Io sto ancora con zio Phil

L’età dell’innocenza del tifoso New York credevo fosse definitivamente tramontata dopo Donnie “è il padrino che ci porterà Lebron, Wade, Bosh e Stat tutti insieme” Walsh. Mi sbagliavo. Phil Jackson è criticatissimo sia da una buona fetta della fanbase, sia da molti neutrali che spesso invocano l’intervento di un reparto geriatrico. Ad oggi dissento, e non si sto (cit.).

Phil-Jackson-pointingLe prime parole di Jackson furono “culture change“, e mi pare ovvio non si possa fare in due anni e mezzo. I free agent quest’anno – estremizzo – fanno ridere, Conley, Batum e Derozan andranno per il massimo, il nuovo massimo salariale, e nessuno dei tre a mio avviso lo vale, ognuno per almeno un motivo diverso; i giocatori a roster sotto contratto – frutto di un lavoro svolto per non intasare il cap – resteranno in quanti, cinque o sei? Quindi presumibilmente si ripartirà scegliendo in primis altri comprimari/role player senza intaccare più di tanto il monte salari, e non è che siccome pure io sarei un upgrade a Calderon allora va pregiudicato il futuro strapagando qualcuno.

Il discorso è sempre lo stesso: se i free agent oggi (ed un anno fa) ti schifano non è colpa di Jackson, ma degli ultimi 15 anni dolaniani, su questo non si dovrebbe transigere in qualsiasi valutazione. Se Jackson desse il massimo a Conley sarei molto deluso per esempio, perché sarebbe una mossa quasi da disperati stile Walsh con Stoudemire. L’NBA alla fine della fiera non funziona così. Nella stragrande maggioranza dei casi non si costruisce dalla free agency, ma da draft, basta pensare a Lillard, Westbrook, Durant, Wade, Kobe, Curry ecc ecc… In questi due anni e mezzo Jackson ha affrontato tre draft, di cui due senza la scelta da primo giro per colpa delle gestioni precedenti e, guarda un po’, l’unica volta in cui ha avuto un pick ha scelto un potenziale uomo franchigia. Quest’anno ad un certo punto potevi tankare e scendere di almeno due posizioni, ma non potevi perché Dolan aveva dato via il pick per Bargnani, e Jackson che ci può fare? E’ chiaro che sarebbe bellissimo un colpo da ufficio inchieste come le trade Garnett o Gasol, ma se non riesci a metterla su, che fai?

Personalmente ritengo quello appena passato come “anno uno” dello zio Phil, con asterisco per l’assenza del pick, ed il mio voto è sufficiente: frontline a posto per il futuro, progresso rispetto alla precedente stagione, un sorprendente record di 22-22 a metà stagione al di là di ogni attesa, ed un successivo crollo che ovviamente ha fatto tanto male ai tifosi ma che alla fine ha riportato la stagione ad un 32-50 finale in linea con le aspettative della vigilia. Gli imputo invece l’eventuale mancato sviluppo di qualche giovane una volta capito che i Playoffs erano una chimera.

Calma e gesso perchè se domani Jackson si rompe le scatole per la stampa newyorkese, l’età, perché Jennie Buss lo vuole a Los Angeles sennò lo molla (!), o per tutte queste cose messe insieme e se ne va, sarà il solito fallimento stile New York e si ricomincerebbe da capo, ma con chi? con un Grunwald? Prendiamo proprio quest’ultimo: a mio avviso aveva pure lavorato bene, ma non aveva la statura per tenere a bada Dolan che infatti si intromette e ti prende Bargnani, così i tuoi piani saltano per aria e continui a vivere alla giornata. Oppure vai con un GM nerd? Ok, mi sta bene, però dopo tre anni non è che lo mandi via, perché il progetto a livello NBA non puoi iniziarlo a valutare in così poco tempo partendo dalle macerie, tipo Phila che ha resettato tutto.

Al contrario di molti sono calmo come una vacca indù (cit.). Anche la smania della ricerca del prossimo allenatore che ha preso lovers ed haters per opposti motivi non mi entusiasma più di tanto. Dal 2000 ad oggi si sono alternati tre ex coach dell’anno, eppure i risultati sono stati mediocri, mentre abbiamo riassaporato antichi sapori di Playoffs profondi con Mike Woodson, assistente promosso che oggi non è di nuovo più un head coach. Tutto dunque è relativo.

E quindi? Nessuno può esente da critiche a prescindere, ma la “culture change” non si fa dall’oggi al domani, non è un interruttore, la si costruisce e la si inizia a valutare almeno dopo cinque anni, ponendo le basi per una Franchigia in primis CREDIBILE agli occhi dei free agent, con progressi anche piccoli ma costanti, e soprattutto senza mosse da disperati che buttino via il lavoro fin lì svolto. Dolan è quasi tre anni che non lo sentiamo nominare, e questo è il più grande traguardo raggiunto da Jackson.

Rosen: Phil Jackson, Knicks getting a bad rap: http://www.todaysfastbreak.com/nba-east/new-york-knicks/rosen-phil-jackson-knicks-getting-bad-rap/

Lascia un commento

Lascia un commento

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

  • Pagine

  • KNICKS ITALIA SU FACEBOOK

  • Seguimi su Twitter

  • Archivi

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: