Season Preview: niente sogni di gloria e basso profilo

Con la presentazione della squadra alla stampa può dirsi iniziata la nuova stagione dei Knickerbockers.

9tape

Controcorrente rispetto agli sproloqui di questo tipo, iniziamo dal pronostico, brutale: quinta posizione ad Est, massimo un turno di Playoffs. Non vedo infatti come una squadra che parte con un handicap di 20 milioni di dollari fermi ai box possa dire la sua per qualcosa in più di un primo turno in post season, anzi avrebbe del miracoloso fare di più. Provate solo ad immaginare con quella cifra cosa si potrebbe fare con due-tre giocatori funzionali a Carmelo Anthony e versate lacrime… amar’e.

Spiego: lo scorso anno trattasi appunto di mezzo miracolo o giù di lì, ma quest’anno Indiana e Brooklyn si sono rinforzate ed il ritorno di Derrick Rose nel sistema di Thibodeau mette di default Chicago davanti a noi. Alla vigilia della precedente stagione avevo pronosticato un quinto/sesto posto ed ancora non mi spiego come siamo potuti arrivare secondi. Vero che Rose non è poi tornato e che i Celtics stavano abdicando, ma è anche vero che abbiamo avuto tanti infortuni che ci hanno fatto giocare in emergenza parecchie gare. Molto probabilmente ho sottovalutato l’impatto di ‘Melo. La sua carriera dice che – dopo aver vinto il Titolo NCAA – ha sempre avuto record vincenti, con soltanto le prime due stagioni da pro sotto le 50 vittorie: qualche merito dovrà pur averlo. Sto seriamente prendendo in considerazione l’ipotesi che questo sia un giocatore che da solo – o quasi – possa garantirti lo scollinamento oltre quota cinquanta, ma quest’anno con l’Est forse più competitivo degli ultimi tre lustri sarà impossibile ripetere l’exploit dello scorso anno. Anche le squadre che sulla carta sono dietro, tra l’altro, non scherzano e rosicchieranno parecchie vittorie alle favorite.

Se proprio tutti i pianeti si dovessero allineare (leggi, tra le altre cose, Andrea Bargnani con un apporto importante, ma ci arriviamo dopo), credo che potremmo giocarci il terzo posto, ma vedo Heat e Nets comunque davanti. Con un terzo seed ed il fattore campo a favore, allora si potrebbe pensare di superare il primo turno. Vedremo.

Il roster – Manca qualcosina e salvo tagli, a grandi linee:

PM: Raymond Felton – Pablo Prigioni – Beno Udrih

SG: Iman Shumpert – JR Smith – Tim Hardaway Jr.

SF: Metta World Peace – CJ Leslie

PF: Carmelo Anthony – Andrea Bargnani – Kenyon Martin – Amar’e Stoudemire

C: Tyson Chandler – Jeremy Tyler

Ne ho indicati 14 e si poteva forse meglio dividere tra “piccoli” e “lunghi” perchè i vari Metta e ‘Melo giocheranno indistintamente due posizioni a seconda degli avversari, idem Martin o i play, se andremo con il doppio regista. Tyler e Leslie hanno dei contratti parzialmente garantiti che diventeranno garantiti arrivando a febbraio (come lo scorso anni Copeland), poi abbiamo tanti borderline che si giocheranno l’ultimo posto durante il training camp: tra gli altri Ike Diogu, Cole Aldrich, Chris Smith, Toure Murry, Earl Barron. Chiaramente propendo per la scelta di un lungo, dal momento che Tyler sarà fuori per le prime partite causa infortunio.

Allenatore – I Knicks hanno appena fatto valere l’opzione per la stagione 2014-15 sul contratto di Mike Woodson. Mossa fisiologica, formale, dal momento che la dirigenza non poteva dare in pasto allo spogliatoio un coach all’ultimo anno di contratto. Questo però non vuol dire nulla. Con Glen Grunwald clamorosamente non più al timone di comando, l’ex-Atlanta siede sulla panchina forse più bollente dell’intera NBA. Personalmente, e non è un mistero, ritengo Woody il classico allenatore “da stagione regolare”, ma con i risultati dalla sua – perchè questo è, carta canta – si è guardagnato prima la riconferma nell’immediato dopo-d’antoni che poi la fiducia dei giocatori. Ora però gli si chiede uno step in più, e francamente non lo ritengo in grado, al netto del roster.

Il quintetto – In estate Woodson ha detto che non sa ancora quale sarà lo starting five e che solo Melo, Tyson e Felton hanno il posto assicurato. Sarà il training camp a stabilire le gerarchie. Credo che gli altri due spot saranno almeno inizialmente appannaggio di Shumpert e Metta, anche se temo che alla prima stagnatura vedremo i due play. World Peace presumibilmente prenderà l’uomo più pericoloso in attacco tra le ali, così da sgravare Anthony in fase divensiva (abbiamo visto come sia arrivato distrutto a fine stagione a forza di prendere botte là sotto, anche nella propria metacampo contro gente più grossa). Prematuro spingersi oltre.

