Bollettini medici dal (vincente) nosocomio bluarancio

L’avversario numero uno dei Knicks sono diventati gli infortuni. Nelle ultime due gare, contro Phoenix e Sacramento, gli assenti potrebbero tranquillamente essere un quintetto che attenterebbe alle 40 vittorie stagionali: Felton, Shumpert, Anthony, Stoudemire e Wallace, con Camby appena rientrato dopo più di un mese di assenza. Nonostante tutto stiamo tenendo botta, perchè se è vero che nelle ultime otto il record è 4-4, delle prime otto di dicembre è arrivata un’unica sconfitta, e dire che il calendario di dicembre era bello tosto. Il record complessivo di 21-9 ci mantiene in seconda posizione ad Est ed ancora nettamente al comando dell’Atlantic Division.

Come sempre inutile dilungarsi troppo sulle singole partite, invito nuovamente a seguire il FORUM per trovare giornalmente – e spesso live – le impressioni su queste. Spiccano comunque le prestigiose vittorie a Miami (peggior scarto interno subìto dagli Heat dei “Tre Amigos”, il tutto senza Anthony), contro i Lakers, poi contro Minnesota in una gara tutta cuore, ed i due buzzerbeater di JR Smith – primi in carriera – a Charlotte e Phoenix. Male invece le due sconfitte senza appello contro i Bulls (con Thibodeau che porta letteramente a scuola Woodson) ed il blowout patito in casa dai Rockets. Detto questo, preme analizzare complessivamente la situazione e diventa perciò imprescindibile occuparsi dell’infermeria. Se di Shumpert sapevamo già alla vigilia, il resto sta diventando una tragedia greca.

L’ultimo in ordine di tempo a chiamarsi fuori è stato Raymond Felton per problemi assortiti ad entrambe le mani che durante la gara di Natale si sono trasformati in una frattura di un dito della mano destra. Non si sa se si potrà scongiurare un intervento chirurgico, nel qual caso si parla di 4-6 settiamne di stop. Si sarebbe dovuto fermare almeno da cinque gare, ma ha stretto i denti. Tanta dedizione è però passata inosservata perchè le sue percentuali al tiro sono precipitate a fronte dei tanti tiri presi e lo hanno fatto criticare oltremodo, ignorando l’ovvio a mio avviso: ci sono quella quindicina di tiri di Amar’e che qualcuno, anche giocoforza, deve prendersi. Finchè c’era Sheed, e Novak non veniva isolato dalle difese avversarie – ha un uomo appiccicato addosso, diventando così inutile dal momento che poi in difesa è deleterio – erano loro insieme al play da North Carolina a dividerseli. Ora tocca a lui, in assolo, e con problemi fisici lo slump ha una giustificazione. Le difese avversarie avevano anzi iniziato a battezzarlo, sia da fuori che dalla media, a ragione.

Carmelo Anthony ha una caviglia in disordine che l’ha tenuto fuori a più riprese in questi ultimi 30 giorni, ed ora pure un fastidio ad un ginocchio. ‘Melo ha, da inizio anno, altri tipi di problemi: i falli. Se è vero come scritto in passato che giocando da 4 sarebbe stato più incline nel commetterli, ora si sta un pochino esagerando. Con più di 3 falli a gara è tra i top-15 NBA. Tyson Chandler è anch’esso ad oltre 3 fischi ad allacciata di scarpe, ma il dato inquietante è che tra i primi 50 della Lega in quanto a falli i due sono gli unici che hanno vinto la medaglia d’oro a Londra con il Team USA ad essere presenti. Contro Chicago, Anthony è stato pure espulso per doppio tecnico, poi la NBA ne ha rescisso uno a bocce ferme. Lebron James ha passato 8 partite per un totale di 254 minuti senza vedersi attribuire un fischio, per la cronaca. Ciò fa credere che l’ex-Syracuse non sia tutelato dagli arbitri come un candidato MVP normalmente è… oppure possiamo continuare a scrivere che l’NBA non è una Lega da e per Superstar e far la figura degli italiani medi che si attaccano agli abritraggi.

Anche di Amar’e Stoudemire sapevamo. La cosa positiva è che dopo essersi anche allenato con il team affiliato della D-League pare pronto al rientro per la prima gara del 2013, contro Portland. Resta da vedere, oltre alla tenuta fisica e quanto quest’ultimo infortunio lo condizioni in in atletismo, se coach Mike Woodson troverà la quadratura del cerchio per farlo giocare titolare o se subentrerà dal pino. Interpellato sull’argomento il giocatore si è detto pronto alla seconda opzione, ma intanto l’infortunio di Felton potrebbe rallentare l’inserimento di Stat nei meccanismi dei Knicks, dal momento che abbiamo ancora negli occhi il pick-and-roll tra i due un paio di stagioni fa.

Iman Shumpert pare aver accelerato i tempi per un ritorno anticipato, rispetto a quel fine gennaio/inizio febbraio che fino ad una quindicina di giorni fa sembrava l’obiettivo massimo. Questo perchè stiamo soffrendo contro squadre che hanno esterni atletici (vedi i Rockets) ma anche perchè Ronnie Brewer, dopo un incoraggiante avvio, è anch’esso in pieno slump: non la mette più, mentre quei 5-6 punti te li garantiva, oltre a non incidere a livello difensivo, il suo punto forte. Anche lui non sta benissimo e forse sta pagando il rientro affrettato dall’intervento in artroscopia al ginocchio poche settimane prima dell’inizio della stagione. Lo stop di Felton metterà ancora più pressione sul recupero di Shump? probabile, l’importante è non fare errori dettati dall’emergenza, perchè l’infortunio di Iman è qualcosa di molto, ma molto serio e rischia di compromettere una carriera se non trattato correttamente fino all’ultimo giorno utile.

