Stat di nuovo fuori: le prospettive

1538fnqAmar’e Stoudemire di nuovo fuori: artroscopia al ginocchio destro (non quello di ottobre, per inciso), fuori 6-8 settimane, quindi minimo per tutta la stagione regolare con punto interrogativo per i Playoffs. Nota a margine: è la stessa situazione, in quanto a tempi di recupero, di Rasheed Wallace.

Su quello che rappresenta l’assenza di Stat mi sono già espresso ad ottobre, ecco QUI. Copio ed incollo soltanto questo passaggio:

Il problema infatti non è soltanto quello che rappresenta Stoudemire in campo (c’è pure chi lo ritiene di troppo e che dovrebbe uscire dal pino come un JR qualunque, quindi se ne sentono di ogni) ma chiaramente a livello di quello che ti blocca come acquisizioni: Knicks versione Dallas con ‘Melo/Dirk, Chandler, Kidd e JR/Terry? A parte l’età di Kidd, i $20M di Stat erano utilizzati per giocatori funzionali al progetto, se invece li dai solo ad uno, ovvio che questo o sposta o sei fregato.

Cosa cambia da allora, alla luce dei primi due mesi super senza l’ex-Sun ed il calo più o meno coinciso con il suo rientro? Continuo a pensare che le possibilità di arrivare in finale di Conference ed avere ALMENO UNA POSSIBILITA’ di giocarcela con gli Heat sia legata all’allinearsi dei pianeti, leggi convivenze assortite, tutti abili ed utili alla causa e quant’altro, oltre a beccare l’avversario di turno con qualche problemino (poco sportivo, ma quando sei inferiore ti attacchi a tutto).

Ho sempre scritto che a febbraio 2013 avremmo avuto un’idea pressochè definitiva sulla convivenza di Stat, ‘Melo e Chandler, dal momento che Mike D’antoni non ci provò neppure, mentre Mike Woodson sì, con i limiti che il primo stop stagionale ha imposto sulla tabella di marcia. Mi sento però di dire che il tempo degli alibi è finito, non possiamo pensare ancora “eh ma Phil Jackson, Larry Brown, Doc Rivers ce la farebbero”, ed oggi mi sento di affermare che l’esperimento iniziato nel 2010, il “piano B” del post-The Decision è fallito.

Lo dico facendo una somma di quello che si vede in campo e quello che traspare dallo spogliatoio. Ancora contro Cleveland, la gara dell’infortunio ad Anthony (su cui tornerò in seguito) si è visto come Stat abbia fatto onde – e di fatto vinto la gara – sfruttando il più classico dei pick-and-roll con Steve Novak appostato sul perimetro, così come faceva D’Antoni con la stessa coppia Felton-Stoudemire con Gallinari al posto di Novak (poi alla lunga ovvio ti scoutizzano ed il giochino finisce). Le aggiunte di Woodson quando i Big Three sono contemporamente in campo sono state qualche linea di fondo di Stat provenendo dal lato debole o un paio di doppi blocchi. Troppo poco, ma ripeto non è più tempo di scuse. Carta deve cantare, ora.

L’unica considerazione che mi sento di fare a parziale discolpa del progetto iniziato da Donnie Walsh e proseguito dal suo delfino Glen Grunwald è: dopo 12 anni – ossia tutto il dopo Jeff Van Gundy – siamo ancora al pick-and-roll come unico gioco efficace, come cinque che si incontrano per la prima volta al campetto?

Guardiamo dunque al futuro.

Dovremmo basare tutto sulla difesa, che pare tra l’altro tornata ad altissimi livelli nelle ultime 8 gare in cui siamo 6-2 (uniche due sconfitte contro Heat e Thunder). Siamo 16-2 quando teniamo gli avversari sotto i 90 punti. Kenyon Martin sembra carburare, ma ritengo un po’ prematuri certi discorsi che leggo su blog d’oltreoceano secondo i quali K-Mart si adatta meglio al gioco di Anthony e quindi rispetto ad Amar’e sarà la classica “addition by substraction”, nel senso: è vero sul piano tecnico, ma se era a spasso fino a 20 giorni fa non mi sento di farci affidamento e parlarne come il Martin che con Jason Kidd portò i Nets a giocarsi il Titolo. Non è colpa di nessuno, sia chiaro, se non del tempo che passa, inesorabile.

Al ritorno di ‘Melo lo rivedremo ovviamente da 4, con James White ancora da ala piccola, una sorta di finto titolare a giudicare dal minutaggio, a meno che Woodson non riesumi Chris Copeland come nel garbage time della gara contro i Jazz, soprattutto se Anthony non rientra a breve. Difficile perchè se vogliamo impostare i nostri successi sulla difesa l’allenatore ha sempre fatto notare agli estimatori di questo “anziano” rookie come le sue deficienze difensive non vengano almeno compensate da quello che dà in attacco.

Molto importante mi pare il recupero di Marcus Camby, finalmente in grado di stare in campo, e proprio con Martin dovrà garantire quell’apporto che viene a mancare dai $20M fermi in infermeria. Soprattutto down the stretch spero che Woodson non vada più “small” ma schieri due lunghi veri insieme a ‘Melo, JR Smith e Felton, anche se pare che il coach abbia ormai scelto come quintetto che finisce le gare un lungo con 4 esterni per avere anche Kidd in campo. Verosimilmente si andrà dunque con Tyson-‘Melo-JR-Kidd-Felton. Importante pure ritrovare Novak, dal momento che anche qui i numeri non mentono: quando riusciamo a fargi prendere almeno 6 tiri siamo 19-2, altrimenti il record è 13-17. Attenzione, non è un discorso di canestri messi, ma se Novak si prende dei tiri significa che abbiamo fatto un buon lavoro a livello di circolazione di palla.

Ultimo appunto sulle palle perse: 10.7 nelle prime 30 partite, 13.1 a febbraio e 15 a marzo. Imperativo tornare a gestire meglio la spicchia, soprattutto contro squadre che si esaltano in campo aperto dalle recuperate.

Veniamo all’infortunio di Anthony. Uscito a Cleveland dopo una goffa caduta a centrocampo, è da quel momento day-to-day causa dolore ad un ginocchio, ma non ha più partecipato a sessioni di tiro, a cui sono state preferite terapie in albergo. Così l’ufficio stampa dei Knicks. Le famose “sources” hanno aggiunto qualcosa in più: pare che in un ginocchio abbia la classica acqua causata da un frammento osseo che produce attrito su una cartilagine ed in offseason servirà intervenire chirurgicamente. Woodson ha aggiunto che già da due settimane il giocatore lamentava un fastidio, addirittura si pensava a qualcosa ai legamenti, ma una risonanza non aveva rivelato nulla di preoccupante. Da lì la decisione di giocare ugualmente fino appunto alla gara in Ohio.

Lo staff medico – e quello PR – non brilla certo per completezza di informazione, come fu per Sheed (due mesi di day-to-day poi la doccia fredda, intervento chirurgico) o tornando ancora più indietro con l’infortunio di Jeremy Lin (“rientra per i Playoffs” poi venduti tutti i biglietti per la post season ecco “fuori per tutta la stagione”). Chiaramente tutti i discorsi andrebbero a donne di facili costumi se ‘Melo fosse pure lui da operare nell’immediato.

 

 

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  1. Anni di tifo Knicks logorerebbero chiunque, edizione 2013 | New York Knicks Italia

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