dell’età – freschezza portata verosimilmente dalla mente che sopperisce al corpo – e Prigioni, veramente un “rompiscatole” per gli avversari, sempre attivo per rubare palla. Menzione anche per Kurt “Crazy Eyes Dirty Kurty” Thomas, ancora un maestro nelle posizioni difensive.

Ci sarebbero tante annotazioni sparse per i match, ma come al solito per la più stretta attualità rimando al FORUM dal quale copio soltanto un mio post sulla partita di Phila e le impressioni che mi ha lasciato:

– Sotto in doppia cifra all’inizio, ci si mette lì e con la difesa si rosicchia lo svantaggio.

– ‘Melo ha preso tanti rimbalzi nel primo quarto quanto Stat e Bargnani insieme in 2 partite (just chilling)

– Per la storia dei tiri da 3 è vero che se ne abusa e quando non entrano sono kazzi, ma senza i punti in the paint di Stat questi siamo e poi ribadisco sono presi consapevolemente e con 2 metri di spazio, ok possono non entrare ma Kidd, JR e Felton non sono Novak ma con tanto spazio non hanno propriamente la mano-de-pedra… per dire Young ne ha messi un paio allo scadere dei 24″, noi ‘ste robe le vedevamo con D’Antoni, ora no.

– Finalmente più cercato il pick-and-roll Felton-Chandler.

– Tyson ha giocato entrambe le gare contro Phila con l’influenza passando i pre e post gara reidratandosi, eppure la difesa ha funzionato alla grande.

– Brewer versione Bowen, difesa e qualche bomba qua e là, quello che avremmo sempre voluto.

– Non mi è piaciuto l’atteggiamento sul +20/+17 del terzo quarto in cui hai un paio di second chance e le sprechi con tiri sconclusionati invece di mangiare secondi e riposarti… cioè quello al massimo lo fai al massimo a 5′ dalla fine della partita.

Su Anthony da 4 beh io ho ancora parecchie riserve, ma dobbiamo fare di necessità virtù, questi siamo e presumo questi saremo, non avere Stat è come sedersi virtualmente ad un tavolo di poker con in tasca $20 milioni in meno quando gli altri ne hanno quasi tre volte tanto, giochi ad handicap. Per me l’inserimento di Amar’e non era così impossibile per quello che ci vede in campo, a questo punto spero almeno di recuperalo come sesto uomo per inserirlo in situazioni tattiche particolari tipo questa:

post-up di ‘Melo, raddoppio, scarico, difesa che si muove, gli esterni cambiano lato, 2 metri di spazio, bomba. Ora questo va bene finchè funziona, nel senso che a parte Novak abbiamo tutti tiratori di striscia e quando non entrerà sarà dura perchè non abbiamo un Wade che entra con la moto.
Con Stat: post-up Anthony, non arriva il raddoppio, lavora lui, ok. Raddoppio, scarico, difesa mossa, giro palla che vediamo. Poi lì o arriva la bomba o ci fosse Stat non ci starebbe un repost oppure una ricezione dimamica sulla linea di fondo da parte di Amar’e? Intanto ‘Melo esce oltre la linea da 3 punti, svuota l’area, il suo difensore lo deve seguire, se la difesa mossa il difensore va invece ad aiutare su Stat, quest’ultimo può riaprire x Melo. Se arriva il raddoppio dell’esterno e si ripropone la stessa situazione di ‘Melo, riapri arrivando con il giro palla ad Anthony nel medisimo modo, o se vedi che la difesa, muovendosi, lascia un buco, un Felton si butta dentro, va al ferro o scarica per un esterno che anche qui con la difesa mossa magari trovi libero.

Tornando al nostro head coach, sotto la sua guida siamo 21-6 per quel che concerne la regular season. Alla cacciata di D’Antoni ed ai primi successi di quello che fino a quel punto era il suo assistente, i più si sono prodigati a far notare come sia normale godere di successi vista la spinta psicologica, ma che poi tutto sarebbe rientrato dai ranghi perchè dalle rape non si ottiene il vino. Chiedo: l’effetto sta ancora durando, dopo 27 gare ed a cavallo di due stagioni? Tra l’altro tra le mura del Garden il record è 14-2, Playoffs compresi. Le uniche due sconfitte portano la firma degli Heat.

Aleggia intanto un fitto mistero su Stat: ma dove diavolo è? Auspicavo una sorta di sua conferenza stampa all’annuncio del lungo stop, invece non si vede neppure al seguito della squadra durante le partite. Ricordo che è il capitano di questa Franchigia. Atteggiamento a dir poco da rivedere, a meno che non ci siano fondati motivi che di qua non ci è dato a sapere.

Concludendo, questa partenza bruciante non ci deve far perdere di vista i limiti e di conseguenza gli obiettivi, che come ho già scritto la settimana scorsa si sono ridimensionati ad un quinto/sesto posto finale. Tuttavia, per creare un po’ di pepe alla stagione, personalmente rialzo l’asticella a 50 vittorie. -47 all’obiettivo. GO NY GO!

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