Gara-6: Knicks 88, Celtics 80 – Pensionati!!!

 

BOS_shut

Per la prima volta dal 2000 i Knicks superano un turno di Playoffs mandando figurativamente in pensione i Celtics di Kevin Garnett e Paul Pierce… o, se volete, gli celebrano il funerale con due giorni di ritardo. Orgoglio biancoverde, pride, tutto quello che volete, tutto molto bello e poetico per carità, ma la sensazione, ormai a freddo, è che in queste sei gare abbiamo fatto e disfatto tutto noi.

I primi minuti di questa sesta gara sembrano subito di buon auspicio. La circolazione di palla è fluida, Carmelo Anthony si concentra di più sul coinvolgere i compagni che non negli assoli, anzi rinuncia pure ad un paio di buoni tiri tra blocchi portati ed extra-pass.  In un attimo siamo a +16, con Pablo Prigioni che sfoggia un 3/3 da oltre l’arco. Qui arrivano due opinabili falli proprio a ‘Melo, mentre Garnett inizia il solito personale show a cui tutto è abbuonato. Con il nostro #7 in panchina, facciamo una fatica tremenda in attacco, ma dietro teniamo ed i primi 12 minuti si chiudono 24-10.

Secondo quarto all’insegna ancora di un piccolo ri-allungo, dal momento che solo KG sembra in palla nell’attacco dei Celtics: lui è 3/3, i compagni complessivamente 1/15. Improvvisamente però sembra spegnersi la luce, Raymond Felton spesso e volentieri non trova soluzioni ed è costretto a sparare sulla sirena dei 24″. Boston ricuce a -10, da noi aumentano le perse, il clima si surriscalda e da casa ci chiediamo cosa debba fare Doc Rivers per vedersi finalmente affibiata una “grande T” in questa serie. Arriva il terzo fallo di Tyson Chandler su un passaggio (?!?) di Garnett, eppure Rivers continua a blaterare. Melo sbaglia il diciasettesimo tiro da 3 consecutivo della serie, ma chiudiamo il primo tempo avanti 39-27.

Prigioni inizia la ripresa nello stesso modo in cui ha iniziato il match e fin qui il suo personale tabellino dice 11 puti, 5 rimbalzi e 3 assists. Il vantaggio lievita a +18, ed intanto arriva un tecnico a Felton dopo una discussione iniziata dal solito impunito di cui sopra con la canotta 21. Boston – e gli arbitri – piazza un 10-3, ma è lo stesso Raymond a non cadere in altre provocazioni ed anzi a tacciare tutto il TD Garden con una bomba. Iman Shumpert lo imita per ben due volte, arriva il +20 ed è lui il vero jet sul parquet!

La gara sembra finita, mentre gli arbitri sono impegnati a controbilanciare i falli come spesso accade in NBA – cosicchè il profano che legge il tabellino finale vede i fischi più o meno pari ed esclama “eh vabbeh, che sarà mai?” – vedendo finalmente almeno un paio di blocchi irregolari di Garnett – chi sennò? Arriviamo sul +26 e lì molliamo gli ormeggi: con Anthony e Chandler in panchina arriva un’imbarcata che ha del clamoroso.  10-0, 14-0, 19-0, 20-0, palle perse, tiri mal consigliati che aprono il contropiede avversario e nel momento topico del comeback bostoniano ancora un paio di chiamate arbitrali dubbie (tutte cose rilevate pure da Hubie Brown in diretta sulla ESPN, non sto inventando nulla). I Celtics rientrano fino al -4. A fermare tutto è il canestro della svolta di Shumpert dopo una clamorosa rubata ai danni di Pierce. Lì, dopo che pure lui, rientrato, pareva in bambola, è Anthony a mettere i canestri della sicurezza (compreso il primo canestro da 3 punti dopo 19 errori consecutivi) che tiene sempre Boston ad almeno due possessi di svantaggio.

New York chiude con cinque giocatori in doppia cifra. La grande paura svanisce e va avanti la squadra che sulla carta era la più forte. Questa serie l’avevamo vinta dopo gara-3, l’abbiamo dovuta rivincere dopo gara-5, ed in gara-6 l’abbiamo rivinta di nuovo. Come scrivevo all’inizio, la sensazione è che abbiamo fatto e disfatto a nostro piacimento, il che può essere visto come un bene – nel senso di potenziale -, ma anche come un male, dal momento che la Boston di oggi ci è tecnicamente ben inferiore. Che sia da lezione per il futuro. Boston invece ora dovrà farsi due calcoli sul futuro di e con Garnett e Pierce. Dal mio punto di vista, di tifoso, è come averli davvero mandati in pensione, insieme a Jason Terry. Ricordo ancora gli sfottò in campo, al Garden, di due anni fa. Vendetta servita. Jordan Crawford invece tornerà nell’oblìo, a cui tra l’altro appartiene, dopo i 15 minuti di notorietà di Andy Warhol, complice la moglie di Anthony.

Per quanto mi riguarda, superare un turno di Playoffs era il massimo ottenibile da questo roster che ha $20 milioni fermi ai box. Qualsiasi cosa arrivi d’ora in poi sarà bene accetta, ma vorrà dire aver sovraperformato, e la vedo dura con Mike Woodson in panchina. Sotto con i Pacers, già da domenica, neppure il tempo di gustarsi questa vendetta perpetrata ai danni degli odiati rivali ed è di nuovo basketball time!

 

Lascia un commento

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Pagine

  • KNICKS ITALIA SU FACEBOOK

  • Seguimi su Twitter

  • Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: