Season Review 2013/14 – Il Pagellone

trashaniLa stagione dei Knicks non è neppure iniziata, perchè è finita il 10 luglio 2013 quando, ad un roster da 54 vittorie stagionali, secondo posto ad Est e Semifinale di Conference, viene aggiunto Andrea Bargnani. BOOOM! Complotto! Per niente, questo non è un atto di accusa verso il connazionale, ma la mossa che segna l’inizio della fine, a partire dal livello dirigenziale e scendendo fino all’ultimo dei panchinari, perchè il pesce puzza sempre dalla testa.

Come siano andati i fatti è ragionevolmente noto: la CAA scavalca il GM Glen Grunwald (esautorato pochi mesi dopo) chiedendo a James Dolan – la cui rock band tra le altre cose apre i concerti degli Eagles, altri clienti CAA – di prendere l’italiano, in odore di amnesty. A Toronto non sembra vero: qualcuno pagherà quel contrattone al posto loro (e 10 mesi dopo parteciperanno di nuovo ai Playoffs, dopo aver ceduto pure Rudy Gay). Dal canto nostro, invece, solite tre scelte cedute senza patemi insieme a tre giocatori, di cui uno con un contratto parzialmente garantito che poteva far comodo alla trade deadline (Marcus Camby), e l’altro (Steve Novak) la cui pericolosità da oltre l’arco è stata indicata da Phil Jackson come la principale differenza, in negativo, tra la stagione appena conclusa e la precedente.

Questa ingerenza segnerà irriparabilmente i mesi successivi, portando forse alla peggiore stagione in base alle aspettative da quando seguo questa Franchigia. Inutile rivangare cronologicamente gli eventi, basta scorrere rapidamente le pagine del blog o ascoltare i podcast. Peschiamo a caso: Woodson (CAA, of course) prova a far giocare Bargnani titolare, quando tutto il mondo bluarancio sperava in Metta World Peace come perfetto complemento difensivo a ‘Melo per proseguire con il quintetto ‘small’ che tanto bene aveva fatto appena un anno fa; alle prime sconfitte l’assenza dei veterani e di un general manager credibile ha oltremodo pesato, soprattutto se iniziano dissapori interni per il diverso trattamento riservato agli uomini CAA (chi ha detto i fratelli Smith?); l’ottusità del coach nel perseverare con i quintettoni, quando tutti i numeri portavano verso il ritorno a ‘Melo da 4’ (la risposta dell’allenatore? “non leggo le statistiche avanzate”); la richiesta di taglio da parte di Metta, non prima di alcune frecciate a Woodson ed alla CAA. Basta, non se ne può più. Stavolta si va con il pagellone di fine anno. In ordine di minutaggio, pronti, partenza, via!

Carmelo Anthony: 7. Non ho voglia di andare a controllare se abbia finito così la stagione, ma fino a marzo aveva le migliori percentuali realizzative dal campo e da 3 in carriera, nonchè in numero di rimbalzi catturati. Resterà nella storia dei Knicks per i 62 punti segnati in un singolo incontro, come mai nessuno prima di lui in canotta bluarancio. Per la prima volta dal suo approdo in NBA non raggiunge i Playoffs; per la seconda volta, invece, la sua squadra non supera le 50 vittorie (la prima, da rookie). Eppure per alcuni è lui la principale causa di questa fallimentare stagione, mentre per altri senza la trade con Denver avremo già un paio di Anelli al dito, o giù di lì, con accanto ai banner di Frazier e Reed quelli di D’Antoni, Felton, Gallinari, Mozgov e Wilson Chandler. Il mondo è bello perchè è vario, ma “la cialtroneria produce inefficienza” (cit). Incolpevole.

JR Smith: 5. Troppo? JR è JR, ma cosa vi aspettavate? Prima parte (ed un pezzo) di stagione da 3 tra scarpe slacciate, squalifiche e foto su Instagram; (poco meno della) seconda da 7, arrivando a medie al tiro da Klay Thompson e Wesley Matthews, quindi da perfetto terzo o quarto violino – mentre qui deve essere il secondo. Ha pure stabilito il record Franchigia per canestri da 3 realizzati in una singola gara. E’ un pazzo fottuto, croce e delizia. Ha l’alibi dell’operazione al ginocchio in offseason, da più parti si è letto lo abbia condizionato per mesi.  Appena guarito davvero, si dice, è decollato. Ci crediamo? Voi credete alle promesse dei tossici? Fumoso.

Raymond Felton: 2. Lo schifo dello schifo dello schifo. Gli darei un paio di punti in più giustificandolo “poverino, non è colpa sua se è scarso”, ma ha l’aggravante di credersi forte. Peggior play (… play?) della Lega, riserve comprese. Non in grado di cambiare la prima decisione che prende, se entra nell’azione con l’idea di tirare, potrebbe esserci Gesù Cristo con 3 metri di spazio che non lo vedrebbe. In difesa è il primo a saltare, muovendola irreparabilmente. Quando per una volta, in un’azione, non ha fatto ricevere Steph Curry, nel post partita ha dichiarato “it’s about pride”. Dov’era il ‘pride’ quando ti andavano via i journeymen? Ossa grosse.