Quel che è certo è che servono forze fresche e le recenti sconfitte forse non sarebbero arrivate con presenti due a caso tra i citati infortunati o Rasheed Wallace (infortunio non meglio specificato “da stress” ad un piede, non si tratta però di frattura). Queste statistiche, infatti, parlano da sole:

– Senza ‘Melo o Sheed o entrambi siamo 6-5 (sconfitte due volte con i Bulls, due con i Rockets e una con i Lakers); quando ci sono entrambi siamo 15-3;
– Con presenti ‘Melo, Tyson, Sheed, Felton, Kidd, Prigioni, JR, Novak, Brewer, siamo 12-1, se manca uno il record è 9-7;
– Contro squadre con record superiore al .500 e con presenti ‘Melo, Tyson, Kidd, Felton, Brewer, JR, Novak, Prigioni e Sheed siamo 5-1, senza uno di loro 5-6.

ULTIMISSIME: Il rientro di Anthony, Stoudemire e Wallace è previsto per il primo gennaio contro i Blazers, mentre Shumpert inizierà ad allenarsi “a tutto tondo” con il team al primo workout utile (comunque nessun contatto di gioco per lui, per ora).

Ritengo che il 21-9 sia un record di cui andare fieri. Il giorno della notizia che Stat avrebbe saltato i primi due mesi della stagione scrissi che l’obiettivo massimo passa da superare le 50 vittorie, vincere l’Atlantic ed arrivare in Finale di Conference, ad un 5/6 posto ed un turno di Playoffs superato, magari non tanto per Amar’e in se, ma per quello che chiama – e blocca – a $20M a stagione (a quelle cifre o sposti o è un fardello che non ti puoi portare dietro cullando sogni di gloria). Dire che finora abbiamo tenuto botta non rende giustizia al lavoro di Woodson e dei suoi ragazzi. Si è sovraperformato grazie al tiro da 3? La letteratura cestistica che ci occupa di attualità è ormai piena di spiegazioni del perchè questi tiri sono bene costruiti e del perchè vadano dentro. Quando non entrano, poi, di “imbaracate” clamorose prese non se ne sono viste tante perchè che il tiro entri o meno abbiamo sempre continuato a fare il nostro gioco, concentrati e focalizzati sull’obiettivo, attenti a non perdere troppi palloni. Con il rientro di tutti gli infortunati – anche se questa frattura di Felton non ci voleva – migliorerà anche il gioco dentro l’area, si aprirà il campo, si potrà tornare ad alzare l’asticella.

Menzione finale per JR Smith, come detto autore di due favolosi buzzerbeater che ci hanno dato due vittorie importantissime (l’ultima la vedrete più in basso). Sento tanto parlare di premio per il miglior sesto uomo da giocarsi con Jamal Crawford e Kevin Martin, ma questi ultimi entrano e sanno fare – benissimo per carità! – solo una cosa: segnare. JR sta facendo di tutto, grande effort in difesa, ultimamente pure qualcosa in cabina di regia, il tutto fatto in maniera così morigenata che pare il suo compagno Jason Kidd. Per me è lui il vincitore del premio a mani basse già ora.

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3 commenti

  1. Enrico

     /  28 dicembre 2012

    Ottime osservazioni, estremamente condivisibili. La cosa che va sottolineata è che, constatato il trend attuale di infortuni ed acciacchi, non possiamo aspettarci di arrivare al completo ai play off. Spaventa il fatto che praticamente tutti – a parte Jr, Pablo e Cop, hanno saltato qualche partita, segno che non siamo una squadra integra. Data l’età, probabilmente. L’età avanzata porta con sè vantaggi, il tiro da 3, le poche palle perse, la solidità mentale, carisma, la gestione dei finali: sono frutto dell’esperienza. D’altra parte, l’età è pure sinonimo di acciacchi e beghe fisiche.. Mi riferisco a Camby e a Sheed in particolare, ci sono mancati come non mai, pure non essendo dei fenomeni, dato che non abbiamo dei 4 in squadra. Ed a spendere i falli di un 4 ci abbiamo spedito il buon Carmelo..

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    • SkydAnc3R

       /  29 dicembre 2012

      Condivido, Sheed e Camby si danno per scontato che siano vecchi e quindi non ci fai tanto affidamento, inconsciamente, poi però quando li vedi in campo te ne accorgi!
      Sugli infortuni se ci fai caso a parte Sheed e Camby gli altri ad essersi infortunati sono tutti under 30. C’è una componente di sfortuna in ciò, oltre forse di gestione: Anthony non ha giocato sia per la caviglia che per il ginocchio in via precauzionale, se fossero state gare importanti credo avrebbe giocato. Felton invece ha continuato sugli infortuni fino alla rottura, che non è magari legata ai precedenti, ma a roster pieno avrebbe riposato. Ora sotto con gennaio e febbraio: calendario abbordabile con soltanto 2 back-to-back.

      Rispondi
  1. Flessione e recuperi illustri: bentornati Shumpert e Stat! « New York Knicks Italia

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