Gara-5: Knicks 85, Pacers 75 – Ancora vivi

I Knicks riescono a prolungare la serie ed a riportarla nell’Indiana grazie ad una partita esaltante in cui ritrovano punti importanti da qualcuno che non vesta il numero 7 e finalmente con Mike Woodson che – seppur lentamente – aggiusta qualcosa, relegando finalmente Jason Kidd in panchina (dopo un primo tempo ancora disarmante), facendo di nuovo giocare Pablo Prigioni e tirando fuori Chris Copeland dal cilindro. I Pacers disputano una partita al di sotto del loro “par” di questi Playoffs, complice l’importantissima assenza di George Hill, fin qui forse il miglior giocatore della serie, e con Hibbert alle prese (finalmente?) con problemi di falli.

La ricetta vincente è parsa fin troppo facile come ha scritto Jared Zwerling per ESPN NY: Felton a creare problemi tra i double screen con la difesa interna dei Pacers costretta a fare un passo avanti per contestare il jumper; poi Anthony e Copeland contemporaneamente in campo con due penetratori, che a rotazione possono essere Prigioni, Smith e Shumpert. Contemporaneamente, in difesa, Chandler, Melo e Cope hanno abbastanza centimetri per contrastare in post i lunghi avversari.

New York stavolta parte bene, 7-0 ed Hibbert si becca il secondo fallo a 5 minuti dalla fine del primo quarto: le cose così sono un pochino diverse. Kidd intanto sbaglia ancora un layup da minibasket, ma per fortuna sarà il suo unico errore della partita proprio perchè Woodson lo panchinerà definitivamente nel secondo quarto. L’attacco gira, il 19-15 che ne matura è per una volta bugiardo con noi. Amar’e Stoudemire tocca già il campo negli ultimi minuti del quarto, ma alla fine subirà la stessa sorte di Kidd.

Nel secondo periodo le seconde linee tengono su la baracca, Prigioni lotta e si fa trovare pronto in attacco. Idem Copeland. Qui i Pacers vengono tenuti a galla dai liberi, il punteggio dice 32-23 ma il divario potrebbe essere più ampio: non che i falli non ci siano, ma da una parte vengono fischiati, dall’altra magari no per quella brutta consuetudine NBA in quanto a “credibilità”: siccome Indiana è riconosciuta come squadra difensiva, allora viene concesso di più, mentre se tu ti setti sui loro livelli, sei sanzionato. Non è un discorso di Indiana favorita su New York, è un fatto generalizzato nel mondo del commissioner David Stern.

Bene intanto JR Smith, finalmente positivo in attacco e come gli accade spesso, se le cose girano bene come scorer, allora difende degnamente. Finale di secondo periodo con due autentiche follie di Tyson Chandler e di che regalano liberi a tempo praticamente scaduto. Errori che nel caso del nostro sono imperdonabili, Chandler farebbe meglio a restare più concentrato ed evitare queste cavolate piuttosto che andare sui giornali a sparare a zero contro i compagni.

Dopo l’intervallo in cui si vedono Pat e Reggie scherzare, Indiana inizia bene nel tiro da fuori, non propriamente la specialità della casa. Arriva una grandinata di fischi da entrambe le parti, più di una volta ti viene l’idea di prendere il primo aereo per andare al Garden ed urlare “LASCIATELI GIOCARE PER DIO, SIAMO NEI PLAYOFFS!!!”. Tra l’altro fin qui siamo a 18 viaggi in lunetta per gli ospiti contro soltanto 9 per i locali, sarà piangeria da tifoso ma questo differenziale assolutamente non è giustificato da quello che si vede in campo (ed alla fine il tabellino dirà 33-17!!!). Arriva però il quarto fallo di Hibbert, la sensazione che mi assale è che qui la partita deve per forza girare, o la si vince o si va a casa. Il nostro vantaggio resta comunque rassicurante e Felton, insieme a Copeland, guida la squadra in questo parziale. Intanto la panchina New York dice 26-5.

Nell’ultimo quarto il rookie con le trecce è ancora in campo a ragion veduta, perchè produce punti ed un’onesta difesa da ala piccola. Indiana però ricuce a -4, il polso dei bluarancio sembra tremare, a 5” dalla fine dell’azione che potrebbe dare la palla in mano ai Pacers per portarsi ad un solo possesso, JR consegna a Carmelo Anthony una scottante palla in post up: perno e fade away per il +6! Dall’altra parte è tempo di hero ball anche per George, ma dalle sue mani esce un desolante airball. Melo di là castiga ancora (finirà con 28 punti, 12/28 al tiro ma quando c’era stato da segnare, ha segnato, big buckets come si dice), siamo a +8 a meno di 3 minuti da giocare. Qui i Pacers si fanno male da soli con tre turnovers consecutivi (saranno 19 alla fine) e la serie va 3-2.

A mio avviso difficile chiedere di più rispetto a quello visto stanotte e dopo essere stati meritatamente sotto 1-3 nella serie. Abbiamo fatto la partita che dovevamo fare, ossia… VINCERE, giocando stavolta meglio di loro. L’assenza di Hill ha sicuramente aiutato (in dubbio anche per gara-6), ma dal canto nostro è una stagione intera che conviviamo con gli infortuni e per la terza volta su altrettante escursioni in post season ci arriviamo a pezzi tra febbre, spalle, schiene e ginocchia. Insomma il “mal comune, mezzo gaudio” può tranquillamente andarsene a donne di facili costumi. GO NY GO!

Lascia un commento

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Pagine

  • KNICKS ITALIA SU FACEBOOK

  • Seguimi su Twitter

  • Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: