Season Preview 2014/2015 – “We try to control what we can control”

phil-fishCon la presentazione del training camp è partita ufficialmente la stagione dei New York Knicks, la prima – dall’inizio – dell’era Phil Jackson. Nonostante l’eccitazione per questo importantissimo cambio dirigenziale al timone della Franchigia, le aspettative non possono essere alte, perchè ci aspetta verosimilmente un’annata di transizione fino all’ormai stafamosa ed agognata scadenza dei contrattoni di Bargnani e Stoudemire (fortunatamente quello di Chandler ce lo siamo levati dalla schiena qualche mese fa).

Jackson ed il nuovo coach Derek Fisher hanno rilasciato in conferenza stampa e tramite interviste a varie testate giornalistiche le loro impressioni della vigilia.

QUINTETTO TITOLARE – Per Fisher, ad oggi, l’unico titolare è Anthony. Dichiarazioni per tenere tutti sulla corda, perchè viene difficile pensare che Calderon e Shumpert non abbiano un posto garantito nello starting five. Giusto una discussione sul sesso degli angeli, perchè come in NBA non esistono più ruoli classici e definiti ma si può ormai parlare soltanto di “esterni” e “lunghi”, così i primi cinque in campo alla palla a due non è detto che siano quelli che alla sirena di fine gara avranno il minutaggio più alto. Per una questione di bilanciamenti soprattutto difensivi e di organizzazione di gioco, ripetiamo, lo spagnolo e Iman dovrebbero essere i titolari, con verosimilmente Dalambert centro titolare (Jason Smith, se sano, potrebbe però aspirare a scavalcarlo).  L’incertezza più grossa è a nostro avviso su chi affiancherà Melo come ala: un esterno o un lungo? JR Smith (difficile, noi lo vediamo sempre game changer dalla panchina) o uno tra Stoudemire e Bargnani? Lo stesso Fisher ha detto di aver già visto e monitorato Stat, trovandolo tirato a lucido, ma com’è normale il coach è preoccupato più per le ginocchia del giocatore che non per la sua forma fisica o l’etica lavorativa. Amar’e ha chiuso la scorsa stagione in crescendo, quindi il ruolo di ultimo starter lo assegnamo a lui.

IL TRIANGOLO – Jackson ritiene che questo sistema di gioco aiuterà Anthony ad essere uno scorer , un passatore ed un rimbalzista più efficace, migliore. Nelle negoziazioni per la firma del nuovo contratto, Melo avrebbe confidato a Coach Zen di non voler più vivere la sensazione di essere l’unico in grado di portare punti alla squadra, quindi Jackson ritiene che il processo di inserimento nel triangolo del nostro uomo franchigia sia già a buon punto, visto che il primo passo per rendere il Triangolo vincente è accettarlo e condividerlo mentalmente.

IL ROSTER –  Jackson crede che il roster sia profondo e bilanciato, chiaramente nei limiti delle ristrettezze salariali ereditate dalle precedenti gestioni. Per iniziare ad infondere un altro tipo di cultura in questa disgraziata Franchigia, ha iniziato ad eliminare le mele marce che poteva, partendo con Felton e Chandler (chiaramente non ha usato questi termini, ma li ha fatti intuire, a cui è seguita risposta piccata di Chandler). Ha chiesto pazienza ai tifosi, vedendo la prossima stagione come l’anno zero, quello in cui tutti abbracciano la filosofia del Triangolo così da svilupparlo e perfezionarlo nei prossimi anni, con interpreti che si spera migliori ed in arrivo nelle prossime free agency. Perfetta la frase usata, che non ha bisogno di traduzioni: “We try to control what we can control”.

ASPETTIVE –  Jackson ritiene che per fare i Playoffs, ad Est, serviranno 45 vittorie. Ad oggi ci sentiamo di dire che sembrano parecchie, forse ne serviranno meno, ma i Knicks sono in grado di varcare le 40W? Difficile, se intendiamo appunto la stagione come “transizione”, ma come scrivevamo all’inizio l’eccitazione è tanta, gli obiettivi (ammesso ce ne siano) potrebbero cambiare nel corso della stagione – e ricordiamo che finalmente avremo un pick al draft di primo giro. Dall’altra parte, però, “carta canta”: Anthony, nella sua carriera, non ha superato le 40 vittorie soltanto in due stagioni in carriera, la scorsa e quella da rookie – così come ha sempre fatto i Playoffs, eccetto nell’ultimo anno. Vedremo se il nuovo Sistema – da implementare sì, ma già qualcosa rispetto al nulla dell’ultimo Mike Woodson – aiuterà Melo a ritoccare questa statistica.