Iman Shumpert: 4,5. Dispiace, ed il voto è una bocciatura totale, ma spero ancora che ci sia un allenatore in grado di svilupparlo, finalmente. Ha parecchi alibi, non ultime le troppe voci di trade, anche se mi pare corretto muovergli qualche accusa di scarso impegno in molti frangenti (Woodson sbaglia? dimostragli che ha torto). Rimandato.

Tim Hardaway Jr: 6,5. Ha fatto forse più di quello che ci si può aspettare da un rookie chiamato in quella posizione – la faccia tosta presa evidentemente dal padre lo ha aiutato -, e per questo meriterebbe forse 7, ma in difesa siamo davvero al telepass. Come per Shumpert, speriamo in un coach che lo sviluppi nel modo corretto. Figlio d’arte.

Tyson Chandler: 2. La delusione totale, globale, assoluta. Meriterebbe forse un punteggio minore di Felton se paragoniamo i due stipendi. O era rotto, o era in campo con un atteggiamento disgustoso. Nessuno pretende che da solo cambi le sorti della difesa di una squadra intera, ma almeno il minimo sindacale di tagliafuori ed aiuti. Uno dei più anziani, teoricamente un leader. Invece, follower degli altri, verso l’oblìo. Lammerda.

Amar’e Stoudemire: 6. Ebbene sì, sufficiente. Per quello che può dare e per l’impegno, ritengo la sua stagione da 6. Gli abbiamo dato a più riprese del giocatore finito, non a torto, ma dopo mille mila operazioni si è sempre allenato e dato tutto. Come un role player. Sappiamo dei suoi difetti, soprattutto difensivi, ed il minore atletismo lo ha ulteriormente penalizzato, ma quando gli hanno tolto il limite nel minutaggio, le sue statistiche sono decollate, così come sono scesi i plus/minus negativi. Dignità.

Andrea Bargnani: non giudicabile. Il giocatore sbagliato nel posto sbagliato (quale sia poi per lui il posto giusto non è ancora dato a sapersi). Ma come, non un bel 3 dopo il pippone iniziale sulla sua trade? No, perchè – ribadisco – non serviva, ed è stato messo lì per ragioni di business, extrabasket. Poi si è pure fatto male, ed i Knicks sono casualmente passati dall’essere il 18mo attacco NBA per punti su 100 possessi, al quinto: ‘gombloddo’ anti-italiano. Inutile.

Pablo Prigioni: 6,5. L’unico play e ‘facilitatore’ del roster bluarancio, che con 5 anni in meno avrebbe panchinato Felton per tutta la stagione. E’ stato pure il migliore tiratore da 3 della squadra, per quel che può valere, visti soltanto i 2.2 tiri di media, segno però di solidità e decisioni corrette. Si è sempre fatto trovare pronto. Cazzuto.

Metta World Peace: 10. Con lui in campo avremmo battuto il record dei Bulls e sbaragliato a mani basse tutta l’NBA. Ti ho aspettato 11 anni, ma la CAA ti ha tagliato fuori dopo 2 giorni. MVP.

I vari Cole Aldrich, Toure’ Murry, Jeremy Tyler, Beno Udrih, ecc… ecc… ovviamente non possono essere giudicati.

Mike Woodson: ZERO. Uomo di paglia, burattino in mano alla CAA. Nessuno si scorda la passata stagione, la migliore degli ultimi 13-14 anni, ma a questo punto sorgono alcuni dubbi: Melo da 4 fu una sua invenzione, oppure l’infortunio di Stat all’antivigilia dell’opener lo costrinse ad optare per questa soluzione, giocoforza? Ad allenare, in campo, era forse Jason Kidd? Chi se ne frega, quest’anno è stato l’antibasket. Nessuno mi leverà mai dalla testa che il roster, per quanto limitato, non potesse arrivare al 50% di vittorie in questo disastrato Est. Abbiamo affrontato tutte le squadre nello stesso identico modo, senza mai un aggiustamento, un tentativo di colpire i punti deboli degli avversari o di nascondere le nostre lacune. Switch su swicth, difesa che salta al primo pick and roll avversario, ed in attacco solo ISO su ISO, con gestione dei finali imbarazzanti. Anthony ha avuto il maggior minutaggio in NBA, quando dalla vigilia ci si auspicava di conservarlo per aprile, e puntualmente la spalla ha fatto crack, come 12 mesi prima. Anche la gestione di JR Smith è stata pessima rispetto al passato. D’Antoniano (che per me è un insulto peggio che ‘figlio di puttana’).

Per quest’anno è tutto. Ora siamo in mano a Zio Phil. Poteva andare peggio. Ritroviamo il gusto di tifare per questi colori, a partire dal sottoscritto, in maniera meno analitica e più sentimentale. GO NY GO.

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4 commenti

  1. Solo una domanda: cos’è la CAA?

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  2. Creative Artists Agency.

    Rispondi
  3. Bel post, mi piace🙂

    Rispondi
  1. Addio Woody, ed ora insegna agli angeli a cambiare sui blocchi | New York Knicks Italia

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