Fine pena (quasi) mai – Il pagellone di fine stagione

shveddi @ThatSeven

Ancora poche partite e si concluderà la stagione 2014-2015 per i New York Knicks. Per alcuni versi è stata la più veloce di sempre, infatti dopo poche partite era già chiaro l’andazzo (anche se eravamo partiti con un bel 2-1 e una vittoria contro i Cavs nel loro opener) e la delusione per un’annata gettata alle ortiche e tanto attesa. Per altri invece è stata una agonia infinita, fatta di -30, -40, -35 all’intervallo, doppiati dopo soli 16 minuti e via discorrendo. La stagione verrà ricordata (per modo di dire) come la peggiore nella storia della Franchigia, ma forse anche quella necessaria per il rilancio, che partirà dal prossimo draft. Il futuro sembra roseo, come ci siamo già detto 5 volte negli ultimi 15 anni, e Jackson guida il carrozzone. La speranza e l’ottimismo (da mentecatti poco lucidi) continua a rimanere, seguendo un percorso, per la prima volta, privo di follie, panic button mode ON e ingolfamenti del cap per vincerne solo 3-4 in più l’anno. Nel frattempo diamo i voti finali e offriamo un bel funerale vichingo a questa stagione.

Quincy Acy – Cosa si può chiedere a un uomo con le mani da muratore e grinta da vendere? Doveva essere un elemento che entrava dalla panchina, a dare energia e rimbalzi con la second unit, ma per varie problematiche è finito spesso titolare. Il suo l’ha sempre messo, se ne discute l’anno prossimo quando speriamo sarà semplicemente un lodevole cambio. Voto 6

Cole Aldrich – Su Aldrich, Jackson e la tifoseria (non tutta eh, ndr) riponevano molte speranze, non solo perchè è un bel lungo per mani e per centimetri e spazio occupato, ma anche per la sua integrazione con il triangolo. Non ha decisamente brillato e stiamo ancora aspettando la sua esplosione finale. Ha bisogno di più minuti? Non credo, deve dimostrare di poter stare a questo livello e di farlo se non da titolare, quasi. Quest’anno particolare doveva vederlo primeggiare con cifre quasi da doppia doppia, ma si è perso. E adesso che si fa? Se arriva Okafor, un altro cambio migliore lo si trova. Voto 5

Lou AmundsonUps and downs continui. Da una parte parlano per lui i +/- e il gioco della squadra. Ci sono state partite in cui, quando entrava Amundson, si facevano parziali, si correva, c’era entusiasmo. D’altro canto spesso è sembrato un elemento estraneo, e quel lungo da legno che esce dal pino che tutti sognavamo è scomparso (con l’apice nel lay up airball a 5 centimetri dal ferro). Causa anche della stagione depressiva? Ha il pregio di aver causato la prima frattura stile PD all’interno della tifoseria, con la nascita del #TeamAmundson. Voto 5

Carmelo Anthony – Per la stella di Baltimore (anche io sono stato a Brooklyn quattro pomeriggi in tre anni, ma non mi considero di lì) un anno gettato al vento. Partito bene, è stato poi falcidiato da infortuni e con il record straperdente ha deciso di chiamarsi fuori per l’operazione al ginocchio. Ha preteso di essere strapagato l’estate scorsa (ma se adesso pensiamo al prossimo rialzo del salary cap abbiamo fatto un affare), ha rimandato l’operazione rischiando infortuni seri solo per giocare a Londra e all’All Star Game. Due scelte quanto meno condannabili. Rimane un giocatore dalla classe e il talento cristallino, ma ormai il partito degli scettici su di lui aumenta. Vincere con lui si può? Con il triangolo lui si incastra (insomma)? Era meglio lasciarlo andare questa estate (si ma a chi?)? Voto 3

Andrea Bargnani – Salta mezza stagione, rientra per Capodanno, poi nella partita dopo esce dopo 107 secondi. E’ il peggior giocatore del roster in rapporto a 1) stipendio, 12 milioni e 2) fisico e possibilità, è un 7 piedi con ottime mani. Tira male da 3 -dai, sfatiamo il mito del mago tiratore-, non difende, non capisce come si difende, è mollo à la Malesani, prende 4 rimbalzi di media (7 PIEDI). E’ ingiustificabile e imperdonabile. Purtroppo sembra che i nostri cammini non si separeranno. Staremo a vedere, ma darebbe sui nervi anche se rifirmato a soli 3-4 milioni l’anno. Voto zero

Jose Calderon – Grandi aspettative, ma poi il nulla. Qualche problema fisico gli ha fatto subito gettare la spugna. Stagione incolore e comunque sotto media. Difficile ricordare qualcosa della sua annata, sia di positivo che di negativo. Rimarrà, ma solo in virtù del contratto. Voto 4

Samuel Dalembert – A quanto pare è stato cacciato perchè non si impegnava e arrivava in ritardo agli allenamenti. Un ben servito arrivato precocemente e a sorpresa. Strano. Era comunque molto sotto le aspettative. Amundson e Dalembert erano i lunghi da legna che sognavamo da tempo, e sono stati deludenti (forse perchè dovevano essere dei panchinari, non dei titolari, ndr). Voto 4