DIFESA – Fisher ha detto di aver parlato con Bargnani, trovandolo determinato e desideroso di iniziare la stagione. Chiaramente il discorso si è subito spostato sull’aspetto difensivo, dell’italiano ma di tutto il roster, che sarà il primo ad essere affrontato al camp, forse ancora… prima che il Triangolo. Jackson, vista la giovinezza delle nostre guardie, ritiene di poter rapidamente svilupparne il lato difensivo (difficile ad oggi affiancare la parola “difesa” ad un telepass come Hardaway JR, così come “determinazione” a Bargnani, ma tant’è).

USMA – Ovvero United States Military Academy, perchè i primi cinque giorni di training camp si svolgeranno nell’accademia militare di West Point. A nostro modo di vedere è giusto una curiosità, perchè stentiamo a credere che cambi qualcosa allenarsi lì piuttosto che a Westchester.

TAGLIO AI CARBOIDRATI, LA MODA DEL MOMENTO –  La (presunta) perdita di peso di Anthony ha ben impressionato sia Jackson che Fisher. Scriviamo “presunta” perchè sono girate parecchie foto di offseason precedenti in cui il fisico di Melo, sgombro dalle protezioni per il costato che porta sotto la canotta durante le partite, pare il medesimo. Piuttosto si è posta l’enfasi sul fatto che il giocatore si sia messo a lavorare molto prima rispetto agli anni scorsi, così come altri suoi compagni, già impegnati tra l’altro sul parquet da almeno tre settimane a lavorare sul nuovo sistema di gioco.

Chiudiamo con i giocatori che saranno presenti al camp ed un piccolissimo pronostico sulle loro season, di quelli da rinfacciarci ad aprile:

Amar’e Stoudemire: magari partirà titolare, se gli reggono le ginocchia season onesta, poi grazie ed addio.
Tim Hardaway JR: devo essere uno dei pochi tifosi Knicks a cui non fa impazzire perchè dietro è davvero uno zero assoluto. Difficile vada oltre allo “specialista da 3 in rare situazioni tattiche” se ci giochiamo qualcosa.
Carmelo Anthony: a me basta ciò che è, cioè non è Lebron (ma va?). Non vedo perchè nel Triangolo non dovrebbe funzionare.
JR Smith: con Jackson e senza operazioni rinviate a fine estate per ragioni contrattuali, stagione in linea con quella in cui fu sesto uomo dell’anno.
Pablo Prigioni: i 40 si stanno avvicinando, lo vedo in difficoltà come primo cambio del play titolare.
Iman Shumpert: voglio ancora crederci. Estate passata a lavorare sulle gambe per essere pronto ad esplodere verso il canestro sui tagli che il Triangolo gli consentirà.
Cole Aldrich: due mazzate non hanno mai ucciso nessuno. Jackson ha lasciato andare Jeremy Tyler, per me ci crede come… 13mo-15mo uomo.
Andrea Bargnani: i long two non li tiro manco più a NBA 2K14 perchè sono inutili.
Shane Larkin: palesemente senza il fisico ed il tiro “da Triangolo”.
Jason Smith: se sano può giocarsi il posto in quintetto, per me Jackson lo vede come una sorta di Luc Longley, ma è soltanto una mia impressione.
Jose Calderon: 44% da fuori l’anno scorso e quinto NBA in “effective field-goal %”. Non è chiaramente nell’elite dei play della Lega, ma vogliamo mettere l’upgrade rispetto a Felton?
Samuel Dalembert: come per Calderon, l’upgrade sul Chandler visto ultimamente è sensibile per la sola presenza di uno che abbia un minimo di voglia. D’altro canto, per quel che può contare, entrambi erano titolari nei Mavs che hanno portato alla settima gli Spurs.
Clearanthony Early: da più parti leggo che dovrebbe essere il cambio di Melo. Auguri.
Quincy Acy: con il Triangolo c’azzecca zero, ma il roster è da completare. Energia ed hustle da inizio secondo quarto e garbage time.
Travis Outlaw: vedi Acy, ne servono quindici.
Travis Wear, Orlando Sanchez, Langston Galloway: sparring partners. Difficile esca la sorpresa.

Per concludere e riassumere, difficile fare previsioni, anche perchè i contratti di Stoudemire e Bargnani saranno appetibili fino a febbraio per i team che dovranno, entro quella data, arrivare al salary floor (cifra minima nel monte salari da raggiungere, che comunque può essere redistribuito tra i presenti a roster, ma non si sa mai, anche Chandler sembrava incedibile). Ad oggi, con questo roster, sto con Jackson: si potrebbero fare i Playoffs, ma secondo me non serviranno 45 vittorie, perchè qualche Franchigia, ad oggi pronosticata davanti a noi, potrebbe non rispettare le attese. Essendo comunque una stagione senza grosse aspettative – ripeto, nonostante l’eccitazione portata da Coach Zen -, pazienza se dovessimo finire in lottery, tanto più che finalmente avremo una scelta da spendere.

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