Melo disposto a restare, ma dov’è il progetto dei Knicks?

MeloooDopo le parole di Carmelo Anthony – in sostanza, è disposto a rinunciare al massimo salariale se c’è un progetto in casa Knicks – cerchiamo di fare un po’ di chiarezza su cosa questo voglia dire per la nostra Franchigia, ammesso che per una volta ci sia una reale programmazione al contrario degli ultimi 15 anni, ma a questo arriveremo dopo.

Iniziamo col dire che la proiezione non va fatta sulla prossima stagione (di fatto, restando a New York, Melo verosimilmente rinuncerà a giocare per l’Anello almeno per un anno), in cui sono ancora a bilancio i salari di Amar’e Stoudemire, Andrea Bargnani e Tyson Chandler, ma su quella successiva, quando appunto, nel 2015, scadranno questi tre contrattoni. Il salary cap dovrebbe essere intorno ai $65M, quindi avremo a libro paga i contratti di Raymond Felton e JR Smith ( poco più di $10M in due), Tim Hardaway Jr ($1.3M), Pablo Prigioni ($1.7M, team option?), più la scelta 2015 (un altro milione). C’è anche la qualifing offer per Iman Shumpert a $3.8M, ammesso che la accetti si può pensare di non far valere la team option su Prigioni ormai sulla soglia degli anta, ma su questo punto ho letto pareri discordanti, non ho capito se l’ultimo anno di Pablo sia o no già garantito. Poco cambia nel nostro ragionamento, quindi andiamo avanti.

Nota a margine su Felton e JR: il nuovo CBA permette di tagliare i contratti l’ultimo anno e spalmarli nei tre successivi (sul cap peserebbero singolarmente $1.3M a stagione), quindi vorrebbe dire avere ancora qualche soldo da spendere per il supporting cast.

Poniamo che Anthony firmi al massimo contrattuale: saranno $25M nel 2015. Il risultato sarà avere da spendere sul mercato $26M circa. Questo significherebbe poter firmare un big intorno ai $16-17M ed avere ancora $9-10M per completare il roster.

Se Melo lascia $5M annui nel piatto, logicamente avremo quella cifra da aggiungere ai nostri movimenti di mercato. Dalle dichiarazioni di Anthony è quasi certo che non andrà per il massimo, altrimenti perderebbe la faccia. Dovrebbe essere chiaro a questo punto che nel caso non ritenesse credibile la proposta progettuale di New York, volerà verso altri lidi – lasciare soldi per lasciare, tanto vale ovviamente farlo in contesti vincenti.

Messe le carte in tavola a livello numerico, passiamo ai papabili free agent. E’ qui che secondo me casca il proverbiale asino. Anthony si è detto disponibile a non firmare per il massimo per attirare giocatori, ma quali? Nel 2015 saranno disponibili Lamarcus Aldridge, Kevin Love, Tony Parker, Rajon Rondo. Sono questi gli unici che spostano davvero. Il primo, però, non ha senso che si muova da un gruppo già ora vincente con accanto un certo Lillard, mentre Love pare già promesso sposo con i Lakers (e personalmente lo ritengo incompatibile con il gioco di Melo). Parker avrà 33 anni e troppi chilometri nel motore. Rondo resta un’incognita, da oggi alla scadenza Danny Ainge potrebbe averlo o scambiato o fatto la pietra miliare dei nuovi Celtics.

E’ altrettanto ovvio che da qui a un anno molti scenari possono mutare, e una Franchigia potrebbe cedere qualche pezzo pregiato in cambio dei nostri contrattoni in scadenza. Faccio un nome puramente a livello di esempio: se Cleveland smobilita (per l’ennesima volta) o il giocatore si impunta di voler andare via, Kyrie Irving sarebbe uno di questi.

