Il dopo Lottery

Ed ora la parola – anzi la penna, anzi la tastiera – a @ThatSeven

Te lo dico io come saranno i Knicks

E la lottery è andata. Male. Siamo stati gli unici a scendere di posizione rispetto alla classifica finale della regular season. Invece che scegliere nelle prime due, siamo scesi alla 4. Addio ai sogni Okafor e Towns, addio al lungo dominante che difficilmente trovi sul mercato, addio al nuovo uomo franchigia. Benvenuto al mistero, al rischio, alla scommessa.

Avevamo fatto progetti, ipotizzato un roster di partenza che avrebbe potuto permettersi di spadroneggiare nella free agency, avevamo già immaginato la rinascita e invece siamo punto e a capo. Siccome siamo tifosi, siamo distrutti, affranti e infinitamente incazzati. E per la stessa ragione, perché siamo illogicamente e irrazionalmente tifosi dei Knicks, siamo purtroppo di nuovo ottimisti*. In fondo alla numero 4 si può pescare ancora bene (segue lista di grandi giocatori scelti alla 4), in fondo Mudiay si, proverrà anche dal campionato cinese, ma è di sicuro migliore della NCAA (no dai, un Will Bynum a caso ne segnava 60 in Cina, non ditemi che ne segna 60 anche in NCAA), in fondo adesso con la free agency svoltiamo (dove?).

In realtà è ora di vedere le cose con un certo distacco, non in maniera negativa, pessimista, ma semplicemente in maniera analitica. Ci siamo ingannati molte volte, soprattutto quando potevano firmare un grande giocatore. Siamo rimasti scottati a vita dalla The Decision, abbiamo sempre vissuto di speranze, leggendo tra le righe, fidandoci di voci di corridoio, dell’ipotetico fascino della nostra franchigia e della città, ma a questo punto è ora di aprire una volta per tutte gli occhi e delineare il nostro probabile prossimo futuro.

Niente più giochini, niente più discorsi da tifoso, niente più pianeti allineati, preghiere agli dei del basket e puttanate varie. O non ci ascoltano o non esistono, e propenderei per la seconda. Il nostro futuro è abbastanza grigio.

La nostra situazione è questa. Circa 30-34 milioni da spendere; 4 giocatori a roster (Melo, Calderon, Hardaway e Early) a cui potrebbero aggiungersi Shved (ma son 4 pippi), Wear (…), Acy e Galloway (con la team option), il rookie alla 4, Mudiay ma molto più probabile Russell o Wislow, e Thanassis dalla D League; un allenatore al secondo anno ne carne ne pesce, tuttora ingiudicabile ma che non ha ancora mostrato un minimo di polso (salvo nelle 2 vittorie che ci sono costate il peggior record); un GM, Phil Jackson, che sembra non averne azzeccata mezza, regalando persino due pezzi importantissimi (Shumpert e JR Smith) a una contender adesso lanciata verso il titolo; un sistema di gioco che sembra anacronistico e tutto da testare, ma senza i giocatori ideali.

Non abbiamo assets, non abbiamo appeal ma abbiamo soldi da spendere. Tra poco inizierà una free agency molto particolare nella quale non mancano i nomi, ma sono tutti seguiti da un asterisco.

Chi probabilmente rifirmerà con la propria squadra o lo farà per un solo anno nell’attesa dell’aumento vertiginoso del salary cap nel 2016 (mi riferisco a Aldridge, Gasol, Butler che non uscirà questa estate ma aspetterà la scadenza, Jordan) e chi si è rotto (Matthews adesso è un bel rebus, oppure Beverley). Rimane paccottiglia o gente che finisci per strapagare.

Ecco allora come molto probabilmente sarà il nostro prossimo anno.

Prendiamo Russell (Mudiay finisce a Phila), che diventa uno sparatore folle in grado di salvarti la gara quando è in serata, detestabile per le altre sere. Rifirmiamo Bargnani a 4-5 milioni per un paio d’anni, al grido di “E’ un lungo che sa palleggiare e tirare da 3, e se sano è determinante”. Tenteremo di impacchettarlo insieme a Hardaway prima della trade dead line. Se va in porto, esploderanno in una contender e verremo derisi, ma per una volta amen, meglio altrove che nostri.

Melo dovrà giocare da 4 fisso, con grandi cifre ma con molti piccoli infortuni o acciacchi. Firmeremo Monroe a una cifra troppo alta e sarà uno Stat 2, dal tabellino sembra dominante, in sostanza è poca roba. Inoltre firmeremo i pochi free agent rimasti sugli scaffali, vendendoli come “adatti al triangolo”. Gente alla Jason Smith e Aldrich, molli e bolliti.

Non faremo i playoff, per poco, battuti anche dalla giovane Phila di Mudiay, Embiid e Noel. La stampa mangerà vivi Fisher e Melo. Non avremo una scelta alta al draft 2016 perchè ceduta a Toronto nella trade-Bargnani, nella free agency gireranno cifre altissime e ci useranno come leverage.

E’ troppo brutta, è una visione pessimista? O è semplicemente dettata dall’esperienza degli ultimi anni? Troppe volte abbiamo atteso la svolta, troppe volte abbiamo pensato di avere la mano giusta, troppe volte questa società è stata artefice del proprio destino finendo con nulla in tasca. Melo ci è costato mezza squadra, quando bastava aspettare 3 mesi, Stat era l’unico rimasto in magazzino, un altro anno a 15 W per prenderci una scelta alta non possiamo permettercelo. Non riusciamo a prendere grandi giocatori a cifre decenti o senza sconquassare il roster. Il cambiamento non avverrà tramite trade o firme, il cambiamento non è arrivato neanche con i migliori dirigenti sulla piazza (Walsh, ora PJ).

Per una volta quindi diciamo la verità, o per lo meno miriamo basso. Abbiamo sempre sognato e sperato finendo con un male al culo e ai denti, irrisi, delusi. Forse se partiremo con meno aspettative possibili, per una volta, tutto girerà nel verso giusto sorprendendoci. Anche solo come trucchetto anti sfiga. Eppure temo che finchè Dolan sarà presidente e finchè ci chiameremo Knicks, non ci sarà molto da sorridere.

*: Tranquilli, sono fasi. Le 7 fasi di elaborazione del dolore. Dopo lo shock, c’è il rifiuto, dove siete ora. Ma ben presto passerete al senso di colpa (ho sbagliato, non ho indossato la maglia portafortuna, non l’ho vista in diretta), la paura (finiamo in serie B. La creano per noi e ci mettono li), la rabbia (Ma si, squadra di merda, che morissero tutti), la depressione (Non vinceremo mai più, è la fine), l’accettazione (Tifo Knicks, ero a conoscenza dei rischi quando presi questa decisione). Se in questo articolo avete riscontrato alcune di queste fasi, non lo nego, ma io sono nella fase rassegnazione/apatia/consapevolezza.

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