La panchina – Più giovane ed atletica rispetto al passato. L’anno scorso a mancarci sono state le gambe, soprattutto degli esterni (chi ha detto Jason Kidd?). Non avevamo mai risposte per i piccoli avversari  – Shumpert è rientrato a gennaio in condizioni di forma precarie, si è visto il vero mastino difensivo solo a Playoffs inoltrati – che entravano nella nostra difesa o ci martellavano da fuori, ed eravamo “corti” sotto. La riconferma di Martin ed almeno un paio di lunghi “da legna” ci garantiscono una buona copertura alle spalle di Chandler. Manca forse un esterno prettamente difensivo in più, ma siamo sempre lì a costo di diventare noioso: devi prima pensare alle polizza assicurativa per Stat, rubando di fatto un posto a roster utilizzato per un lungo “di troppo”. JR ovviamente è il sesto uomo, poi via via tutti gli altri.

Abbiamo poi Bargnani. Lo so che in questi casi si dice sempre, ma mai come questa volta per lui è l’anno della verità. Già detto di cosa, al minimo, porta rispetto ai ceduti Camby e Novak, speriamo in una sorta di quello che rappresenta Chris Bosh per gli Heat a livello di presenza. Non gli si chiede più di fare l’uomo franchigia, ma il giocatore complementare. Sulla carta può darci tante soluzioni tattiche che prima non avevamo.

La dirigenzaDetto dell’arrivo di Steve Mills, questa è comunque la squadra messa su da Grunwald. Viste le ristrettezze del cap difficilmente il nuovo – si fa per dire – arrivato potrà migliorare il roster… ma peggiorarlo con qualche trade farlocca sì! Sulla carta Mills è più una sorta di presidente, si aspetta dunque la nomina di un nuovo general manager che potrebbe essere Allan Houston. New York ha cambiato sei GM in dodici anni, una follia, soprattutto per quel che concerne gli ultimi due (Donnie Walsh ed appunto Grunwald). Il proprietario James Dolan, utile ricordare ricco di seconda generazione, pare un bambino che fa i capricci con in mano il giocattolo-Knicks, ma i soldi sono i suoi e noi possiamo soltanto stare a guardare. Frank Isola ha scritto che Grunwald è stato deposto per il mercato “sottotono”, mentre i Nets impazzavano: se fosse vero la dice lunga sulla competenza di Dolan.

Amar’e Stoudemire – Merita un capitolo a parte. Fresca la notizia dell’ennesima operazione estiva, tenuta segreta al pubblico. E’ la terza negli ultimi dodici mesi. Ora capiamo perchè latitavano foto di Stat a faticare in palestra come invece eravamo abituati a vedere nelle scorse off season. Al media day ha confessato di non aver ancora inziato a giocare a basket, limitandosi a piscina ed altre pratiche riabilitative. Lo davo già un ex in tempi non sospetti, e dopo le neppure 30 gare giocate nella scorsa stagione, che altro aggiungere? E’ la zavorra che non ci fa cullare sogni di gloria, che non ci fa essere contender. Come ho scritto nelle prime righe, immaginatevi quei 20 milioni investiti su un paio di giocatori all’uopo. Se e quando sarà pronto, che ruolo avrà? Perdonatemi ma non mi va di parlare di Stat e di basket giocato, due cose che secondo me sono ormai rette parallele che mai si incontreranno di nuovo.

Nota a margine – Anthony entra nell’anno in cui potrà optare, nell’estate del 2014, di uscire dal contratto. Verosimilmente Dolan non si tirerà indietro dall’offrirgli il massimo, che a grandi linee saranno 130 milioni di dollari contro i circa 100 di chiunque altro. Qui casca l’asino: Anthony lascerà qualcosa sul piatto così da dare la possibilità alla Franchigia di avere più spazio operativo in sede di mercato? Se vuol provare a vincere davvero, la risposta è scontata. Di qua passeranno probabilmente le ambizioni dei Knicks nei successivi 4-5 anni, soprattutto dal 2015 quando scadranno tutti i contratti a roster, a meno che appunto la nuova dirigenza non cada nei vecchi errori della prima decade del 2000, iniziando dunque a scambiare i pochi assets (Shumpert su tutti) in cambio di contrattoni di gente scontenta o a cui è rimasto solo più il nome come fu nell’era Mills/Zeke Thomas.

Articolo successivo
Lascia un commento

2 commenti

  1. Salvatore

     /  7 ottobre 2013

    Ottimo articolo, complimenti

    Rispondi
  1. Definito il roster ed il quintetto: pronti per la prima palla a due! | New York Knicks Italia

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Pagine

  • KNICKS ITALIA SU FACEBOOK

  • Seguimi su Twitter

  • Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: