Phil Jackson ai Knicks: è fatta!

Phil-Jackson-pointingPhil Jackson ha firmato per i Knicks un contratto da $60 milioni spalmati in 5 anni, senza l’aggiunta di quote di partecipazione nella Franchigia come invece si vociferava. E qui si ferma quello che sappiamo fino ad ora. Il ruolo, le mosse, le deleghe e la polemica su quanto resterà a Los Angeles piuttosto che a New York durante la stagione sono argomenti aprioristici, inutili da affrontare ora se non per fare della sterile polemica.

Vedremo se Jackson riuscirà dove hanno fallito i suoi predecessori degli ultimi 15 anni, ossia vincere la lotta di potere con il proprietario James Dolan: sarà lì che si giocherà la vera partita per i Knicks, prima ancora che sul parquet. Scott Layden, Isiah Thomas, Donnie Walsh e Glen Grunwald si sono visti scavalcare da Dolan a più riprese, e sempre per mosse che si sono rivelate fallimentari – anche se parlando di Zeke Thomas forse era più un compagno di merende che un “dipendente” nel senso stretto della parola.

Si dice che i contatti tra la Franchigia newyorkese e l’entourage di Jackson siano andati avanti per mesi, con l’escalation delle ultime settimane quando sono iniziate a trapelare voci su voci, che a chi segue il blog ho tranquillamente risparmiato – ero anzi restìo a scrivere anche queste righe, visto che manca ancora la conferenza stampa di presentazione. Kobe Bryant e Magic Johnson hanno provato a riportarlo ai Lakers attraverso dichiarazioni pubbliche, ma evidentemente le posizioni tra Coach Zen e suo “cognato” Jim Buss sono ancora troppo distanti.

Non è ancora chiaro il vero ruolo di Jackson. Probabilmente la carica sarà quella di Presidente. Probabile dunque la nomina di un general manager ed ovviamente di un allenatore di fiducia, presumibilmente qualcuno che creda nella filosofia del “triangolo” (scritta così ad un neofita potrebbe suonare strano, ma stiamo ovviamente parlando del sistema di gioco usato da P-Jax e Tex Winter), ammesso che voglia continuare su questa strada anche se non sarà lui l’allenatore. Ripeto, tutto troppo prematuro e, personalmente, vista la caratura del personaggio, non ce lo vedo metterci la faccia anche se ben remunerato nell’ennesimo fallimento Knicks senza lottare. In tanti gli rinfaccerebbero (senza ritegno) di saper vincere solo con Jordan o Shaq. Un bel rischio.

Il lavoro per il nuovo arrivato non sarà semplice, fin da subito. C’è da gestire la free agency di Carmelo Anthony, partendo a mio avviso dal presupposto che la stagione 2014-15 sarà giocoforza di transizione finchè non scadranno i contratti di Andrea Bargnani, Tyson Chandler e Amar’e Stoudemire. Il dilemma sarebbe essenzialmente “propongo a ‘Melo il rinnovo giocandomi comunque un altro anno del suo prime ed entro nel 2015 con lui 31enne, o lo lascio andare magari orchestrando un sign-and-trade, cedo Chandler per scelte e tanko per un anno presentandomi nel 2015 con cap vuoto e qualche rookie?”. Nel caso, le domande sono tante, per esempio basterà il solo carisma di Jackson a convincere i free agent in un progetto che parte da zero se non hai Anthony? Ha 68 anni e non ha mai fatto il presidente/GM, sarà in grado di valutare le tante sfaccettature del CBA? Ripeto, tutto aprioristico, prima di esclamare “ecco lo sapevo, same old Knicks” aspettiamo ALMENO UNA MOSSA, no?

Il concetto è anche semplice: meglio avere Mills a tirare le fila, o Phil Jackson? Eh appunto. A tal proposito qualche voce dal forum:

“Chiaramente che ci sia Phil a livello di appeal per i giocatori e credibilità in fase di mercato può essere solo un bene in confronto al venditore di tappeti attuale. Quello che rimane da capire è quanto effettivamente lasceranno lavorare Jackson in autonomia, li sarà la chiave tra fare un po’ meno schifo di ora o tornare ad essere al top ad est. E per sapere questo credo dovremo aspettare l’estate e le prime mosse in post season.” (ruckerpark)

“La mossa, comunque e al di là di tutto, è incoraggiante. Perchè indipendentemente da Melo alla fine dell’anno prossimo avremo vagonate di milioni e una squadra da rifondare, che ci sia Jackson al comando può essere solo un bene.” (JackHill)

“La mossa é di primissimo livello, nonostante sia lecito esprimere dubbi, ma non perché uno non creda a Jackson ma perché uno non crede più ai knicks. Dolan é Re Mida al contrario, quello che tocca diventa melma. Son passati in 10 anni fior fior di professionisti, da Larry Brown a Walsh, tra panche e scrivanie, e tutti hanno sottoperformato di brutto. Quelli medi, penso a Lenny Wilkens, che poi tanto medio non era, sono usciti perfino con le ossa rotte. Spero P-Jax sia l’uomo forte che ci salva.” (Anonimo)

“E’ vero che non ha mai fatto il GM, però porterà mentalità vincente, certi atteggiamenti schifosi li voglio rivedere con lui quando va a fare il culo a JR o Felton cosa dicono… E’ chiaro che si circonderà di gente che fa i conti, esperta di cap eccetera, sono cose che non farà lui, così come non le fa Bird o Riley sia chiaro, ma è uno che ne capisce, sa come si costruiscono i team vincenti, conosce le persone, è uno che ha voluto Rodman contro il parere di tutti e lo ha “domato”, non è che se domani gli offrono Jennings lo prende, sa che è un cesso, sa cosa ci vuole per stare ai vertici!

E’ uno che se andiamo a vedere la sua storia, non troviamo mai pretese di trade folli come ad esempio voleva Larry Brown (che aveva ceduto Iverson prima della mega season dell’MVP ai Pistons e solo l’infortunio di Geiger la fece saltare), non è mai successo che abbia chiesto la cessione non so di Kobe che rompeva per prendere Marbury, ecco. Inoltre è uno che se nel 2015 o nel 2016 avremo spazio salariale, se vai su un Love o un Durant c’è un carisma, una carica che può risultare la carta vincente come Riley con LBJ per dire, non è che siamo come nel 2010 che arrivano Dolan, Walsh, e si deve chiamare Thomas per corteggiare James.

Poi è uno che a livello mentale ha sempre fatto fare il massimo ai suoi, a parte i super casi come MJ o Kobe o Shaq anche giocatori come Odom, Gasol, Rice, Artest li ha controllati e gli ha tirato fuori solo il meglio, e questo lavoro mentale resta, non si tratta di averlo quando fa il coach e basta, lo hai sempre e sempre lo avrai! Per dire se a luglio Melo glissa o fa il pretenzioso lui sa se ne vale la pena dargli $130M o se non vale quei soldi come pietra angolare di ricostruzione, lui sa se un giocatore ha le stimmate del campione o solo del grande giocatore, non succederà per dire che nel 2015 dà il massimo al Love di turno se lui non lo reputa uno che può fare la differenza e lo prende perché siamo alla Playstation!

Per fare un esempio di attualità: in queste ora è uscito che è stata la CAA a convincere Dolan a prendere la ‘spazzatura Bargnani’, ecco secondo voi a luglio lui avrebbe dato l’ok? Ecco tutto sta qui, se lui dice a Dolan “quello è un cesso stiamo lontani” e Dolan dice ok, siamo a cavallo; se Dolan dice “no ok però chissà etc.etc.” e poi continua ad ascoltare quello che gli dice qualcun altro e si perdono 5-6 gare, va a rompere che si deve fare la trade per il Bargnani di turno, beh allora non ci siamo e siamo punto a capo.” (Anonimo)

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