A -1 dalle 50 vittorie… nonostante tutto

Undicesima vittoria consecutiva (terza migliore striscia nella storia della Franchigia, la più lunga dal 1994), Carmelo Anthony che piazza tre partite di fila oltre quota 40 punti (a New York non succedeva dal 1984, a firma Bernard King, e in un occasione eguaglia il suo career-high), a -1 dai 50 successi stagionali. O negli ultimi 10-12 anni avete tifato Spurs o Lakers e siete dunque abituati a caviale e champagne, oppure non potete che amare questa squadra ed esserne finalmente orgogliosi. Il tutto senza dimenticare i limiti di questo roster, che ci sono, ad iniziare dalla sua prima Stella e nel suo allenatore Mike Woodson.

Personalmente ritengo che se in post season si supera almeno un turno sarà comunque un successo. Sarebbe infatti un altro step/miglioramento dal 2010 ad oggi dopo più di due lustri di vergogna infinita. RICORDO CHE STIAMO PARLANDO DI UN ROSTER A CUI MANCANO $20 MILIONI. Che siano a nome di Amar’e Stoudemire non vuol dire come averli dati ad un Eddie Curry, ma ad uno che comunque dopo l’infortunio all’occhio non ha mai saltato più di una ventina di gare a stagione. Dopo il primo stop di Stat ala vigilia parlai di 50W possibili anche senza di lui: più d’uno storse il naso. Nonostante molte vicissitudini in termini di altri infortuni, siamo lì. Tutto questo a mio avviso depone a favore della bontà di quello che stanno facendo i Knicks, oggi. Per fare questi discorsi, però, c’è tempo.

Secondi nella Western Conference, verosimilmente ci ritroveremo a giocarci fino in fondo questa posizione con i Pacers, mentre Miami sta già facendo riposare i suoi Big. Indiana sarà al Garden domenica 14 aprile per una sfida che potrebbe essere davvero decisiva. I calcoli però vanno fatti anche in casa d’altri. Lo spauracchio è Chicago, “finta” quinta/sesta del seed, soprattutto se rientra Derrick Rose. Onore a coach Thibodeau. Con il settimo posto – Boston – e l’ottavo – Milwaukee – praticamente cementati, tocca vedere cosa succede tra Bulls ed Hawks.

Paghiamo quei famosi due mesi in cui una lunghissima flessione di gioco e risultati ci hanno spinto ad un passo dal baratro, con la gara spartiacque di Salt Lake City in cui, nella massima emergenza in quanto ad infortuni, è stato proprio un vero Knickerbocker come Kurt Thomas a spingerci oltre l’ostacolo. Da lì, il decollo fino a queste righe, con un po’ tutti che hanno alzato il loro rendimento, soprattutto difensivo, vedi gli esterni come Iman Shumpert e Raymond Felton.

Le 50 vittorie vorrebbero tra l’altro dire titolo matematico dell’Atlantic Division che in bacheca ci manca dal 1994.

A proposito di record o giù di lì, anche JR Smith ha voluto partecipare. La scorsa settimana è stato eletto giocatore della settimana – appunto – per la Eastern Conference, secondo dei Knicks quest’anno dopo ‘Melo, a seguito di tre gare consecutive oltre quota 30 punti uscendo dalla panchina: in NBA non accadeva da 20 anni (Ricky Pierce l’ultimo a riuscirci).

Godiamoci dunque qualche video di questa striscia vincente:

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