Cleanthony Early – Per carità, bravo ragazzo. Può davvero fare bene, ma attualmente, in un roster NBA, non c’è spazio per lui, soprattutto se Thanasis passa sopra. In NBDL, poi valutiamo. (Visto il tenore della stagione in cui non c’era nulla da perdere avrebbe dovuto osare di più, ma evidentemente non ne ha i mezzi, ndr) Voto 5.5

Langston Galloway – Bravo, tenace, coriaceo, motivato. Pure troppo, perchè a causa di alcune sue triple ne abbiamo vinte “troppe” quest’anno. C’è dell’ottimo materiale su cui lavorare. Va anche forte a rimbalzo per la sua altezza e ha un atletismo non da poco. Segna in vari modi, la passa molto bene con un’ottima visione di gioco ed è già oggi uno dei migliori difensori tra i piccoli. Fantastico punto da cui ripartire l’anno prossimo e a cifre davvero basse. Voto 7.5

Tim Hardaway – Tira con percentuali identiche a Galloway ma crede di essere il padre eterno. Pretende più tiri, litiga con Anthony, difende poco niente. E’ in campo solo per sparare. Spesso mattoni. E’ un giovane che quadra poco con la filosofia zen di PJax. Anche come elemento della second unit con punti instantanei è discutibile. Stesso discorso di Aldrich, in questa stagione doveva spaccare – per di più senza Shump e JR – e invece floppa. (stesso discorso fatto per Early, con l’aggravante di essere un secondo anno, ndr) Voto 3

Shane Larkin – Non da NBA, ma la colpa non è sua. Non puoi prendertela con altri se affidi la tua attività a un labrador. Avventura e carriera tra i PRO finita, immagino. Voto 4

Ricky Ledo – Vabbè dai. Voto SV

Pablo Prigioni – Il cuore mi dice di premiarlo. Grazie PP per questi anni. Avevi più di 60 anni ma ce l’hai sempre messa tutta Voto 7

Iman Shumpert – Ce ne pentiremo di averlo dato via così e per niente. Si, non è diventato il Butler della situazione, non è maturato abbastanza e si, gli infortuni pesanti erano sempre di più, ma la colpa non era solo del giocatore, ma forse del sistema? Peccato. Voto 6

Alexey Shved – L’abbiamo visto poco e in contesto perdente-perdente. Ma sembra un giocatore totale, in grado di saper fare un po’ tutto. Se decide di rimanere a 4 milioni, non è niente male. Meglio uno Shved che un Hardaway Voto 6.5

Jason Smith – Mentre tutta la NBA abbandona il mid range shot (a parte Lamarcus Aldridge e pochi altri) lui continua. Il che lo esclude a rimbalzo. Mano educata, buon fisico, è un Bargnani che costa meno, tira da meno lontano, gioca meno ma mollo uguale. Expendable Voto 5.5

JR Smith – Ripensando alla stagione di JR mi accorgo di non ricordare nulla, come per Calderon, nè nel bene, nè nel male. A New York aveva troppe distrazioni, ma questo è un chiaro segnale che non è un professionista, se preferisce andare a troie nei club ogni sera, invece che allenarsi e prepararsi. Era una mela marcia da cacciare, e l’unica grande stagione l’ha fatta nell’anno della scadenza. Voto 5

Amar’e Stoudemire – So long! Eh ci mancherà mr Loyalty, mr Fire Extinguisher, mr bagno nel vino. Sempre rotto, sempre rompiballe. Era iniziata alla grande la sua storia con noi, è finita malissimo. I suoi numeri nel tabellino sono sempre stati falsi, non comprende le basilari meccaniche del gioco, in difesa (i raddoppi, gli switch, gli aiuti) come in attacco (in post non la scaricava MAI, MAI, sia in single coverage che raddoppiato o quadruplicato). Contrattone a parte, andrebbe fucilato per tutte le cose dette prima, ma quella del chiedere i soldi con cappello in mano – e pistola dietro la schiena – è stato il momento più disgustoso. Voto 5

Lance Thomas – Poco nulla con numeri gonfiati ultimamente, grazie a match contro squadre nulle. Voto 4.5

Travis Wear – Chi? Ah è ancora qui? Voto 2

IL COACH, Derek Fisher – Cosa si può dirgli? Prima esperienza su una panca NBA e subito deve mettersi all’opera con un sistema che conosce perfettamente ma che non è facile da insegnare a dei caproni. Un sistema vincente se si hanno gli uomini giusti, ma con questi… Per di più a un certo punto della stagione ha dovuto trovare il modo per perderle tutte. Un anno per capire chi può fit-tare nel triangolo e chi no, un anno per capire come si sta su una panchina NBA. Di coaching a dir la verità si è visto comunque poco, idem cambiamenti durante il corso della gara. Rimane un mistero ma sembra anche solo un segnaposto per Jackson, che non allenerà più, in ogni caso. Voto 5

IL GENERAL MANAGER/PRESIDENTE, Phil Jackson – Giusto ieri ha registrato un video dove chiede pazienza e parla di un chiaro percorso che si sta già seguendo e che porta al titolo. La prima stagione si chiude con il peggior record NBA e nella storia dei Knicks. Un male necessario per arrivare a Okafor o a un super giovane. Noi pazientiamo, lo facciamo da 15-20-40 anni, ma sarebbe anche il caso di vincere, ogni tanto. Voto MAH

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