Trade e Draft, le prime mosse di Phil Jackson

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Un veloce commento prima di lasciare la parola a Teo. Jackson ha sfruttato la prima occasione utile per scaricare Chandler e Felton, magari un po’ frettolosamente, ma secondo me ha voluto innanzitutto lanciare un segnale e tagliare con il passato. Tra l’altro, al netto della trade, sono arrivati sei giocatori tra scambiati e scelte al draft, in cambio di due. Ok, è un conto della serva, ma non è una cosa da sottovalutare per un team vecchio e con poche possibilità di movimenti sul mercato.

Personalmente non vedevo l’ora che i due scambiati si levassero dalle scatole, senza mezzi termini. Il primo ha giocato bene, alla fine della fiera, soltanto una stagione, mancando clamorosamente i Playoffs per guai fisici. Stagioni regolari al risparmio, ok si riposa per la post season, salvo di nuovo chiamarsi fuori sul più bello, lamentandosi tra l’altro dei compagni. Una delusione totale come già riportato nelle pagelle di fine stagione. Su Felton non mi va di sparare sulla croce rossa, sul peggior play della Lega.

Ad oggi non ci è dato a sapere chi ad ottobre farà ancora parte del roster, la situazione pare in divenire giornalmente, soprattutto fino a quando Anthony deciderà la sua futura destinazione. Non firmando Melo neanche in sign&trade, senza il suo contratto andremmo 3-4 milioni sotto al cap già ora, avendo così qualche margine di manovra in più, così come i contratti di Dalembert (prossimo anno team option) e quelli dei rookie sono molto più appetibili e gestibili che non gli abatross a cui siamo abituati. Soltanto il contratto di Calderon è più lungo di quello di Felton, ma la differenza è di 2 milioni se c’è comunque la possibilità di spalmare l’ultimo anno di contratto, tagliandolo.

La squadra andrà comunque fatta prima o poi, visto che Lebron uscendo pure lui dal contratto si è chiamato fuori dalla free agency 2015, Love andrà altrove, Aldridge resterà a Portland ecc… qui si rischia di restare con il cerino corto in mano come nel 2010 aspettando magari due anni un Durant che poi non arriva. Giusto non ripetere gli stessi errori.

Calma e gesso, in Phil We Trust!

Mentre molti italiani sognavano diverse notti magiche da vivere oltreoceano tra il mese di Giugno e quello di Luglio (sogni infranti martedì alle 20:00 italiane dal colpo di testa di Godìn), sempre in America, ma qualche chilometro più su, era in preparazione l’evento che non delude mai: il Draft NBA. Fino a qualche giorno prima per noi tifosi Knicks doveva essere un evento come un altro, tanto che l’interesse attorno ad esso si limitava alle prime scelte e ad un eventuale chiamata di Alessandro Gentile.

Mercoledì è arrivata però la svolta grazie ad una trade sull’asse New York-Dallas che ha visto arrivare nella Grande Mela, in cambio di Raymond Felton e Tyson Chandler (per lui un gradito ritorno in maglia Mavs dove ha vinto l’unico Anello della carriera), Jose Calderon, Samuel Dalembert, Shane Larkin, Ellington ma anche due seconde scelte al Draft2014: la #34 e la #51.

Parte quindi da qui la nottata versione Knicks, precisamente dalla nostra draft room dove era presente Phil Jackson, il quale non si è sottratto ad alcune domande dei giornalisti. Le prime ovviamente riguardo al fresco scambio con la franchigia texana:

“Con questa trade vogliamo dare un messaggio a tutti i nostri giocatori riguardo al fatto che ci stiamo muovendo. Non è facile, perchè ci sono delle limitazioni quando hai due o tre max contract in squadra e il tuo progetto è di costruire una squadra da Titolo. Riguardo allo scambio posso dire che Melo ne era stato informato un paio di settimane fa. I nostri movimenti sul mercato non si fermano qui, e sto inoltre ricevendo un sacco di richieste per due nostri giocatori. Ringrazio Felton e Chandler per il lavoro e la dedizione di questi ultimi anni e gli auguro il meglio per il futuro.”

Su Chandler coach Zen ha aggiunto che la società non voleva rischiare di perdere un altro giocatore senza ottenere nulla in cambio.

Si è passato poi a parlare dei nuovi arrivati:

“Calderon ha un grande controllo di palla, sa spingere in contropiede e andare fino in fondo. Inoltre è un ottimo tiratore da 3 punti. Sa organizzare la squadra al meglio. Vi anticipo che lui è e sarà in sintonia con il progetto di gioco che cercheremo di costruire.
Riguardo Samuel (Dalembert ndr) lui è davvero un buon difensore. Può sostituire la capacità difensiva di Chandler, forse non da Difensore dell’Anno com’è stato Tyson, ma comunque come difensore di qualità.
Shane Larkin invece è un giovane che l’anno scorso non ha espresso le sue potenzialità a causa di un infortunio, e questo per un rookie fa tutta la differenza del mondo”.

Poche parole invece sul quarto acquisto, Wayne Ellington.

Si è parlato ovviamente anche di Anthony, visto che lunedì 23 giugno ha ufficialmente annunciato che diventerà free agent e che nei prossimi giorni parlerà con le dirigenze di Houston, Dallas e sopratutto Chicago. Phil ha detto che se Melo rinunciasse a qualcosina aiuterebbe la squadra ad essere più competitiva lasciando spazio all’acquisto di altri giocatori di qualità. Inoltre ha sottolineato come questa trade fosse un segnale nei suoi confronti per sottolineare come ci si sta muovendo e per fagli capire dove lui si troverebbe, perchè tutti lo vogliono ancora qua ai New York Knicks.

Si passa poi al momento più atteso, ossia quello delle chiamate. Le scelte dei Knicks diventano tre perchè la franchigia di Phil annuncia di aver acquistato dai Pacers la scelta numero 57:
Cleanthony Early con la #34
Thanasis Antetokounmpo con la #51
Louis Labeyrie con la #57

Mi viene difficile esprimere un commento su questi tre giocatori quindi mi limito riportare l’analisi di Bleacher Report (un’altra panoramica la trovate sul nostro profilo Twitter) , che tra l’altro ci dà un bel A+:

http://bleacherreport.com/articles/2111214-2014-nba-draft-grades-full-team-by-team-report-cards/page/18

PER AGGIORNAMENTI LIVE SU TRADE, DICHIARAZIONI E ARTICOLI SEGUITE IL NOSTRO PROFILO TWITTER @NYKnicksITA
INOLTRE USCIRA’ A BREVE LA 22esima PUNTATA DELL’ITALIAN KNICKS PRIDECAST

(A cura di Matteo Borghetti @hastatomelo)

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