Lasciamo perdere il fantabasket, cerchiamo di rimanere più concreti possibili: le prospettive, messe così, non sono rosee. Qui si chiede a Anthony di vivere prima un anno di transizione, poi sperare in chi o cosa? Si parla di andare a scendere a compromessi, per restare solo all’Est, con la corazzata Pacers e con Lebron James e temo purtroppo che si tratterà di proporre ad Anthony COME MASSIMO questo quintetto: un play/big, rifirmare Shumpert, Hardaway Jr o chi per lui, Melo e magari Chandler. Perchè Tyson? Perchè, a 33 anni, potresti pensare di rifirmarlo a $10M (i numeri per i centri, anche in là con l’età, sono questi). Chandler andrebbe ceduto a mio avviso oggi, a qualche contender, per giovani o pick, ma questo è un altro discorso ed ormai la deadline è sempre più vicina.

Come scritto pochi giorni fa, l’andazzo NBA fa sì che il backcourt resti il settore più importante della Lega, e noi abbiamo il più scarso dell’intero continente nordamericano. Per questo resta ancora più inspiegabile la scelta di prendere Bargnani quando forse Kyle Lowry era disponibile. Lowry non sarà Pete Maravich, ma non è neanche Felton ed era un obiettivo fattibile. A luglio sarà free agent, io un pensierino, anche a $10M via sign and trade (difficile ma non impossibile), ce lo farei, se l’alternativa sarà pendere dalle labbra di Ainge per vedere se arriva la chimera Rondo.

Lo scenario peggiore, per noi tifosi, è che Melo non rifirmi e a luglio ci lasci in braghe di tela. Quando se ne era uscito con la storia della free agency avevo scritto che tra dagli il massimo e lasciarlo andare, avrei scelto la seconda opzione. Non avevo valutato però il quadro complessivo. Oltre alla prospettiva di una stagione ancora peggiore di quella attuale, ci aspetterebbe un 2015 con una montagna di denaro da spendere, ma nessuno che vuole venire nella Grande Mela, e lo spettro di uno Stoudemire 2.0 ad alleggiare sul Garden (sto parlando di una panic move, regalare i soldi al primo che accetta perchè nessuno glieli vuole dare, e ci sarà un motivo se non ha offerte, o no?).

Al di là di tutto, se fosse per me andrei da Anthony in primis con un allenatore credibile che abbia carta bianca in sede di mercato, affiancato da un general manager scafato ed attento. Purtroppo la storia recente dei Knicks non deposita a favore del mio “piano”, ed è per questo che lascio la parola a London Ray:

Il discorso programmazione è inapplicabile a New York. La storia recente lo dice, e la storia recente coincide con la totale presa di potere di James Dolan nel 2001 (prima era il proprietario assieme alla famiglia, dal 2001 è diventato anche il capo della baracca). Se si analizza cosa è successo dal 2001 capirà che con Dolan al comando di tutto non si potrà mai fare un discorso “3-4 anni di Lotteria e si rifonda, poi eventualmente ci si rafforza sul mercato” perché da quell’anno in poi abbiamo ceduto questi picks:

– 2 prime scelte Draft 2001
– 2 prime scelte Draft 2002 (una la mitica Nené per McDyess…)
– 1 prima scelta Draft 2004
– 1 swap scelta 2006
– 1 swap scelta 2007
– 1 scelta 2010
– 1 scelta 2012
– 1 scelta 2014
– swap scelta 2016 e cessione (la trade Bargnani)

Abbiamo ceduto 9 prime scelte e fatto 3 swap di scelte (due con la trade Curry con cui furono presi grazie agli swap Aldridge e Noah…), ed al di là della trade per Melo – l’unica in cui abbiamo preso un giocatore giovane di alto livello (aveva 26 anni, un sicuro Hall of Famer) -, abbiamo ceduto prime scelte per prendere gente come Mark Jackson 37enne se non erro, o Shandon Anderson, Curry o Bargnani.

Il tutto perché è chiaro che con Dolan al timone c’è una politica di prendere appena si può, nomi da vendere alla piazza, da mettere sui tabelloni per continuare ad aumentare i costi dei biglietti e tutto il resto dell’intrattenimento che ha poco di sportivo. L’aspetto tecnico è l’ultima cosa che conta, quando fu preso McDyess fu lo stesso, al posto di tenersi il pick e Camby si prese il nome, nonostante fosse reduce da un grave infortunio. E sempre così è stato, prendere nomi da vendere sui cartelloni, non costruire con criterio, prendere nomi su nomi, una politica stile Real Madrid del calcio.

