Andrea Bargnani nella Grande Mela

bargsUn altro italiano arriva a New York: Andrea Bargnani diventa un Knickerbocker in cambio di Steve Novak, Marcus Camby e scelte future (più un altro giocatore marginale per far quadrare i conti, quindi Quentin Richardson o Earl Barron). Niente di ufficiale fino al 10 luglio come da regolamento, ma si parla di affare concluso.

Premesso che lunghi come il Mago non sono propriamente quelli che amo di più – eufemismo – e che le carenze del roster rimangono, è il massimo che potevamo ottenere da due contratti che volevamo comunque scaricare. Camby va per i 40 con ancora due anni a libro paga, ed è reduce da una stagione in cui ha giocato una manciata di partite causa un infortunio che probabilmente gli costerà il ritiro; Novak era ormai fuori dalle rotazioni.

Il contratto di Andrea scade nel 2015 come quelli di Anthony, Stoudemire e Chandler (per dire quello di Novak, seppur più basso, un anno dopo, ed era l’unico dell’attuale roster a scadere dopo il 2015). Dispiace per i pick, ma quando hai le mani legate dalle regole salariali devi per forza cedere qualcosa, e presumibilmente nei prossimi due anni non dovremmo fare così male tanto da pentirci di averli dati via.

Male che vada, questa trade sarà del tutto inutile, sia dal punto di vista contrattuale che tecnico-tattico. Abbiamo acquisito Bargnani a gratis o quasi. Il maggior problema lo indentificherei nella tenuta fisica, visto che nelle ultime due stagioni ha saltato 82 partite. Per il resto, non potrà dare meno di quelli che sono andati via. Anche nella peggiore stagione della sua carriera NBA è comunque andato in doppia cifra in quanto a punti segnati, mentre le carenze difensive ed a rimbalzo le conosciamo fin troppo bene. La sua miglior stagione dice 21 punti più 5 rimbalzi, e risale a due anni fa, prima dei problemi fisici.

E’ una prima scelta assoluta, ed ha tradito le aspettative di essere uomo franchigia. Fatta salva l’integrità fisica, qui gli si chiede di essere al massimo la terza opzione offensiva (mentre in difesa sarà compito di Mike Woodson nascondergli i difetti). Vedremo se il ventisettenne romano in questa nuova vesta sarà più a suo agio.

E’ partita intanto alle 6 di questa mattina ora italiana la campagna free agent. I Knicks sperano di rifirmare JR Smith, mentre è già stata presentata la qualifyng offer a Chris Copeland e Pablo Prigioni. Si spera anzi in una connection di quest’ultimo con Carlos Delfino – appena rilasciato da Houston – per convincerlo a firmare con noi. Forte l’interesse per un altro ex Rocket, Aroon Brooks: aperture ieri da parte del procuratore, tra l’altro della stessa agenzia di ‘Melo, JR e Bargnani. Nelle ultime ore forte anche il nome di Jamaal Tinsley.

Spasmodica la ricerca di almeno due lunghi VERI, merce al solito rara soprattutto per il poco margine di manovra a disposizione. Kenyon Martin sarebbe la prima opzione, ma con Brooklyn sulla cresta dopo lo scambio con Boston potrebbe essere ingolosito dalla sua ex squadra, soprattutto ora che al timone c’è Jason Kidd. Elton Brand, Samuel Dalembert, Anthony Tolliver, i nomi dei papabili.

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