Questi Knicks fanno sul serio?

Mike WoodsonLa risposta è sì. il record dice 8-1, la stessa partenza degli anni dei due Titoli. Voliamo basso: per quel che mi riguarda – non mi stancherò mai di ripetere – il roster attuale senza Stoudemire e Shumpert vale al massimo un quinto/sesto posto ad Est ed un turno superato ai Playoffs. Però questo 8-1 è REALE, sono stati senza mezzi termini otto blowout e l’unica sconfitta è arrivata a Memphis in un back-to-back contro la squadra più in forma della Lega, restando in partita per almeno metà del suo svolgimento prima di un tecnico ad Anthony che ha dato (più psicologicamente che tecnicamente) il là ad un parziale sub’to di 19-1 che ha chiuso i giochi.

Che questo record non sia un fuoco di paglia a mio avviso lo dimostra l’aspetto difensivo. Tutte le statistiche “di settore” ci vedono – se non in testa – almeno nelle prime tre/cinque posizioni. Le gare non si stanno vincendo 142 a 141 che potrebbero far pensare che il giorno che la spicchia non entra calerà il buio, ma con la difesa, e questa normalmente non è una cosa che viene o che va. Ora quando si vince lo si fa sempre in doppia cifra, ma nulla ci vieta (?!?) di pensare che punto a punto non avremmo lo stesso rendimento in quanto a risultati. Gregg Popovich dopo aver perso in casa subendo un parziale di 25-8 negli ultimi 7 minuti (non gli succedeva dal 2003): “C’è una ragione per la quale i Knicks sono (allora) 6-0: guidano la Lega in punti concessi ed in palle rubate”.

Altre statistiche interessanti passate in TV durante la gara texana per quel che concerne i primi quarti: primi in punti segnati; secondi in percentuale al tiro; primi in percentuale concessa. Il coaching staff sa il fatto suo nel preparare le partite.

Il record attuale andrebbe valutato agganciandolo a quello dell’era Woodson, che complessivamente dice 26-7. Altro aspetto positivo: sotto la gestione dell’ex coach degli Hawks non abbiamo mai avuto strisce negative. Raramente si sono viste partite in cui abbiamo sottoperfomato, forse un paio l’anno scorso e non hai mai la sensazione che il carneade di turno esploda e ti infligga una sconfitta. Chiaro può succedere e magari succederà, ma finchè saremo in orbita “una tantum” è accettabile su più di 80 partite da giocare. Prima, con D’Antoni, accadeva troppo spesso.

Nessuno fino ad ora ha dovuto caricarsi la squadra sulle spalle per gettare il cuore oltre l’ostacolo. Anthony lo fece sul finale della scorsa stagione con Lin e Stat infortunati e con ottimi risultati, ma quella era l’eccezione, la Superstar che in quanto tale ti può anche vincere la gara o una striscia di queste. Fino ad ora non ne abbiamo avuto bisogno (a San Antonio ‘Melo ha chiuso con 9 punti ma la vittoria è arrivata lo stesso) ed anzi i minutaggi sono – così a memoria – tra i più bassi in carriera per quasi tutto il roster. Ciò ci permette anche di centellinare i veterani, fatta eccezione per Kidd e Sheed che sono quelli in pratica che sostituiscono gli illustri infortunati.

Grazie al doppio play, oltre ad una migliore circolazione di palla, possiamo vantarci di avere un irrisorio numero di palle perse, tanto che in tutte le nove gare fin qui disputate gli avversari ne hanno sempre perse di più: questo pareggia la miglior striscia iniziale per una squadra NBA dal 1991 ad oggi. Contro gli Spurs la panchina ha giocato per 80 minuti, turnovers concessi: ZERO.

Sorprendente JR Smith, fin qui legittimo candidato al premio come sesto uomo dell’anno e che ha passato più gare senza sbagliare un singolo tiro da tre. Interpellato sul suo rendimento ha candidamente ammesso che non frequenta più i club newyorkesi con la stessa assiduità della scorsa stagione. Viva la sincerità. Tra gli “up” sicuramente la forma di Wallace: alzi la mano chi a due anni dal ritiro poteva anche solo immaginare che potesse dare ancora così tanto in campo.

Scommessa vinta anche con Raymond Felton. Non voglio infilare il naso in casa d’altri, probabile che per questioni extra-basket (per loro, per i Rockets) sia una classica win-win situation, ma sono felicissimo del rendimento del nostro play di ritorno. Sta facendo tutto quello che si ci aspettava da lui.

Tra le note negative che per ora fortunatamente non stanno incidendo c’è la mano fredda di Novak, sesto a roster tra le percentuali al tiro, quello che dovrebbe essere chiaramente il suo punto di forza anche perchè è l’unica cosa che in teoria sa fare. Se questo sia un “semplice” slump o qualcosa di costante per ora è difficile capirlo, ma così francamente non serva a nulla.

Altro punto su cui lavorare è la testardaggine che ancora dimostra Anthony in alcuni momenti della gara, soprattutto se sollecitato da qualche fallo. Tende ad impuntarsi nella soluzione personale caricando a testa bassa anche se triplicato. Fatti salvi quei 20 tiri che “deve” prendersi, sto parlando di soli 3/5 minuti a partita, quando capita, che potrebbero essere evitati. Per il resto anche lui cerca spesso l’extrapass che magari non finisce sul taccuino sotto la voce assist perchè il compagno ne effettua un altro.

‘Melo inoltre ha avuto in alcuni frangenti problemi di falli, prendendo il quarto troppo presto, costringendolo a panchine premature rispetto ai cambi preordinati, facendogli perdere ritmo in attacco oltre ad innervosirlo. Era ed è uno dei punti deboli della sua collocazione in ala grande, così come i problemi di squadra a rimbalzo. Il problema è che spesso c’è da mettere in cantiere un fallo di sfondamento in quei minuti in cui “sbarella”, quindi i falli dovuti al diverso tonnellaggio rispetto ai pariruolo più grossi diventano deleteri. Ripeto fino ad ora non abbiamo avuto bisogno di un Anthony che performa da Superstar (se i 29 punti in 28 minuti a New Orleans possono essere definiti “di amministrazione”, ma sono arrivati con una scioltezza disarmante), ma a me questa soluzione continua a lasciare dubbi, anche se oggi è giocoforza inevitabile.

La credibilità di questo team in USA è ormai consolidata, qui in Italia un po’ meno, ma fa lo stesso. Tutti bramano di vederci con Stat. A mio modo di vedere questa è più una gufata che non una curiosità tecnica. Oltreoceano la letteratura sull’importanza del ritorno del #1 si spreca, qui l’ultima in ordine cronologico: http://bleacherreport.com/articles/1398001-despite-stellar-start-the-knicks-will-need-stoudemire-and-shumpert-to-compete

Noi tifosi invece godiamoci questi momenti di “noia”, in cui ci sono anche 20 minuti di garbage time come non ricordo di aver visto da quando seguo questi colori… GO NY GO!!!

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2 commenti

  1. SkydAnc3R

     /  27 novembre 2012

    Flessione in queste ultime gare, ora sotto con Bucks e Wizardsn per chiudere il mese 11-4!

    Rispondi

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