Un ulteriore esempio? Se nel 2015 non faranno cavolate prima e avranno soldi, andranno all in su un Kevin Love o proveranno a prendere un Marc Gasol? Cercheranno Love perchè si vendere meglio rispetto ad un Gasol più funzionale al progetto. Se ci saranno 30 milioni per dire, al posto di provare non so a prendere una coppia Dragic-Gasol, punteranno ad un nome dandogli tutto, un Love appunto, o un Rondo (indipendentemente dalla condizione fisica) perché si potrà vendere il “Big Name” alla piazza e continuare con questa politica di entertainment piuttosto che ragionare in termini cestistici.

Ci sarà sempre questa “politica” e niente ricostruzioni serie, via draft e/o free agency, non succederà MAI che ad inizio season si punterà al tank pesante perché c’è Lebron James al Draft (ed è successo, noi siamo andati in Lotteria perché scarsi ma senza puntarci come hanno fatto altri team), se avessimo il pick quest’anno non andremmo dritti in Lotteria visto come vanno le cose, facendo come Sixers o Boston, non si potrebbe, perché è stato sempre così, arrivi in Lotteria perché sei scarso, non perché ad inizio season ci hai puntato seriamente, perché ad inizio season devi comunque vendere qualcosa per giustificare i prezzi!

Gli unici due anni in cui si è avuto un piano sono stati dal 2008 al 2010 con Donnie Walsh (messo lì anche da una forte spinta dell’NBA per via di come andavano le cose a New York con Zeke Thomas, lo scandalo di abusi sessuali, ed a cui Dolan ha DOVUTO dire ok) perché c’era James, e si è potuto vendere il discorso “si rifonda e si punta a LeBron” perché era LeBron, altrimenti anche se c’erano free agent come Wade, Bosh, ed Amar’e, Dolan non avrebbe mai dato carta bianca a due anni di Lottery. Non li avrebbe mai accettati.

E poi, sfuggito James, cosa è successo? Che Dolan comunque voleva qualcosa e si è firmato Amar’e, quando magari un management libero di scegliere senza proprietà che interferisce magari avrebbe detto “ok niente LBJ, alta Lotteria e prendiamo assets su assets, giovani, da scambiare eventualmente, ma come base di partenza, e nel 2011 abbiamo spazio e andiamo su Melo e nel 2012 avendo sempre spazio ci sono Chris Paul, Dwight Howard etc.etc.“. Un discorso del genere a Dolan non lo puoi fare, perché dopo due anni non di mediocrità ma proprio di “indifferenza” non lo avrebbe tollerato, perché a lui interessa vendere il prodotto e quindi deve metterci dei testimonial in grado di giustificare il costo di biglietti, sponsor, contratti TV.

Prendiamo il 2015, di nuovo. Alla fine ribadiamo ci saranno Love, Rondo, Parker, Aldridge? E poi chi? Un sacco di buoni giocatori come Paul Milsapp, Goran Dragic e Marc Gasol appunto, puoi costruire con criterio una squadra di alto livello (un trio Gasol, Dragic, Milsapp con Melo sarebbe ottimo) ma non sono “cool” da vendere e quindi si andrà sui nomi (pochi) “fighi”. Una franchigia seria, invece, se non riesce a costruire prendendo 3-4 giocatori di livello “vero”, piuttosto passerebbe la mano andando a puntare sul 2016 (Durant, Hibbert, Noah) e/o soprattutto 2017 (Rose, Westbrook, Steph Curry, Blake Griffin, Ibaka, Howard) costruendo via Draft nell’attesa. Questo lo farebbe ribadisco una franchigia seria, o meglio, una franchigia a cui interessa principalmente il lato sportivo e non esclusivamente economico.

Fin quando ci sarà Dolan sarà inutile fare discorso “costruire così o costruire cosà”, non accadrà mai, si costruiscee come capita, prendendo nomi da vendere e stop, l’unica reale speranza è prendere da aprile un coach a cui venga data libertà decisionale nell’area tecnica per via del pedigree che ha, sperando che la strada che questo coach decide di scegliere non venga messa in discussione da Dolan dopo 2 mesi.

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